Donatella Versace a 71 anni in nero, ma il dettaglio che cambia tutto è il drappeggio

Alla Tate Britain di Londra, Donatella Versace gioca con asimmetrie e volumi in un minidress Mugler, senza rinunciare alle sue immancabili platform

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Ilaria di Pasqua

Lifestyle Editor

Nata a Carpi, si laurea in Fashion Culture and Management. La sua avventura nella moda comincia come Producer, ma nel 2020, con coraggio, diventa Web Editor, fonde stile e scrittura con amore.

Donatella Versace non ha mai avuto un rapporto particolarmente timido con il nero. Alla Tate Britain di Londra, però, lo porta in una versione che rinuncia a stampe, cristalli e colori accesi per affidarsi quasi interamente alla costruzione dell’abito. A 71 anni, la stilista sceglie un minidress ma è un drappeggio asimmetrico a cambiare completamente il look e a sottrarlo alla prevedibilità del classico tubino.

Donatella Versace, a 71 anni il minidress nero è tutto fuorché semplice

L’occasione è l’inaugurazione di The 90s: Art & Fashion alla Tate Britain di Londra, mostra dedicata a un decennio che Donatella Versace conosce decisamente bene. Per l’evento sceglie Mugler e un abito che parte da uno dei codici più rassicuranti del guardaroba femminile, il nero, per poi complicarlo con proporzioni e volumi molto più decisi.

Il modello presenta una linea corta e strutturata, costruita per seguire la figura senza affidarsi a decorazioni vistose. Lo scollo all’americana lascia completamente scoperte le spalle e concentra l’attenzione sulla parte superiore del corpo, mentre le cuciture verticali accompagnano e definiscono il busto. La silhouette resta asciutta fino ai fianchi, dove arriva il dettaglio che rende il vestito immediatamente riconoscibile.

Sul davanti si apre infatti un ampio drappeggio laterale, quasi una maxi fusciacca modellata nel tessuto, che rompe la simmetria del minidress. Il pannello parte dal fianco, crea volume e poi scende ben oltre l’orlo dell’abito, arrivando quasi al ginocchio. Da un lato la gamba resta completamente in primo piano, dall’altro il tessuto allunga visivamente la figura creando una linea diagonale molto netta.

E se per una sera Donatella affida l’abito a Mugler, ai piedi torna inevitabilmente a casa: le altissime platform nere sono Versace. Décolleté dalla punta affusolata, maxi plateau geometrico e cinturino sottile alla caviglia riportano nel look quel gusto deciso e vertiginoso che appartiene da sempre al suo vocabolario stilistico. Un piccolo promemoria, insomma: si può anche indossare un’altra maison, ma un po’ di Versace resta sempre.

Donatella Versace alla Tate Britain di Londra

Londra e un momento professionale tutto nuovo

L’apparizione alla Tate Britain arriva inoltre in una fase particolarmente interessante della carriera di Donatella Versace. Dopo aver lasciato la direzione creativa della maison Versace nel 2025, mantenendo il ruolo di Chief Brand Ambassador, nel settembre 2026 ha annunciato una nuova joint venture con Revolve Group.

Il progetto segna un nuovo capitolo professionale indipendente e dovrebbe svilupparsi tra moda e beauty, con un debutto sul mercato previsto a partire dal 2027. Una scelta che arriva dopo decenni trascorsi a guidare e rappresentare uno dei nomi italiani più riconoscibili nel mondo.

Non sembra quindi un semplice ritorno dopo l’uscita da Versace, quanto piuttosto la volontà di ripartire con maggiore libertà. La stessa designer ha spiegato di voler dialogare con le nuove generazioni attraverso moda e beauty in una maniera più personale, dopo quasi trent’anni trascorsi alla guida della maison fondata dal fratello Gianni.

E anche la presenza alla Tate Britain sembra inserirsi bene in questa fase: The 90s: Art and Fashion, curata da Edward Enninful, ripercorre proprio il decennio in cui moda, fotografia, arte e cultura pop hanno iniziato a contaminarsi con una forza nuova. Un terreno che Donatella conosce bene e che oggi torna a osservare da una posizione diversa, mentre prepara il suo prossimo capitolo creativo.

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