Billy Costacurta torna a parlare del figlio Achille: “Non riuscivo a vederlo in ospedale”

Alessandro Costacurta si è raccontato in una lunga intervista, dove ha parlato anche dei momenti più difficili con il figlio Achille

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

Non è la prima volta che Billy Costacurta si lascia andare a confessioni sul figlio Achille: il ragazzo, non è certo un mistero, ha vissuto un’adolescenza difficile, segnata dalle droghe, dal tentato suicidio, dalla diagnosi di ADHD. L’ex campione ha raccontato in una lunga intervista l’inizio dei problemi del figlio fino al ricovero in ospedale per un TSO obbligatorio: un punto di vista straziante, che dice molto sul dolore di una famiglia che, nonostante tutto, è riuscita a rimanere unita di fronte alle difficoltà.

Billy Costacurta, l’inizio dei problemi del figlio Achille

Ospite del podcast One more time di Luca Casadei, Billy Costacurta si è raccontato in una lunga intervista. Il format è sempre lo stesso: si parte dall’infanzia, dal rapporto con i genitori, per poi percorrere tutte le tappe salienti della propria vita. L’ex campione ha parlato con la massima onestà della sua carriera e dei sentimenti legati all’esperienza calcistica, per poi descrivere i primi momenti della storia d’amore con Martina Colombari, sua compagna di vita da quasi trent’anni.

Inevitabile parlare poi del figlio Achille Costacurta, che fin da piccolo era apparso particolarmente vivace e scostante: un bambino che non riusciva a stare fermo in classe, che non era capace di stare in gruppo e che li aveva portati a prendere contatti con degli psicologi. Nessuno però si era fatto avanti con una diagnosi ben precisa, e i problemi crescevano: all’età di 13 anni Achille, dopo che la madre Martina lo aveva punito sequestrandogli il telefono, si allontana da casa per due giorni e mezzo senza dare sue notizie.

“Lì abbiamo capito che avevamo a che fare con un osso duro, che potevano sorgere dei grandi problemi”, ha confessato Alessandro ai microfoni del podcast.

La diagnosi di ADHD e ricoveri in ospedale

Nel frattempo arrivano diagnosi sbagliate, con cure imprecise che non facevano che peggiorare la salute di Achille. Il merito è stato di una dottoressa che ha aiutato la famiglia dopo la diagnosi di ADHD, arrivata solo quattro anni fa. Anche Alessandro Costacurta e Martina Colombari hanno fatto la loro parte, partecipando a dei corsi per aiutare il figlio: “Ci servivano soprattutto per comunicare con lui, era quella la parte fondamentale, perché non eravamo stati capaci di farlo nel modo giusto”.

“Quando Achille non aveva le sue crisi era proprio il figlio di Martina: un ragazzo educato, con la voglia di ridere e scherzare. Ma bastavano un gesto o una parola sbagliata per accenderlo, cose che ci hanno portato a prendere dei provvedimenti che non avremmo mai voluto prendere”, ha confessato l’ex calciatore.

Ai microfoni di Luca Casadei, Costacurta ha raccontato dei momenti terribili che hanno segnato i ricoveri del figlio. “Io lo ricordo come il momento più brutto della mia vita, il momento in cui ho lasciato Achille all’ospedale per un TSO. Gli hanno fatto una puntura per calmarlo perché sembrava indiavolato. Sono stati momenti che ci hanno costretto veramente a tirar fuori delle energie pazzesche. Ogni tanto dicevo a Martina: ‘Marti, non ce la faccio, perdonami, ma non riesco a entrare in ospedale e vederlo là‘. Lei ogni giorno entrava nei momenti più difficili, io non riuscivo a vedere mio figlio: Martina mi ha dimostrato di avere una forza incredibile”.

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