Maria Rosaria Boccia, chi è e che rapporti ha con Sigfrido Ranucci

Maria Rosaria Boccia torna al centro dell’attenzione mediatica, per un altro rapporto destinato a far discutere, quello con Sigfrido Ranucci

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Maria Rosaria Boccia torna al centro dell’attenzione mediatica. A due anni dal caso che coinvolse l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, l’imprenditrice di Pompei racconta adesso un altro rapporto destinato a far discutere: quello con Sigfrido Ranucci, giornalista ed ex volto di Report. Un legame nato proprio nei giorni dello scandalo del 2024 e che, secondo il racconto di Boccia, nel tempo si sarebbe trasformato da rapporto tra giornalista e fonte in una vera amicizia.

Chi è Maria Rosaria Boccia

Originaria di Pompei, Maria Rosaria Boccia è diventata un personaggio noto al grande pubblico nell’estate del 2024, quando il suo nome è stato associato a quello dell’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. La vicenda esplose dopo che Boccia annunciò sui social una nomina a consigliera del ministro per i Grandi Eventi, incarico che il ministero precisò non essere stato formalizzato. Il caso crebbe rapidamente, fino alle dimissioni di Sangiuliano nel settembre dello stesso anno.

Boccia si è presentata negli anni come imprenditrice con esperienze nel settore della moda, del wedding e dell’organizzazione di eventi. Nata in una famiglia attiva nel commercio di abbigliamento, ha nel proprio curriculum due lauree in ambito economico. Prima del caso Sangiuliano aveva inoltre partecipato a numerosi eventi e iniziative legate alla politica, alla medicina estetica, alla nutrizione e alla dieta mediterranea.

Il rapporto con Sigfrido Ranucci

È proprio il caso Sangiuliano a mettere sulla stessa strada Boccia e Sigfrido Ranucci. Secondo quanto raccontato da lei stessa, il loro primo contatto risale al settembre 2024, nel momento di massima esposizione mediatica della vicenda. Ranucci la contattò nell’ambito della sua attività giornalistica e Report si occupò successivamente più volte del caso.

Il rapporto, però, non sarebbe rimasto confinato al lavoro: nel corso di quasi due anni ci sarebbero stati incontri, telefonate, videochiamate, confidenze e discussioni, fino alla nascita di un legame personale. Boccia ha parlato pubblicamente di Ranucci come di un amico al quale è molto legata, raccontando di sentirlo e averlo visto frequentemente, tra incontri a Roma, a Pompei e anche nella sede Rai. A suo dire, i loro colloqui hanno riguardato tanto questioni personali quanto attualità e le vicende mediatiche e giudiziarie che hanno coinvolto entrambi.

Un intreccio significativo riguarda proprio Report: nel dicembre 2024 la trasmissione mandò in onda una parte di una conversazione privata tra Sangiuliano e la moglie Federica Corsini nell’ambito dell’inchiesta sul caso Boccia. La vicenda diede origine a una denuncia e a un’indagine che coinvolse Ranucci e il giornalista Luca Bertazzoni per interferenze illecite. Nell’aprile 2026 il procedimento nei confronti dei giornalisti è stato archiviato: il gip ha ricondotto la loro condotta all’esercizio del diritto di cronaca e ha rilevato l’assenza di elementi per ritenere che sapessero dove fosse avvenuta la conversazione privata.

Pare però che il rapporto tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci sarebbe evoluto in qualcosa di più intimo, fino ad arrivare al bacio. A riferirlo ai magistrati sarebbe stata Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola: secondo il suo racconto, nel maggio 2026 Lavitola le avrebbe detto di aver visto una fotografia in cui i due si baciavano. L’immagine, però, non è mai stata resa pubblica e il legale di Boccia ne ha contestato “nel modo più categorico l’esistenza e la veridicità”.

Il libro su Sigfrido Ranucci

Si è tornati a parlare del rapporto tra i due con l’uscita del libro di Maria Rosaria Boccia dal titolo Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste, annunciato il 17 settembre 2026, il racconto di quasi due anni di frequentazione con il giornalista.

L’imprenditrice ricostruisce il rapporto attraverso ricordi personali, conversazioni e documenti. Nel libro non compare soltanto il Ranucci giornalista: l’autrice racconta anche il lato privato dell’amicizia, fatto di telefonate, videochiamate, battute e discussioni. Rivela persino di averlo soprannominato “Superman” e racconta dei gianduiotti diventati una sorta di simbolo delle loro conversazioni.

Il volume affronta anche alcuni dei retroscena che hanno riguardato Ranucci nell’estate del 2026 e le persone entrate, a diverso titolo, nelle cronache sul giornalista. “Ho scritto questo libro – ha spiegato l’autrice – perché per quasi due anni ho visto due storie muoversi in direzioni opposte e, a un certo punto, quasi specchiarsi. Nel 2024 ero io quella osservata, raccontata, giudicata e spesso interpretata dagli altri, mentre Sigfrido faceva il suo mestiere e mi poneva domande; nell’estate del 2026 ho visto l’amico trovarsi, con tutte le differenze del caso, dall’altra parte della lente”.

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