Essere campioni come Jannik Sinner: “Devo pensare alla mia carriera a lungo termine”. Lo stop è ufficiale

Dopo mesi di incertezza, Jannik Sinner trova il coraggio di dire basta per occuparsi della sua salute. La stagione sportiva 2026 può dirsi conclusa

2 min di lettura

Martina Dessì

Lifestyle Specialist

Content editor di tv, musica e spettacolo. Appassionata di televisione da sempre, designer di gioielli a tempo perso: ama i particolari, le storie e tutto quello che brilla.

Un video di pochi secondi, la voce pacata di sempre e una frase che non ammette repliche. Jannik Sinner ha scelto la via più semplice e più difficile insieme: dirlo lui, martedì 6 ottobre, senza intermediari. Perché la stagione 2026 è finita davvero e non ci sono ripensamenti. Lo rivedremo in campo nel 2027.

Nessuno sperava in questo epilogo, eppure da settimane l’aria che si respirava era questa. Sentirselo dire da lui, però, fa un altro effetto.

Il ginocchio di Sinner e una decisione da campioni

Dietro l’infortunio di Jannik Sinner c’è un’infiammazione al ginocchio che lo staff medico ha deciso di affrontare adesso, proprio per lasciargli il tempo di recuperare prima della preparazione invernale. Un fastidio arrivato in estate e mai davvero risolto: in allenamento il dolore tornava a farsi sentire dopo poche decine di minuti, costringendolo ogni volta a interrompere. L’ipotesi dell’operazione, almeno per il momento, resta fuori dal tavolo.

Le sue parole non lasciano margini di interpretazione: “Devo pensare alla mia carriera a lungo termine”. Tradotto in parole povere, meglio rinunciare a qualche settimana oggi che pagarne il conto, molto più salato, fra due anni.

Chi segue il tennis sa quanto sia lunga ormai questa attesa. Sinner non gioca dalla finale di Wimbledon, quella del 13 luglio chiusa con il secondo titolo sui prati londinesi. Da lì in poi ha dovuto cancellare tutta la stagione sul cemento nordamericano, quello che gli è più congeniale, e anche la trasferta asiatica: prima Montreal, poi Cincinnati, quindi gli US Open e infine Pechino. Una serie di rinunce che aveva fatto temere il peggio e, infatti, l’annuncio è poi arrivato.

Niente ATP Finals di Torino né Coppa Davis: cosa succede adesso

Lo stop ufficiale si porta via due appuntamenti che pesano soprattutto sul piano emotivo. Salterà le ATP Finals e le finali di Coppa Davis, cui avea rinunciato anche un anno fa, cioè i due palcoscenici dove il pubblico italiano lo ha abbracciato come pochi altri atleti negli ultimi anni. Lo ha ammesso lui stesso: Torino gli ha regalato emozioni enormi, e stavolta toccherà guardarla da fuori.

Poi c’è il ranking ATP. Una pausa così lunga consegnerà con ogni probabilità la vetta mondiale a Zverev nel giro di poche settimane. Fa rumore, certo. Ma sembra molto più una parentesi che un tramonto.

Basta guardare i numeri di questo 2026 per capirlo: prima del problema fisico aveva messo insieme 44 vittorie e appena tre sconfitte, sei titoli in bacheca e il primato di primo giocatore che ha vinto i primi cinque Masters 1000 di una stagione. Roba da fuoriclasse assoluto, costruita però a un ritmo che qualunque corpo, prima o poi, presenta al mittente.

Ma essere campioni non vuol dire soltanto alzare trofei sotto i riflettori: vuol dire anche ascoltarsi, accettare il silenzio e lavorare lontano dagli sguardi di tutti. Jannik si ferma oggi per tornare intero domani, con l’unico obiettivo che ha sempre avuto in testa: rientrare al cento per cento. Il 2027 è più vicino di quanto sembri. E qualcosa ci dice che l’attesa, alla fine, varrà la pena.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963