Nessuna falsa promessa di ottenere risultati senza fatica o di dimagrire senza i giusti sacrifici, Maria Sole Barbieri, personal trainer e founder di MSB Training, è una voce fuori dal coro nel panorama del fitness contemporaneo.
Il suo metodo nasce dalla sua storia personale. Tennista agonista, deve abbandonare il suo sogno sportivo a causa di un grave infortunio. Ma l’esperienza sui campi da tennis, i viaggi in solitaria iniziati fin da piccola, le hanno permesso di costruire quella formazione cha l’ha portata a fondare un’azienda digitale da 3 milioni.
Dopo il tennis, Maria Sole inizia a costruire competenze solide nello sport, partendo dallo studio della biomeccanica, della fisiologia e delle tecniche di allenamento. Oggi è personal trainer della FIF e ha conseguito diversi master in allenamento al femminile.
Il vero punto di svolta arriva con la maternità e, successivamente, con il Covid. Con due figli piccoli e poco tempo a disposizione, Maria Sole inizia ad allenarsi a casa, condividendo sui social routine semplici e concrete. È così prende forma MSB Training che da progetto personale si è trasformato in un’azienda digitale strutturata.
La filosofia di Barbieri è chiara: “Se vuoi cambiare davvero, servono due cose: allenamento e nutrizione. Il resto è rumore”. Una posizione divisiva che però intercetta una domanda crescente di autenticità e metodo che le abbiamo chiesto di spiegarci.
Dal tennis agonistico a imprenditrice di successo, in mezzo un infortunio che ha cambiato tutto: come sei riuscita a ricostruire una carriera e a raggiungere risultati così importanti?
Direi che ho trasformato un infortunio da game over a “nuovo set”. Quando il tennis si è fermato, ho capito che l’unica cosa che non potevo perdere era il mio metodo: disciplina, costanza e quella testardaggine che ti fa alzare alle 6 per allenarti anche se fuori piove.
Ho spostato la stessa mentalità dal campo da tennis al digitale, passando dalle linee del campo alle linee di codice del mio sito. Ho iniziato con pochi contenuti e zero certezze, ma con una missione chiara: creare un metodo che aiutasse davvero le donne a sentirsi forti, non solo in forma. I risultati sono arrivati come arrivano i punti importanti: uno alla volta, senza colpi di fortuna, ma con tantissima perseveranza e resilienza.
Nel frattempo, sei diventata mamma, immagino che anche questo ti abbia portato a rivedere molte cose?
Diventare mamma ha rappresentato per me rivedere tutto: priorità, orari, routine. Mi ha reso più selettiva, portandomi a eliminare il superfluo, per tenere solo ciò che è davvero allineato ai miei valori, sia nel lavoro che nella vita. Mi ha insegnato che “allenamento” non è solo quello con i pesi in palestra, ma anche quello con la pazienza, la flessibilità e la capacità di ridere quando nulla va come previsto. E mi ha dato una motivazione enorme: crescere 4 figli che vedano la loro madre forte, appassionata e libera di costruire la propria strada.
Quali sono gli insegnamenti fondamentali che ti ha dato lo sport praticato ad alti livelli?
Lo sport mi ha insegnato tre cose fondamentali:
– Che il talento senza disciplina dura quanto un riscaldamento. Il talento senza il lavoro è niente.
– Che si impara molto di più da una sconfitta che da dieci vittorie.
– Che il corpo non mente mai: se lo ascolti, ti guida, se lo ignori, ti presenta il conto.
Mi ha anche insegnato il rispetto delle regole, degli orari, del recupero e del lavoro “noioso”, che nessuno vede ma fa la differenza. E, soprattutto, che la testa è il vero muscolo su cui lavorare ogni giorno.
In cosa consiste il tuo metodo di allenamento e in cosa si distingue da altri workout?
Il mio metodo è nato per smettere di far sentire le donne “a dieta” anche mentre si allenano. È un percorso strutturato sul potenziamento: forza, qualche peso, progressioni, ma sempre con un linguaggio semplice e zero terrorismo fitness. Unisce competenze tecniche, programmazione scientifica e una grande attenzione alla realtà di chi ha lavoro, famiglia, imprevisti e non vive in palestra. Niente allenamenti random: ogni ciclo ha un obiettivo chiaro, misurabile, e non è pensato per farti bruciare calorie e basta, ma per farti migliorare. Si distingue perché è un mix tra preparazione atletica e protocolli fitness orientati all’estetica.
Disciplina, metodo e responsabilità: niente scorciatoie per ottenere risultati concreti?
Se ci fosse una scorciatoia l’avrei già messa in abbonamento sul sito, e sarei miliardaria. La verità è che i risultati veri sono noiosamente lineari: costanza, progressione, tempo. Disciplina per presentarti all’appuntamento con te stessa anche quando non ne hai voglia. Anche quando devi rinunciare a qualcosa. Metodo per non sprecare energie in mille tentativi a caso. Responsabilità per smettere di dare la colpa al metabolismo, alla genetica o al periodo: non possiamo controllare tutto, ma possiamo sempre controllare la prossima scelta.
Chi si rivolge a te, cosa chiede?
Si rivolgono a me soprattutto donne che hanno già provato di tutto: diete, challenge, allenamenti copiati da Instagram. Non mi chiedono più “come dimagrire prima dell’estate”, ma come sentirsi forti, toniche, stabili e finalmente coerenti con lo stile di vita che desiderano. Spesso arrivano dicendo “voglio un programma”, e poi scopriamo che quello che serve davvero è un metodo e una comunità che le sostenga. Mi chiedono concretezza, chiarezza e zero giudizio: vogliono qualcuno che dica le cose come stanno, ma con empatia e un pizzico di ironia. E soprattutto chiedono una cosa: smettere di ricominciare da zero ogni tre mesi.
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
Il mio obiettivo è continuare a far crescere una community di donne che si allenano non per “punirsi”, ma per rispettarsi. Sto lavorando per rendere il metodo ancora più accessibile e strutturato: più contenuti di qualità, più strumenti pratici e più supporto costante. Mi interessa portare il tema della forza femminile fuori dalla nicchia fitness e dentro le conversazioni sulla salute, sul lavoro e sulla maternità. E a livello personale, voglio continuare a crescere come imprenditrice senza perdere quello spazio sacro per me, la mia famiglia e qualche ora in cui non suona nessuna notifica. Se poi nel frattempo riesco anche a riposare otto ore di fila, lo considero un bonus da medaglia d’oro.