Sigfrido Ranucci svela il futuro dopo Report

Dopo l'addio a "Report", Sigfrido Ranucci riparte con un nuovo incarico in Rai: il racconto della scelta

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Sigfrido Ranucci ha scelto il suo futuro in Rai. Dopo la rimozione dalla conduzione di Report, il giornalista torna a RaiNews24, la redazione in cui aveva mosso i primi passi prima di approdare al programma d’inchiesta.

Una decisione arrivata dopo giorni difficili, che Ranucci ha raccontato in un lungo post sui social, ripercorrendo anche le tappe più importanti della sua carriera. E proprio nel passato, tra inchieste e incontri che hanno segnato il suo percorso, si trova il senso di una scelta che guarda avanti senza dimenticare le proprie origini.

Sigfrido Ranucci sceglie “RaiNews” dopo “Report”

Dopo giorni tormentati, Sigfrido Ranucci ha comunicato la sua decisione: tornerà a RaiNews24 con una delega agli approfondimenti. Le possibilità che la Rai gli aveva proposto erano tre: la sede del Cairo come corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore oppure il ritorno a RaiNews24.

A raccontare il momento della scelta è stato lo stesso giornalista, che non ha nascosto la difficoltà di una decisione arrivata dopo la rimozione dalla conduzione di Report. Nel suo post ha voluto ringraziare Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avergli aperto le porte della testata in una fase complicata della sua vita professionale.

Poi, la frase che racconta meglio il significato di questo ritorno: “Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report“.

Una metafora che racchiude una parte importante della sua storia professionale e una nuova partenza. Ranucci ha ricordato di aver mosso i primi passi proprio in quella testata 36 anni fa, prima come assistente ai programmi e poi come giornalista.

Dalle inchieste a Report, il passato che ha segnato la sua carriera

Nel lungo messaggio, Ranucci ha ripercorso gli anni precedenti a Report, tornando al lavoro svolto a RaiNews24 e alle inchieste che hanno segnato la sua carriera. Un racconto in cui trovano spazio anche le persone che hanno creduto in lui e gli hanno dato l’opportunità di crescere professionalmente.

Tra queste c’è Roberto Morrione, che Ranucci definisce “il mio maestro”. Insieme avevano realizzato diverse inchieste, tra cui quelle sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito e sulla natura della missione militare italiana a Nassiriya.

Nel 2000, inoltre, il lavoro della redazione portò al ritrovamento dell’intervista perduta a Paolo Borsellino, realizzata due giorni prima della strage di Capaci. In quell’occasione, ricorda Ranucci, il magistrato parlò dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri e della figura di Vittorio Mangano.

Un altro passaggio fondamentale è stato quello dell’inchiesta sul fosforo bianco a Falluja, realizzata tra il 2004 e il 2005. È proprio dopo quel lavoro che, racconta il giornalista, Milena Gabanelli lo chiamò a Report.

Il racconto si chiude con un bilancio dei vent’anni trascorsi a Report, una trasmissione che definisce il “fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale”.

Ora, dopo anni al lavoro con Report, il giornalista si prepara a ritrovare vecchi colleghi e una redazione che ha visto nascere. Nel suo post la descrive come una nave corsara che, alla fine degli anni Novanta, solcava il mare in tempesta dell’informazione.

“Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo”, scrive Ranucci. Parole che segnano la fine di una fase professionale importante e l’inizio di una nuova avventura, con il bagaglio delle inchieste passate e una nuova sfida davanti a sé.

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