Stanza dei girasoli, come creare il tuo rifugio naturale in giardino

Come realizzare una magnifica stanza dei girasoli in giardino, un trend per il giardinaggio che crea il nostro angolo privato e fiorito

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Esistono giardini grandissimi e minuscoli, ma ognuno, indipendentemente dalle dimensioni, può ospitare un piccolo segreto: un angolo raccolto, un rifugio nostro, un posticino dove sederci a leggere al mattino con la tazza di tè o a fare due chiacchiere al tramonto, lontano da tutto. La stanza dei girasoli è proprio questo: una piccola architettura vegetale, fatta solo di steli, foglie e fiori, che disegna nello spazio aperto un piccolo “angolo” tutto per noi. Vediamo come fare.

Cos’è la stanza dei girasoli e perché ci stiamo innamorando

L’idea, in sé, è semplicissima. Si traccia per terra una piccola forma (un cerchio, una mezzaluna, una L), si seminano dei girasoli lungo il perimetro lasciando un’apertura come ingresso, e nel giro di alcune settimane le piante iniziano a formare la struttura, che diventa davvero scenografica in piena estate. Dentro, uno spazio appartato dove possiamo sederci, leggere, chiacchierare, semplicemente vivere.

Il concept arriva dal mondo anglosassone, dove negli ultimi anni la “sunflower house” è diventata virale soprattutto come gioco estivo per i bambini, con costruzioni gigantesche fatte di varietà alte oltre i tre metri. Naturalmente possiamo anche creare un piccolo angolo a misura di persona, due metri scarsi di lato, che assomigli più a una stanzetta segreta che a un’esposizione di girasoli. È il rifugio che ci ritagliamo dentro al giardino, ed è un’idea che conquista parecchio: visti i nostri ritmi un po’ frenetici, avere un piccolo “luogo ” tra le piante diventa quasi una piccola coccola tutta per noi.

Scegliere i girasoli giusti (e i loro compagni)

Sui girasoli da scegliere, primo consiglio: le varietà giganti come Russian Mammoth o American Giant fanno scena, ma sono ingombranti, richiedono tutori robusti e creano pareti “da fortezza” appunto. Per una stanza fine ed elegante, invece, conviene puntare su varietà di altezza media, intorno a 1,5-1,8 metri, con stelo robusto ma più snello.

E perché restare per forza sui girasoli giallo classico? Negli ultimi anni i vivaisti hanno fatto un lavoro splendido sulle cultivar a fioritura più ricercata.

Un trucco che funziona molto bene è alternare ai girasoli qualche pianta compagna alta e leggera, che ammorbidisca la parete e la renda più vibrante. I cosmos sono i migliori per questa funzione: alti, sottili, con fiori rosa, bianchi e fucsia che oscillano al vento. Anche le zinnie alte e l’ammi majus (una specie di falsa carota dai fiori bianchi a ombrella, eleganza pura) si prestano a perfezione.

Come disegnare lo spazio

Veniamo alla progettazione: la forma più semplice da realizzare è il cerchio, quindi si pianta un paletto al centro dello spazio scelto, si lega uno spago lungo un metro o un metro e venti (a seconda di quanto vogliamo grande la stanza), e si traccia il perimetro camminando intorno con un secondo paletto che segna la terra. Volendo, si può variare con la mezzaluna, soprattutto se abbiamo una siepe o un muro di fondo da sfruttare come “quarta parete”: si crea così uno spazio aperto da un lato, che si apre verso una vista o un altro angolo del giardino. Anche la L è un’ottima soluzione per ricavare un angolo intimo addossato a una recinzione.

L’apertura della “porta” va prevista subito, ed è meglio orientarla verso il lato più bello: la vista, il prato, una fioritura più in là. Sul posizionamento generale, i girasoli vogliono sole pieno, almeno sei-otto ore al giorno.

Una volta tracciato il perimetro, bisogna preparare il terreno. Si lavora la striscia perimetrale in profondità con la zappa o con una piccola vanga, si elimina ogni erba infestante e si arricchisce con compost ben maturo, mescolando bene. I girasoli vogliono un terreno fertile e ben drenato. Per la semina, si interrano due o tre semi insieme ogni 35-40 centimetri, a circa due-tre centimetri di profondità: tenere i semi vicini permette poi di scegliere la piantina più vigorosa e diradare le altre. Subito dopo, una bella innaffiata generosa per assestare la terra e far partire la germinazione.

Il momento giusto per seminare va da fine aprile a tutto maggio, quando il rischio di gelate tardive è passato e il terreno si è scaldato.

Come arredare la camera dei girasoli

Una stanza dei girasoli funziona quando non esageriamo con l’arredo: due sedie, magari di ferro battuto leggero o di vimini intrecciato. Un tavolino piccolo, basso, dove appoggiare il libro o la tazza. Un tappeto da esterno in fibra naturale, color avena o sabbia.

Per le sere, niente catene di luci a Led colorate: al massimo una piccola lanterna solare bassa. La luce calda, in mezzo ai girasoli, crea un’atmosfera unica e solo nostra.

Un dettaglio carino, se vogliamo arricchire la base, è lasciare che lungo il piede dei girasoli crescano fiori più bassi: calendule, nasturzi, tagete (questi ultimi tengono lontani parecchi parassiti, doppio guadagno). L’effetto è di un piccolo prato fiorito sotto il bosco di steli.

Come curare l’angolo dei girasoli

Una volta avviata, la stanza dei girasoli chiede poco: l’irrigazione va fatta con regolarità, perché hanno radici profonde e tollerano la siccità meglio di altre piante, ma in piena estate, soprattutto nei primi mesi, conviene innaffiare due o tre volte a settimana, abbondantemente, alla base, evitando di bagnare le foglie. Una pacciamatura leggera con paglia o cortecce fini intorno agli steli aiuta a trattenere l’umidità e tiene a bada le erbacce.

Nelle prime settimane vale la pena tenere d’occhio le lumache, che adorano i germogli teneri di girasole: meglio prevedere un giro serale con la torcia per i primi giorni dopo la germinazione.

Poi arriva agosto, e la stanza è al suo apice: è il momento di goderla, di portarci il libro che leggevamo da una vita, di organizzare l’aperitivo con un’amica.

A settembre i girasoli iniziano a piegarsi, carichi di semi maturi. Resistere alla tentazione di tagliarli subito: lasciamoli stare. Cardellini, verdoni e cinciallegre arriveranno per banchettare, e il rifugio avrà un secondo tempo, più malinconico ma altrettanto vivo. Conserviamo qualche semino da mettere via in un sacchetto: l’anno dopo, magari spostando di qualche metro, possiamo rifare tutto da capo. E ricominciare.

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