Quella voce cristallina la riconosciamo dalla prima nota. Arisa è entrata nelle case degli italiani nel 2009 con Sincerità e da allora ci ha accompagnato tra mille emozioni: la vittoria del 2014 con Controvento, le poltrone da giudice a X Factor e The Voice, fino al quarto posto a Sanremo 2026 con Magica favola. Prima delle luci dell’Ariston, però, c’era una ragazza di provincia con lo zaino in spalla e un sogno enorme. Che studi ha fatto Arisa prima di diventare cantante?
Il titolo di studio di Arisa: il liceo pedagogico e gli anni a Pignola
All’anagrafe si chiama Rosalba Pippa, è nata a Genova il 20 agosto 1982. La sua infanzia però profuma di Basilicata: la famiglia è originaria di Pignola, a pochi chilometri da Potenza, ed è lì che è cresciuta. Perfino il nome d’arte arriva da casa, perché lo ha composto con le iniziali dei suoi familiari.
La musica è arrivata prestissimo, perché a quattro anni era già sul palco di un concorso canoro. Intanto, sui banchi, Rosalba seguiva una strada tutta sua. Dopo le medie ha scelto il liceo pedagogico, l’indirizzo socio-psico-pedagogico di chi immagina un futuro accanto ai bambini o nel mondo dell’educazione, e lì ha ottenuto la maturità. È questo il titolo di studio di Arisa: un diploma superiore.
Finita la scuola, la salita si è fatta ripida. Per mantenersi ha servito ai tavoli, cantato nei piano bar, fatto la baby sitter, la parrucchiera, l’estetista e persino le pulizie. Nel 2007 è arrivata la svolta: una borsa di studio come interprete al CET, il Centro Europeo Toscolano fondato da Mogol. Una seconda scuola, stavolta dedicata alla voce, che l’ha portata a vincere SanremoLab nel 2008 e le Nuove Proposte l’anno dopo. Da lì ha preso il via la sua carriera da cantante professionista che continua ancora e con grande successo. Il 2026, poi, è stato il suo anno d’oro: dal ritorno a Sanremo ai palchi più importanti d’Italia, non ha davvero avuto modo di fermarsi.
Arisa, la scuola e il bullismo: il consiglio del nonno e la canzone per Andrea
Della scuola Arisa parla sempre con tenerezza. A settembre 2024, a Cagliari, ha aperto l’anno scolastico accanto al Presidente Sergio Mattarella e, davanti a centinaia di ragazzi, ha ammesso che da studentessa faticava a rendersi conto della sua fortuna. Oggi rientrerebbe volentieri in classe, ha spiegato, perché crescendo diventa difficile incontrare chi ti trasmette ciò che sa gratuitamente, per il solo piacere di farlo. Poi ha condiviso il motto che le ripeteva il nonno: “Studia che il sapere è luce”.
Poche settimane dopo è arrivata una confidenza più dolorosa. Promuovendo Canta ancora, Arisa ha rivelato di aver subito episodi di bullismo, scegliendo con delicatezza di tenere per sé i dettagli. Il brano fa parte della colonna sonora de Il ragazzo dai pantaloni rosa, il film di Margherita Ferri ispirato alla vicenda di Andrea Spezzacatena, il quindicenne romano che nel 2012 si è tolto la vita dopo essere stato preso di mira dai compagni. Arisa lo interpreta mettendosi nei panni di una madre, e ha girato il videoclip tra i corridoi del Liceo Manzoni di Milano.