Caterina Balivo, il costume con le maniche lunghe fa discutere

Caterina Balivo sceglie un costume a maniche lunghe in Cilento e rilancia una tendenza sempre più amata dalle star, da Anne Hathaway a Sydney Sweeney

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Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

D’estate, in fatto di costumi, ci aspettiamo quasi sempre le stesse cose: bikini, pareo, cappellini firmati. Ma proprio quando ci aspettiamo nulla di nuovo sotto l’ombrellone arriva Caterina Balivo, fotografata in Cilento con un costume lontano anni luce dai soliti due pezzi: un intero fasciante, collo alto, maniche lunghe e stampa animalier rosa su base fucsia. Più vicino al surfwear che alla classica vacanza italiana al mare, e forse proprio per questo impossibile da ignorare.

Il costume di Caterina Balivo in Cilento

Negli scatti condivisi su Instagram durante il weekend in Campania, Caterina Balivo appare in barca, immersa nel mare cristallino della costa cilentana. La caption è una piccola dichiarazione d’amore al territorio (“Cara costa cilentana sei bellissima”), con la Baia degli Infreschi a fare da scenografia.

A far parlare, però, è il costume. La silhouette è sportiva, quasi da muta, ma la stampa leopardata sui toni del rosa la sposta subito fuori dal territorio tecnico: più che un capo da surf, sembra un body da spiaggia pensato per catturare lo sguardo. E qui sta il bello: la scelta funziona proprio perché spiazza. Caterina Balivo copre braccia, spalle e décolleté in piena estate, eppure il risultato è tutto fuorché castigato.

Quando il costume coprente diventa moda

Il costume a maniche lunghe non nasce certo adesso. Per anni è stato un capo puramente funzionale da surf, paddle o snorkeling, oppure la scelta di chi voleva proteggersi meglio dal sole. A cambiare, semmai, è il modo in cui lo guardiamo.

La moda lo inserisce ormai tra le tendenze swimwear dell’estate 2026, soprattutto nelle versioni rash guard, surf suit e zip-front swimsuit: interi con zip, tessuti tecnici, stampe decise, tagli aderenti.

A renderlo davvero appetibile, poi, è la versatilità. Portato come un intero classico, con colori accesi e fantasie forti, basta a fare il look da solo: occhiali da sole, capelli al naturale, sandali flat e una borsa da mare. In versione più sobria con colori come nero, blu, marrone, bianco, magari con zip frontale e collo alto, vira invece verso il quiet luxury, e con un pareo lungo o dei pantaloni palazzo in lino diventa un body da resort a tutti gli effetti.

Da Anne Hathaway a Nicole Kidman, le star che ci avevano già pensato

Ma Caterina Balivo, va detto, non è la prima ad aver puntato sul costume coprente. Anne Hathaway ha fatto molto per renderlo chic: fotografata in Sardegna nel 2024 con una tuta da mare tie-dye, è tornata sull’argomento nel 2025, quando si era cominciato a parlare un po’ di più della protezione solare e quindi anche dei capi UPF a copertura quasi totale. Anche quest’anno, a Saint-Tropez, l’attrice si è mostrata in un costume full coverage.

In molti hanno notato come la stessa, identica copertura venga letta in modo diverso a seconda di chi la indossa: su una star di Hollywood diventa “chic” e attenta al sole, su altre donne rischia ancora di essere giudicata, o caricata di significati che con il costume c’entrano poco.

Il fenomeno, in ogni caso, è corale. Sydney Sweeney lo ha reso sensuale con una wetsuit bianca e nera dal taglio audace. Nicole Kidman lo ha scelto in nero, in versione minimal, durante una giornata di mare nel Sud della Francia. E la lista di chi ha indossato modelli simili continua ad allungarsi con Lily Collins e Bella Hadid.

Perché piace il costume a maniche lunghe

Le ragioni, in fondo, sono tre. La prima è pratica: i tessuti UPF schermano meglio la pelle dai raggi UV e, in un’estate in cui la protezione solare è diventata un tema persino fashion, coprire braccia e spalle è una risposta concreta (la crema, ovviamente, resta indispensabile).

La seconda è estetica. Le maniche lunghe cambiano subito le proporzioni del corpo e regalano al costume una linea più costruita, quasi studiata: ha qualcosa del body, qualcosa della muta da surf, qualcosa del costume da scena.

La terza è culturale. Dopo anni di beachwear sempre più minimal, il costume coprente racconta un’altra idea di femminilità, costruita sullo styling più che sull’esposizione. Ed è esattamente la strada di Balivo dal mare del Cilento che, con il suo fucsia animalier, traduce in chiave italiana, più pop, più vacanziera, una tendenza nata altrove.

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