Flora Tabanelli e il fratello Miro, giovanissimi campioni di acrobazie con gli sci alle Olimpiadi invernali 2026

Flora e Miro Tabanelli: una passione condivisa per lo sci e le acrobazie, e il talento che solo due fratelli sanno coltivare insieme

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Lo sport ha la capacità rara e potentissima di creare legami che vanno oltre la competizione: unisce, emoziona, fa sentire parte di qualcosa di più grande. E quando tutto questo accade tra fratelli cresciuti con lo stesso sogno e la stessa passione, diventa una storia che vale la pena raccontare.

Flora e Miro Tabanelli sono due giovani talenti delle acrobazie con gli sci, e prima ancora due fratelli complici, cresciuti fianco a fianco tra piste, allenamenti e sogni che li hanno portati fino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Chi sono Flora e Miro Tabanelli

Flora e Miro Tabanelli sono due giovani freestyle skier che arrivano dall’Appennino emiliano e che, negli ultimi anni, hanno trasformato la loro passione per lo sci acrobatico in una serie di risultati che non passano inosservati.

Miro, classe 2004, è stato uno dei pionieri in famiglia: ha messo gli sci ai piedi da piccolissimo e ha iniziato a emergere a livello internazionale con una medaglia di bronzo al Mondiale juniores nel 2021. Negli anni successivi è diventato il primo italiano a salire sul podio di Coppa del Mondo Big Air segnando un momento importante per il freestyle azzurro.

Flora, di tre anni più piccola, lo ha seguito pronta a imparare e a spingersi oltre. È stato guardare Miro in pista a farle scattare la scintilla, portandola ad innamorarsi delle acrobazie, dei salti e delle orbite che caratterizzano questo sport.

Nel giro di pochissimo tempo è passata dalle gare giovanili al circuito dei grandi, entrando stabilmente nel giro della Coppa del Mondo e conquistando i suoi primi podi e vittorie tra il 2024 e il 2025 affermandosi come una delle atlete più brillanti della sua generazione.

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Flora e Miro Tabanelli agli X Games 2025

Entrambi competono principalmente nelle specialità di Big Air e Slopestyle. Lei con uno stile spettacolare e coraggioso, lui con una precisione quasi chirurgica: due personalità diverse che, insieme, stanno portando lo sci freestyle italiano sempre più in alto con tecnica, carattere e quella complicità tra fratelli che si vede anche fuori dalle piste.

Flora e Miro Tabanelli a Milano-Cortina 2026

Arrivare a un’Olimpiade di casa è un’emozione che pochi atleti possono davvero capire, e per Flora e Miro Tabanelli quella sensazione è doppia: correre verso i Giochi invernali del 2026 nell’Italia che li ha visti crescere con il calore del pubblico amico e il sostegno di una nazione intera, è un momento che nessuno dei due dimenticherà.

Per Flora questo percorso non è stato lineare: a novembre 2025 durante un allenamento in Austria, ha riportato una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro: un infortunio serio che all’inizio sembrava potesse tenerla lontana dalle Olimpiadi. Invece, con tenacia e una riabilitazione intensa, lavorando fianco a fianco con lo staff medico e ritrovando ritmo con il suo allenatore, è riuscita a recuperare e conquistare comunque la convocazione per Milano-Cortina, dimostrando una forza mentale e fisica fuori dal comune.

Miro ha vissuto questi mesi al fianco della sorella, condividendo allenamenti, obiettivi e quella tensione che precede il grande evento sportivo. Per entrambi, competere sulle nevi di casa nel freestyle big air e slopestyle è un premio alla dedizione di anni di lavoro e sacrifici, e rappresenta anche la possibilità di lasciare un segno nel cuore degli appassionati italiani.

Flora Tabanelli entra nella storia con un bronzo

Il sogno olimpico, per Flora, è diventato una realtà che ha il gusto una medaglia. L’atleta è infatti entrata nella storia ottenendo il bronzo nel big air femminile.

Un risultato che pesa: è la prima medaglia ai Giochi Olimpici Invernali per l’Italia nello sci acrobatico.

La soddisfazione, soprattutto dopo l’infortunio e i mesi di lavoro, è stata fortissima e condivisa con suo fratello Miro, a cui ha voluto in parte dedicare la vittoria: “Vedere la mia famiglia al parterre è stato bellissimo. Ho abbracciato Miro, perché metà di questa medaglia è sua: ha messo il cuore e dato tutto per aiutarmi in questo periodo”.

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