Parque 28, una villa esclusiva: rifugio da 609 mq nel deserto

Nascosta dietro un grande muro curvo, Parque 28 sorge nel deserto di Los Cabos: com'è fatta la villa esclusiva che sfida caldo, vento e uragani

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Tra le colline aride di San José del Cabo, all’estremità meridionale della Baja California, c’è una villa esclusiva: si chiama Parque 28 e si trova dentro Querencia, una comunità residenziale privata tra le più riservate di Los Cabos, famosa per i campi da golf disegnati da Tom Fazio e per il beach club affacciato sul Mare di Cortez. L’obiettivo dei progettisti era proporre “un’idea diversa di lusso”.

Parque 28, una villa unica dal muro curvo color sabbia

Una volta arrivati a Parque 28 non vediamo subito la casa: la parete curva costruisce un avvicinamento lento, quasi cinematografico, fino al vuoto centrale del rifugio. È l’elemento che i progettisti considerano la firma della villa. Curiosamente, la curva è nata da un limite, perché Querencia impone ai proprietari regole edilizie precise, e gli architetti hanno scelto di trasformare quei vincoli nel punto di partenza del progetto.

Realizzarla è stata un’impresa. Avvicinandosi, sulla parete si notano sottili rigature. Sono il segno lasciato dallo stampo in cui il cemento è stato colato. Per piegarlo lungo la curva senza stacchi né difetti, gli architetti si sono affidati agli artigiani del legno della zona, che hanno preparato un guscio apposito con listelli sagomati e accostati a mano prima del getto: un lavoro paziente, rimasto impresso sulla superficie, che oggi ha una trama quasi tessile. Basta guardare il terreno intorno per capire da dove arriva quel colore: ocra, beige e grigi sono stati scelti non per imitare il paesaggio, ma per integrarsi.

Il patio, le stanze e i materiali

Superato il muro, tutto ruota intorno al patio centrale. Da una parte ci sono il soggiorno, la sala da pranzo e la cucina a vista. Dall’altra si trova un secondo blocco più informale, con un ufficio per lavorare da remoto, una sala tv, un bar e una sala giochi. La zona notte comprende una camera padronale e altre tre stanze per la famiglia e gli ospiti.

In una zona dove d’estate il termometro non concede tregua, la villa punta su un alleato: la corrente d’aria. Basta far scorrere le vetrate che chiudono il patio, alte quanto le stanze, perché tutta la zona giorno si trasferisca all’ombra, all’esterno, con la brezza che attraversa la casa da un lato all’altro. Il condizionatore, così, può restare spento più a lungo. Ed è questa la scommessa del progetto: ripararsi dal sole del deserto senza barricarsi dentro.

La materia resta essenziale: cemento pigmentato, pietra locale e legno naturale. Anche la luce dall’alto è usata con attenzione, soprattutto negli spazi di passaggio e nei bagni, dove tagli e aperture zenitali evitano l’effetto chiuso senza esporre troppo gli ambienti al sole diretto.

In giardino gli architetti hanno lasciato spazio a cactus, agavi e arbusti tipici della zona, piante abituate a sopravvivere con pochissima acqua, e le hanno usati per fare ombra alle terrazze. Da queste parti, però, il sole non è l’unico avversario. Il vento della costa soffia spesso, e nella stagione degli uragani il rischio di una tempesta è sempre dietro l’angolo. Per questo la villa alterna muri spessi a grandi vetrate, per proteggere chi la abita.

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