Dal bordo pedana, certe battaglie non si vedono. E proprio mentre il mondo la guardava volteggiare sopra la trave, Simone Biles stava combattendo in silenzio con qualcosa di molto più banale e molto più logorante di un avversario. La ginnasta più medagliata di sempre, 29 anni, ha raccontato a Today di aver convissuto per oltre due anni con un prurito talmente violento da farla sanguinare, senza dirlo quasi a nessuno, nemmeno quando il disagio si scatenava prima delle gare più importanti.
Eczema e dermatite seborroica: i sintomi che Simone Biles ha nascosto per oltre due anni
La diagnosi è arrivata tardi, come – purtroppo – capita spesso. Prima di rivolgersi a un dermatologo, Simone Biles ha fatto quello che facciamo un po’ tutti: ha provato creme da banco, oli, rimedi improvvisati, sperando che passasse da sola. Nel frattempo sulle braccia e sul cuoio capelluto comparivano chiazze rosse, pelle secca e desquamata, e un bisogno continuo di grattarsi.
Solo quando ha notato un avvallamento sul braccio ha deciso di farsi vedere. La risposta è stata eczema sulle braccia e dermatite seborroica sul cuoio capelluto. Due condizioni croniche, diffusissime, che hanno in comune una cosa poco raccontata perché non causano solo prurito, ma agiscono anche a livello psicologico. Possiamo solo immaginare cosa significhi convivere con una condizione di questo tipo prima di una gara olimpica, o mondiale. La mente non è lucida e il corpo rischia di farne le spese: tutto questo è durato per due anni, prima che l’atleta prendesse coraggio e si sottoponesse alla prima visita di controllo.
Il momento peggiore, ha spiegato, non è stato in gara. È stato nei camerini, davanti a nuovi team di parrucchieri e truccatori, dover spiegare ogni volta da capo cosa avesse sul cuoio capelluto. “All’inizio ero davvero imbarazzata e mi vergognavo”, ha ammesso. C’era anche il timore delle telecamere: se qualcuno avesse zoomato in televisione, voleva essere lei a parlarne per prima, non ritrovarsi commentata magari dopo una competizione internazionale.
Come Simone Biles ha ripreso il controllo della sua pelle (e cosa insegna a chi convive con l’eczema)
A Parigi 2024 – tre ori e un argento – Biles gareggiava così. Ha raccontato di essersi ritrovata accanto al secchio della magnesite a grattarsi fino a sanguinare, pochi minuti prima di salire sull’attrezzo. Letto oggi, è un dettaglio che fa impressione: la stessa atleta che pochi anni prima aveva aperto al mondo il discorso sulla salute mentale si stava di nuovo portando addosso qualcosa in silenzio.
La svolta è arrivata con le terapie prescritte dal dermatologo. Non una guarigione definitiva – eczema e dermatite seborroica si gestiscono, non si cancellano – ma un controllo reale. “È ancora un percorso complesso, ma sto molto meglio”, ha detto.
Biles, sposata con la star NFL Jonathan Owens, ha avuto un 2026 complicato anche sul fronte salute: all’inizio dell’anno è finita d’urgenza in ospedale per un problema che ha descritto come un’esperienza in cui ha rischiato di morire. Eppure la porta sul futuro resta aperta: ha lasciato intendere che un ritorno in pedana per le Olimpiadi di Los Angeles 2028 è una decisione ancora in lavorazione.