Addio a Tim Curry, se ne va la leggenda del cinema che “non temeva la morte”

Addio a Tim Curry, leggenda del cinema: l'attore di The Rocky Horror Picture Show e It si è spento a 80 anni

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Si è spenta una leggenda del cinema: è morto Tim Curry. Indimenticabile per i ruoli che ha ricoperto in una carriera lunghissima, in cui ha spaziato tra grande cinema, televisione e doppiaggio (a cui si era molto dedicato negli ultimi anni), nella sua ultima intervista aveva detto di non “temere la morte”: da anni soffriva di gravi problemi di salute e, nella serata di martedì 25 agosto, si è spento, nella sua casa di Los Angeles.

Tim Curry è morto a 80 anni

Ci ha lasciati Tim Curry, Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show e Pennywise di It; da oltre un decennio, conviveva con seri problemi di salute, conseguenza dell’ictus che lo aveva colpito nel 2012 e che ne aveva segnato l’esistenza. Sul posto, nella sua casa nella Città degli Angeli, che tanto lo aveva celebrato lungo la sua carriera, sono intervenute le forze dell’ordine, allertate per l’emergenza.

Non ci sarebbe tuttavia nulla di sospetto dietro la sua scomparsa, riconducibile con ogni probabilità proprio alle fragili condizioni di salute con cui l’attore faceva i conti da tempo. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle cause del decesso.

Una perdita che ha scosso il mondo del cinema e i tantissimi fan che, in oltre mezzo secolo di carriera, avevano imparato ad amare il suo talento istrionico; gli aveva permesso di farsi amare anche nei panni di personaggi grotteschi, caricaturali. Più di un semplice caratterista, un artista a 360°.

Pur con le difficoltà vissute negli ultimi anni, si era allontanato dal cinema ma avvicinato al doppiaggio: i primi passi da attore, però, li aveva mossi calcando le assi del teatro. Dalle prime occasioni londinesi – era nato nel Cheshire – fino alla “scintilla”, il personaggio diventato il suo marchio di fabbrica: il dottor Frank-N-Furter che portò prima in scena e poi, a metà anni Settanta, sul grande schermo.

E se con Frank-N-Furter aveva incarnato lo spirito più provocatorio e libero del teatro, seppe poi stupire tutti calandosi in un ruolo agli antipodi. All’inizio degli anni Novanta prestò il volto a Pennywise, il terrificante clown nato dalla penna di Stephen King per il romanzo It, in una fortunata trasposizione. Ancora oggi, la sua interpretazione rimane nella storia del cinema, e per tanti è la versione più agghiacciante del personaggio.

I problemi di salute

In una delle sue ultime apparizioni pubbliche, aveva parlato apertamente della morte, dicendo di non averne alcun timore. Aveva persino confidato che, giunto il momento, sarebbe stato addirittura un sollievo. “Voglio meritarmelo. Voglio guadagnarmi il privilegio di non essere qui. Penso che potrei benissimo accettarlo”.

I suoi ultimi anni portavano il segno di quel grave ictus che, nel 2012, gli aveva cambiato la vita. “Avevo due coaguli di sangue nel cervello”, aveva subito un intervento chirurgico, per poi rimanere in ospedale e iniziare il percorso di riabilitazione. C’era anche una ragione personale dietro la paura che provò allora: suo padre se n’era andato per complicanze dovute a un ictus a soli 45 anni. Un evento che l’attore non ha mai dimenticato e di cui ha spesso parlato.

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