Chi è Nicolò Tresoldi, il nuovo fenomeno del calcio italiano (e perché lo avevano scartato)

Nicolò Tresoldi, tutto sul giovane attaccante del Bruges che ha conquistato l'attenzione del calcio italiano

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Tre gol all’Inter in Champions League, un futuro tutto da scrivere e una storia che riporta a un campetto di provincia.

Nicolò Tresoldi è il nome che sta attirando l’attenzione del calcio europeo: nato in Italia, cresciuto in Germania e oggi protagonista con il Bruges, potrebbe diventare anche un obiettivo importante per la Nazionale azzurra. Eppure, quando era soltanto un ragazzino, alcuni dei club italiani più importanti non avevano creduto in lui.

Chi è Nicolò Tresoldi

Nato a Cagliari il 20 agosto 2004, Nicolò Tresoldi è figlio di Emanuele, ex calciatore con un passato anche nell’Atalanta, e di Barbara Caffi. Il calcio, però, non è stato subito l’unica strada possibile per lui: da piccolo si dedicava anche al tennis, dividendo il tempo tra la racchetta e le scarpette.

La svolta è arrivata a Gubbio, dove ha giocato nel Fontanelle. Aveva appena 12 anni e già segnava con una certa regolarità, anche contro avversari più grandi.

Nel 2017 la famiglia si è trasferita ad Hannover per il lavoro della madre. In Germania Nicolò ha trovato la possibilità di crescere calcisticamente, entrando nel settore giovanile dell’Hannover 96.

Nel 2025 è passato al Bruges, in Belgio, dove ha continuato il proprio percorso di crescita acendosi notare tra campionato e competizioni europee.

Il suo nome è tornato al centro dell’attenzione il 13 ottobre 2026, quando ha firmato una tripletta contro l’Inter nella seconda giornata della fase campionato della Champions League 2026/27. Un palcoscenico speciale anche per un’altra ragione: Tresoldi è un grande tifoso del Milan, passione nata grazie al nonno e cresciuta guardando campioni come Kaká, Filippo Inzaghi e Pato.

Nicolò Tresoldi, perché in passato è stato scartato

Prima di arrivare fino ai grandi campi, però, Tresoldi ha conosciuto anche le porte chiuse. Durante i provini sostenuti in Italia, infatti, diversi club non lo hanno inserito nei propri settori giovanili. Tra questi c’erano Milan, Juventus, Atalanta, Fiorentina e Bologna. Le motivazioni riportate all’epoca erano legate alla presenza di altri giovani con caratteristiche simili.

Nicolò ha continuato a giocare, senza che quei rifiuti diventassero la fine del suo percorso. Il trasferimento in Germania si è rivelato decisivo: lontano dal sistema calcistico italiano, ha trovato spazio per formarsi e arrivare al professionismo. Oggi la sua crescita riporta inevitabilmente alla memoria quei primi provini, con una domanda che viene spontanea: come sarebbe andata se uno di quei club avesse deciso di puntare su di lui?

C’è poi la questione della Nazionale. Pur essendo nato in Italia, Tresoldi ha costruito gran parte della propria carriera in Germania e ha vestito le maglie delle selezioni giovanili tedesche, fino all’Under 21. Non ha ancora scelto definitivamente quale Nazionale maggiore rappresentare.

Roberto Mancini, che segue Tresoldi da tempo, spera di convincerlo a vestire la maglia azzurra. La Germania, però, resta un’opzione concreta per l’attaccante, che è cresciuto calcisticamente nel Paese e ha già giocato con le sue selezioni giovanili. Una decisione che, almeno per ora, resta aperta.

Per ora, in ogni caso, Tresoldi continua a concentrarsi sul campo. La tripletta contro l’Inter ha dato una nuova dimensione alla sua storia, ma la partita più importante, quella che riguarda il suo futuro internazionale, è ancora tutta da giocare.

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