Katia Ricciarelli sul testamento di Baudo: “Ingiusto” e critica la segretaria Dina Minna

Dopo l'apertura del testamento di Pippo Baudo e la scelta di lasciare parte dell'eredità alla segretaria Dina Minna, arriva il commento di Katia Ricciarelli.

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Valentina Vanzini

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Katia Ricciarelli commenta il testamento di Pippo Baudo e la scelta del conduttore di dividere il suo patrimonio fra i figli e la segretaria Dina Minna, accanto a lui per quasi 36 anni. La Ricciarelli e Baudo sono stati legati per ben 18 anni. Una storia importante, segnata anche dalle nozze, durata dal 1986 al 2004.

Il testamento di Pippo Baudo

Dopo l’apertura del testamento e le notizie riguardo la spartizione dell’eredità del presentatore, la Ricciarelli ha voluto dire la sua, commentando il ruolo chiave di Dina Minna nella vicenda. Secondo le ultime informazioni il patrimonio di Pippo Baudo sarebbe di circa 10 milioni di euro, diviso fra i figli Alessandro e Tiziana, ma anche la sua storica segretaria. Intervistata da Il Messaggero, Karia Ricciarelli ha commentato: “Non ritengo giusto che la segretaria abbia accesso alla stessa frazione di eredità dei figli Tiziana e Alessandro”, ha detto, sottolineando poi di non aver mai chiesto un assegno di mantenimento a Baudo dopo il loro divorzio: “Lavoro da una vita – ha chiarito -, non ho bisogno di nulla. ma se tutte le segretarie sono trattate così, allora ho sbagliato mestiere”.

Katia Ricciarelli ha poi affermato che quanto accaduto “non è stata una sorpresa”. L’artista ha aggiungo: “Sono stata la prima a raccontare che quella della segretaria fosse diventata una presenza importante nella vita di Pippo: tanti amici si sfogavano con me perché non riuscivano a mettersi in contatto con lui […] ma mai avrei immaginato che mi fosse preclusa la possibilità di salutare un’ultima volta il mio compagno di vita per diciotto anni”.

Chi è Dina Minna, storica segretaria di Pippo Baudo

Segretaria, confidente e ombra di Pippo Baudo, per quasi 36 anni Dina Minna è stata accanto al conduttore, seguendolo passo dopo passo. Arrivava prestissimo nella casa del presentatore, tutti i giorni, in via della Vite, al centro di Roma, e organizzava per lui incontri, chiamate e visite mediche. Una figura importante e indispensabile per Baudo, come aveva raccontato lui stesso qualche tempo fa.

“A ottobre sarebbero stati 36 anni di lavoro insieme – aveva commentato commossa, subito dopo la scomparsa di Baudo -. Ho perso un papà”. Un legame, quello fra lo storico presentatore e la sua segretaria, nato quando lei aveva solamente 18 anni e cresciuto negli anni, fra successi televisivi, ma anche grandi dolori.

“Ero appena uscita di casa – aveva ricordato Dina a Repubblica -. Mi ha insegnato tutto, come ci si deve comportare quando si lavora, la correttezza, il rispetto per gli altri, il rigore. Che bisogna impegnarsi, sempre; che in un gruppo che collabora si deve rispettare il lavoro di tutti. Che se si pensa a un progetto, si deve realizzare se vale la pena”.

“Lui voleva tornare in Sicilia, è giusto così – aveva aggiunto parlando dei funerali di Pippo Baudo -. Ha amato tanto la sua terra, e, non avendo mai paura di rivendicarla libera dalla mafia, quando poteva parlarne, ne parlava. Voglio chiamare il sacerdote per dirglielo – e sul lavoro del conduttore aveva aggiunto -. Anche quando criticava dei programmi, l’ho detto ai vertici Rai, lo faceva perché amava l’azienda”

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