Chi era Franco Di Mare, il giornalista di Unomattina

Il giornalista Rai si è spento il 18 maggio 2024 dopo un mesotelioma che non gli ha lasciato scampo. Chi era davvero Franco Di Mare

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Martina Dessì

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Per anni, è entrato nelle nostre case con la delicatezza di un vecchio amico. Perché Franco Di Mare, spentosi a Roma all’età di 68 anni, è stato esattamente questo: un punto di riferimento per il pubblico italiano, un giornalista di razza che ancora oggi manca al servizio pubblico, purtroppo quello che l’aveva abbandonato nel momento di maggiore difficoltà. La sua storia inizia prestissimo, quando ancora ragazzo rimane folgorato dal giornalismo e dalla verità che non ha mai smesso di raccontare, fino all’ultimo dei suoi giorni.

Chi è Franco Di Mare

Napoletano verace, classe 1955, Di Mare aveva il giornalismo nel sangue. Professionista dal 1983, dopo le prime importanti esperienze sulla carta stampata e nelle agenzie di stampa, nel 1991 compie il grande salto in Rai. Ed è qui che la sua carriera si sdoppia in un binomio affascinante: da una parte l’inviato di guerra coraggioso, dall’altra il conduttore garbato.

Come inviato speciale per il Tg2 e successivamente per il Tg1, ha attraversato i teatri di crisi più caldi degli ultimi trent’anni. Dalla devastazione dei Balcani all’Africa, passando per le guerre in Iraq e Afghanistan, Di Mare ha raccontato l’orrore del mondo senza mai perdere l’umanità. Citando Hemingway, amava ricordare che nei luoghi di conflitto si incontra anche “bella gente”, scoprendo barlumi di straordinaria solidarietà proprio là dove cadono le bombe.

Da Sarajevo al salotto di Rai1

Proprio durante il drammatico assedio di Sarajevo, nel 1992, la sua vita privata e professionale si mescolano dando vita a un destino luminoso. In un orfanotrofio della città stringe tra le braccia una bambina di soli dieci mesi. Sarà l’inizio di una meravigliosa storia d’amore paterno che lo porterà all’adozione. Quella stessa vicenda, raccontata nel suo celebre romanzo Non chiedere perché, diventerà poi la fortunata fiction televisiva L’angelo di Sarajevo interpretata da Beppe Fiorello, a testimonianza di come la realtà possa superare la letteratura in termini di bellezza e generosità.

Nel 2003, la svolta che lo rende definitivamente uno di famiglia per milioni di italiani: l’approdo alla conduzione di Unomattina. Con il suo stile sobrio, la voce calda e quel sorriso accogliente, Di Mare diventa il padrone di casa ideale della fascia mattutina di Rai1, traghettando il programma attraverso stagioni di grande successo. La sua versatilità lo porta successivamente a guidare La vita in diretta, fino a raggiungere ruoli di alta responsabilità aziendale come la direzione di Rai3 nel 2020.

L’ultimo capitolo e la dignità del congedo

Il capitolo finale della sua esistenza è stato purtroppo segnato da una dolorosa battaglia contro un mesotelioma, un tumore aggressivo contratto a causa della respirazione di particelle di amianto durante i suoi storici reportage di guerra. Nel suo ultimo, toccante intervento televisivo del 28 aprile 2’24 a Che tempo che fa, Di Mare si era mostrato al pubblico con il tubicino dell’ossigeno, affrontando la malattia a viso aperto. In quell’occasione non aveva nascosto l’amarezza per il silenzio dei vertici della tv di Stato, una solitudine istituzionale che feriva l’uomo ma che non ne ha scalfito la dignità.

Franco Di Mare ci lascia circondato dall’affetto più puro dei suoi cari. Della moglie Giulia Berdini, che ha sposato due giorni prima di morire con una cerimonia che aveva commosso tutti, e della figlia Stella Di Mare. Oggi il suo ricordo è più vivo che mai e, chi l’ha conosciuto, cerca di portare avanti il suo esempio di professionista instancabile ma anche di uomo, cronista fino alla fine.

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