La più piccola biblioteca al mondo, un gioiello nascosto in soli 15 metri quadrati

In una micro struttura di appena 15 metri quadrati, i libri diventano un modo per scoprire storie e creare legami

2 min di lettura

Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

In una città come Londra, dove ogni angolo sembra avere una storia da raccontare, alcune storie hanno trovato casa in appena 15 metri quadrati. Non in una libreria tradizionale, né  in una biblioteca monumentale, ma in un piccolo spazio in cui fermarsi, sfogliare un libro e scoprire qualcosa della città che si ha intorno.

Una micro-biblioteca ospitata nella MINI Living – Urban Cabin, un’installazione che ha portato i libri nel cuore del South Bank, sulle rive del Tamigi per creare uno spazio dedicato alla cultura e alla condivisione, in cui i libri sono un’occasione per incontrarsi.

A Londra, una biblioteca in 15 metri quadrati

Quanto spazio serve per condividere una storia? A Londra, sono bastati appena 15 metri quadrati.

È lo spazio occupato dalla MINI Living – Urban Cabin, una micro-casa che durante il London Design Festival 2017 ha ospitato una piccola biblioteca dedicata alla capitale inglese e alle sue storie. Ma la parte più interessante non è tanto la sua dimensione, quanto quello che succede tra i suoi scaffali, dove chiunque ha potuto portare i propri libri preferiti e scambiarli con altri volumi.

L’idea dietro a questa piccola biblioteca è quella di far incontrare storie e persone, mettendo in circolo libri che altrimenti resterebbero nelle librerie di casa. Chi lascia un volume ne sceglie un altro, magari scoprendo qualcosa che non conosceva. Una  biblioteca che si fa  luogo di passaggio, in cui ogni libro può cominciare un nuovo viaggio e raggiungere lettori diversi.

L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra MINI Living e l’architetto Sam Jacob, è sorta nel cortile dell’OXO Tower Wharf, sul South Bank, lungo il Tamigi. Una micro-casa composta da una cucina condivisa e uno spazio dedicato alla lettura, con una selezione di libri che attraversa circa quattro secoli di storia londinese, dai classici alle pubblicazioni contemporanee. Uno spazio ridotto per far convivere epoche, esperienze e modi diversi di raccontare la stessa città.

Fin dalla presentazione al Festival nel 2017, le visite alla biblioteca sono state anche un’occasione per per permettere alle persone di incontrarsi  attraverso gesti quotidiani. Portare un libro, sceglierne un altro, fermarsi a curiosare tra le pagine, ricordando che per condividere qualcosa non servono necessariamente grandi spazi, ma un luogo in cui le persone possano entrare in relazione.

C’è ancora bisogno di luoghi in cui fermarci a leggere

Quante volte capita di scegliere un libro perché qualcuno ce lo ha consigliato, oppure di scoprirne uno per caso, mentre si cerca tutt’altro? La lettura è un’esperienza personale, ma spesso sono proprio gli incontri, anche quelli indiretti, a portarci verso storie che non avremmo scelto da soli.

La storia della piccola biblioteca londinese suggerisce proprio questo: creare uno spazio in cui i libri siano accessibili e possano circolare, senza che tutto ruoti intorno all’acquisto o alla ricerca di un titolo preciso.

Lo scambio diventa un modo per lasciarsi sorprendere dalle scelte altrui e scoprire letture che forse non sarebbero mai finite nella propria lista.

È anche questo uno dei motivi per cui i luoghi dedicati alla lettura conservano il loro valore. Offrono la possibilità di incontrare storie fuori dalle proprie abitudini e, qualche volta, di guardare il mondo da una prospettiva diversa.

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