La città deserta, la colazione senza sveglia, un libro sul balcone e nessuna coda al gate. Raccontata così, la staycation sembra la risposta più chic allo stress delle partenze estive. La parola, nata dall’unione di stay e vacation, promette riposo a chilometro zero e invita a guardare con curiosità ciò che abbiamo sempre avuto sotto casa. Nell’estate 2026, però, questo scenario sembra romanticizzare le difficoltà e nasconde una domanda meno spensierata: quanti restano realmente per piacere?
La staycation racconta un’estate con il freno tirato
A ridimensionare il lato glamour del fenomeno arrivano i numeri raccolti da Tecnè per Federalberghi. Il 48,5% della popolazione adulta non prevede soggiorni lontano dalla propria abitazione: in termini assoluti, sono 24,2 milioni gli italiani che rimarranno a casa. Quasi metà del Paese, dunque, salterà l’appuntamento con partenze, alberghi e giornate al mare fuori città.
La motivazione più frequente riguarda la tenuta dei bilanci domestici e coinvolge il 52,8% del campione. C’è poi un 11,2% che attribuisce la rinuncia alle tariffe del settore turistico, diventate proibitive per molte famiglie. Entrano in gioco anche incastri familiari complicati, condizioni di salute e lavoro. Una piccola quota, il 6,6%, proverà invece a recuperare il viaggio più avanti, quando le località saranno meno affollate e il listino estivo sarà soltanto un ricordo.
Chiamare tutto questo “nuovo trend” rischia quindi di confondere due esperienze molto diverse. Da una parte ci sono coloro che desiderano evitare aeroporti congestionati e spiagge affollate, certamente, ma dall’altra c’è chi avrebbe già il trolley pronto ma non riesce a far quadrare le spese. E staycation è un termine molto riduttivo se non fuorviante, che serve a mascherare problemi molto profondi.
Quanto costa oggi preparare una valigia
Il prezzo della vacanza, diciamolo, non ha fatto che salire… e non in modo timido! Dal confronto tra il 2016 e il 2026 elaborato dal Centro di formazione e ricerca sui consumi su dati Istat emerge un vero e proprio effetto montagne russe che coinvolge ogni singolo step del viaggio.
Prendere un volo oggi, anche solo per restare in Italia, significa mettere in conto un +193% rispetto a dieci anni fa. E se si vola in Europa si sfiora un +187%. Insomma, partire non è più proprio un “click e via”. Anche il mare non scherza: i collegamenti via nave segnano un +92%, mentre una notte in hotel costa in media il 69% in più. E se pensavamo di cavarcela con una vacanza organizzata last minute, sorpresa: i pacchetti turistici sono saliti del 46%. Persino le opzioni più “easy” come campeggi e villaggi, da sempre amati dalle vacanze low cost, registrano un +22%.
Come rendere speciale una vacanza senza partenza
Ma quindi la staycation, anche se obbligata, è da condannare? Assolutamente no. Ma nemmeno da romanticizzare. Restare nei propri dintorni non significa necessariamente trascorrere agosto davanti al condizionatore: si possono cercare piscine all’aperto, mostre, cinema estivi, sentieri, borghi raggiungibili in giornata o piccoli ristoranti mai provati. Anche spegnere le notifiche e liberare l’agenda può restituire alle giornate quel ritmo lento che cerchiamo altrove.
La staycation può dunque essere piacevole, creativa e persino sorprendente. Non dovrebbe però diventare un’etichetta brillante incollata sopra una difficoltà collettiva. La vera vacanza resta quella che possiamo decidere: con una carta d’imbarco in mano oppure con le chiavi di casa in tasca.