Ballet Blush Trend, tornano le guance rosa pallido: come negli anni Duemila, ma meglio

Ad insegnarci come si mette il blush questa primavera è la Fata Confetto, sì, proprio la celebre sovrana del Regno dei Dolciumi ne "Lo Schiaccianoci" di Tchaikovsky: alla scoperta del Ballet Blush Trend e dei must-have per replicarlo

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Sara Iaccino

Beauty e Fashion Editor

Make-up artist e amante della scrittura, ha lavorato come Beauty e Fashion Editor per vari magazine con l'obiettivo di unire le sue passioni in una sola professione.

Il gelo tagliente dei mesi invernali sarà anche un lontano ricordo oramai, eppure le tonalità glaciali restano tuttora protagoniste di quasi ogni tendenza beauty primaverile: abbiamo già amato labbra ed unghie ispirate al raso lucente delle tipiche scarpette da étoile, ed è ora il turno del blush ad effetto ballerina. Ma attenzione: parliamo di un look che potrebbe sortire una certa sensazione di déjà-vu. Il riferimento? Ancora una volta gli anni Duemila, ma con un tocco moderno del tutto inedito.

Cos’è il Ballet Blush Trend e quali sono i prodotti essenziali per replicare la tendenza più nostalgica della primavera

Bentornate nei primi anni Duemila, e con tanto di vite basse e bassissime, basta dare un rapido sguardo alle gonne di stagione: no, l’invasione di guance rosa confetto sui social non è affatto un’allucinazione collettiva, ma la più recente di quella sfilza di tendenze beauty dal sapore nostalgico ad opera della Gen Z. Si chiama Ballet Blush Trend ed è l’ultima ossessione dell’universo della bellezza, che sta facendo danzare i pennelli di tutto il globo.

Dimentichiamo il contouring ultra scolpito che per decenni ci ha fatto sembrare tutte un po’ troppo spigolose: la cosiddetta balletcore aesthetic è qui per regalarci la stessa aria eterea, sognante e meravigliosamente fresca di chi ha appena finito la propria lezione quotidiana di danza classica (fiatone escluso, si intende).

Il protagonista? Proprio com’è successo per le labbra, un rosa pallido, freddo, a tratti lattiginoso. Esattamente quella sfumatura che vent’anni fa chiamavamo baby pink e che consideravamo irrinunciabile, tornata oggi in una versione molto più chic e decisamente meno “stile gessetto”.

Se tempo addietro il rischio era quello di sembrare una bambola di porcellana un po’ impolverata, oggi il segreto risiede tutto nella luminosità: addio a polveri spesse che inevitabilmente segnano la texture della pelle, largo a creme fondenti e gel che si fondono con essa come se fossero un filtro naturale. La parola d’ordine è ancora dewy: in questa versione 2.0 del trend il rosa deve brillare, riflettere la luce e conferire un aspetto sano, rimpolpato e ultra riposato al volto.

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L’attenzione, dunque, è da rivolgere a tutti quei prodotti satinati dalla finitura a metà tra opaca e luminosa, ad effetto radioso. Invece di imitare un rossore naturale, come è accaduto nel contesto di altre recenti voghe, ci si orienta stavolta verso nuances tenui, poco sature e il più possibile fredde: un tocco di colore abbastanza brillante da farsi notare, insomma, ma non così audace da sovrastare l’incarnato.

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Secondo gli esperti del settore per le carnagioni chiare o molto chiare sono da prediligere i rosa pastello, per quanto riguarda quelle medie vanno benissimo i rosa pesca e le rispettive varianti un filo più rosate, che donano calore senza spegnere il colorito, mentre per quelle più scure gli eletti sono i rosa bacca, gli arancioni vivaci e persino le sfumature pink più decise.

Sebbene coincida con la scelta della tonalità il punto cruciale del Ballet Blush Trend, la tecnica di applicazione del prodotto è altrettanto importante: per una riuscita ottimale si dovrebbe iniziare da un fard in crema oppure liquido, da fissare in un secondo momento con la polvere. Quando si ha tempo a disposizione per un solo step, invece, si consiglia di preferire una formula cremosa: è letteralmente fondamentale per ottenere quell’effetto satin e semi-riflettente che dà il nome alla tendenza. Parola di Fata Confetto.

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