Zendaya e Anne Hathaway, bianco marmo contro balze leggere: sfida tra dee

Al photocall londinese di Odissea, Zendaya sceglie Jacquemus e Anne Hathaway Blumarine per due interpretazioni opposte del bianco da dea moderna

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Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

Il viaggio di The Odyssey è appena iniziato, ma il photocall londinese del film di Christopher Nolan ha già regalato una delle immagini moda più interessanti dell’estate: Zendaya e Anne Hathaway vestite di bianco, apparentemente vicine nell’ispirazione eppure lontanissime nell’interpretazione. Da una parte la precisione scultorea, quasi sacrale, di una moderna Atena. Dall’altra la leggerezza romantica di un abito che sembra muoversi con il vento, tra balze, trasparenze e un’idea di femminilità più morbida.

Sul tappeto nero allestito davanti allo skyline di Londra, le due attrici hanno scelto di raccontare il mondo dell’Odissea senza trasformarlo in un travestimento. Nessuna corona d’alloro, nessun riferimento letterale alla toga, nessun eccesso da costume di scena. Solo due abiti bianchi, costruiti in maniera opposta, capaci di evocare il mito greco attraverso la moda contemporanea. E di ricordare, con una certa semplicità, che il bianco non è mai davvero un colore neutro.

Zendaya, dea Atena in Jacquemus

Zendaya ha fatto ciò che le riesce meglio: prendere un riferimento preciso, quasi didascalico, e renderlo cool senza lasciarne vedere lo sforzo. Per il photocall londinese di The Odyssey, l’attrice ha indossato un abito custom firmato Jacquemus, pensato insieme a Simon Porte Jacquemus e costruito attorno a una femminilità monumentale, asciutta, decisamente lontana dalla nostalgia.

Il punto di partenza è il bianco ottico, compatto e luminoso, quello che richiama il marmo delle statue antiche ma senza mai scivolare nell’effetto museo. L’abito lungo fino ai piedi segue il corpo con una linea pulita, quasi verticale, e lascia che siano i dettagli a raccontare la sua complessità. Il davanti appare essenziale, attraversato da una costruzione morbida e fluida; la schiena, invece, cambia tutto.

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Zendaya in Jacquemus al photocall di Odissea

Lo scollo posteriore è profondissimo e cade come un cappuccio rovesciato, con una morbidezza che interrompe la severità della silhouette. Il tessuto scivola lungo la schiena nuda e si raccoglie in una specie di drappeggio liquido, quasi fosse una colonna di marmo improvvisamente diventata stoffa. A completare il look, la fascia bianca che avvolge i capelli e prosegue dietro la nuca: non un semplice accessorio, ma la naturale prosecuzione dell’abito.

L’effetto è studiato, ma non rigido. Zendaya non sembra vestita “da dea”, sembra piuttosto una donna di oggi che ha preso in prestito da Atena la sicurezza, la strategia e un certo talento nel non dover alzare la voce per farsi notare. Del resto, l’attrice interpreta proprio la dea della sapienza e della guerra nell’atteso film diretto da Nolan, e la scelta stilistica non poteva essere più coerente.

A costruire il look, come sempre, anche Law Roach. Il loro sodalizio continua a funzionare perché non si limita a scegliere abiti belli: usa la moda come una lingua. In questo caso, il messaggio era chiarissimo. Zendaya arriva nel mondo dell’Odissea come una figura classica, ma con la forza grafica di un editoriale contemporaneo.

Anne Hathaway, la ninfa romantica in Blumarine

Se Zendaya ha scelto la forza severa del marmo, Anne Hathaway ha preso la strada opposta: quella delle balze, del movimento e della leggerezza. Il suo look, firmato Blumarine, è il ritratto di una femminilità più morbida, quasi sognante, ma tutt’altro che fragile.

L’attrice ha indossato un minidress bianco tratto dalla Resort 2027 di Blumarine, collezione firmata da David Koma. Il modello ha una costruzione volutamente ariosa: scollo off-the-shoulder, linea ampia, tessuto leggero e una cascata di ruches che scende lungo le maniche e i lati dell’abito. Il risultato è un piccolo abito da ninfa contemporanea, con un’energia che sta a metà tra il romanticismo e la libertà.

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Anne Hathaway in Blumarine al photocall di Odissea

Il bianco di Anne Hathaway non è quello freddo e levigato di Zendaya. È un bianco più morbido, più materico, quasi increspato. Le balze sembrano petali, il tessuto si muove a ogni passo e l’orlo asimmetrico crea una silhouette irregolare, dinamica, pensata per non restare mai completamente ferma. Anche la lunghezza mini, abbinata alle maniche lunghe e voluminose, rende il look meno prevedibile di quanto potrebbe sembrare.

Il dettaglio più interessante è probabilmente proprio il modo in cui il vestito accompagna la gravidanza dell’attrice. Anne Hathaway ha annunciato di aspettare il suo terzo figlio e questo modello non cerca di nascondere il corpo né di trasformarlo in un messaggio obbligato. Semplicemente, lascia spazio. Cade morbido, non costringe, non impone una forma. È un abito che funziona perché sembra fatto per respirare insieme a chi lo indossa.

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