“Ci siamo lasciati con le lacrime e ci ritroviamo col sorriso”, così Stefano De Martino dà nuovamente il benvenuto al pubblico di Stasera tutto è possibile. Il titolo della puntata è Step Back, a evidenziare il ritorno su Rai 2 di un programma tanto amato.
Siamo giunti alla dodicesima edizione e, probabilmente, si tratterà davvero dell’ultima condotta dal presentatore partenopeo. Il prossimo anno sarà impegnato con Sanremo 2027 e, chi sa, magari con un altro progetto che andrà a sostituire Affari Tuoi. Del resto ha più volte precisato di non volersi legare per troppo tempo a uno show.
Lo zoccolo duro è presente in toto, come annunciato da tempo, con Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Giovanni Esposito ed Herbert Ballerina. Quest’ultimo, un po’ bullizzato (ironicamente), ha iniziato a ricoprire il ruolo di braccio destro e consigliere, un po’ inviso al resto del team di vecchia data.
La verità di De Martino: perché è tornato. Voto: 7
Si è deciso di affrontare subito il tema. “Ora non piangi più?”, chiede ironico Peppe Iodice, con scherzoso tono accusatorio. È poi la volta di Esposito, Izzo e Paolantoni. C’è da chiarire il motivo del ritorno dopo la commozione di quello che sembrava un addio definitivo.
“Io ho a cuore tante cose, lo sapete, la mia famiglia, mio figlio, il mutuo. È per questo che ci tenevo proprio a rivedervi. In realtà piangevo per un motivo reale. Non pensavo di dare l’addio al programma ma a qualcuno. Pensavo di non rivederlo più (riferimento a Paolantoni, ndr). Pace all’anima sua. Ce lo dobbiamo godere oggi. Ogni puntata può essere l’ultima”.
La stanza inclinata. Voto: 7
La comicità fisica imposta dalla stanza inclinata, unita alle doti d’improvvisazione di parte del gruppo, rende questa fase del programma sempre molto amata dal pubblico. Nello specifico ci si ritrova nella giungla della Malesia, usando un bel po’ d’immaginazione.
Ne occorre poi ancora un po’ per accettare il Sandokan di Francesco Paolantoni, che decide di restare a petto nudo per interpretare al meglio il suo Alessandro Kan, Sandro per gli amici. Se i veterani sono i soliti mattatori, è innegabile che Mariasole Pollio sappia stare al gioco e non sfiguri.
Dal labiale al finto mimo. Voto: 7
La forza di questo programma sta nel fatto che non sembra terminare mai. Non ha bisogno di un tempo minimo per ritrovare il giusto grado di lubrificazione degli ingranaggi. Il gruppo è tanto coeso da non rendere necessaria alcuna attesa da parte del pubblico.
Il segreto sta nel coltivare un rapporto all’esterno dello show. Ciò consente di non perdere mai quel clima da gita scolastica. Qualcosa che coinvolge e travolge anche gli ospiti occasionali, come la Cuccarini e la Pollio. Nel grande ciclone di questo show, tutti adorano farsi trascinare e ciò li spinge a dare il meglio.
Gerry Scotti e Stefano De Martino. Voto: 6
Nel clima sereno che si respira, tutti ridono insieme agli altri. C’è una generale generosità nell’offrire ai colleghi un tappeto di sorrisi sinceri sui quali muoversi con disinvoltura. È quanto accaduto a Claudio Lauretta, che giunge in studio in veste di Gerry Scotti.
Lo imita a tratti decisamente bene nei toni e, di fatto, a suon di battute da copione, qualche sassolino dalla scarpa viene tolto. Il finto Gerry si ritiene ben al di sopra della media e non considera De Martino suo rivale, perché non all’altezza. Si sottolinea poi quanto vecchi siano i programmi di punta dei due, quasi a suggerire la voglia di andar via di Stefano.
Alla fine, poi, una bella proposta di pace dopo tante frecciatine lanciate, soprattutto da Mediaset in direzione Rai.
Un programma troppo napoletano. Voto: 8
Se c’è qualcosa che Sanremo 2026 ha dimostrato è l’avversione verso Napoli di una fetta d’Italia. Fino a che si resta a ridere e scherzare tra le mura della città o nei confini regionali, è un conto. Tutt’altro discorso è vincere all’Ariston.
Aveva sperimentato tanto odio già Geolier e ora Sal Da Vinci si vede contro metà Paese, il che comprende anche firme rilevanti come quella di Aldo Cazzullo, che dovrebbe andare a scuola di battute da Izzo e company, dal momento che “musica da matrimonio della camorra” non ha fatto ridere nessuno.
Detto ciò, il nuovo direttore artistico del Festival della musica italiana ha evidenziato un problema: a volte Step diventa troppo napoletano. Per bilanciare, dunque, spazio ad alcuni artisti settentrionali. Ecco allora una versione acustica di O mia bela Madunina, con un finale a “fronna ‘e limone”. Espressione forse poco comprensibile ma, del resto, anche queste pagelle sono napoletane.
Gerry Scotti 2, la vendetta. Voto: 6
È troppo ghiotta la chance di giocare con Gerry Scotti in studio per non sfruttarla. In dirittura d’arrivo del programma, dunque, ecco Lauretta tornare protagonista. Vuole sotterrare l’ascia, con il sorriso e qualche non detto di De Martino, che lasciano intendere come lo scontro mediatico sia partito di certo non da lui.
Si immagina infine un programma in coppia. Un modo per far fare pace a Rai e Mediaset, dice il finto Gerry. Il pacco della fortuna potrebbe essere un buon titolo, dice. In questo caso non si ride di gusto, è evidente, ma si sorride per le tante frecciate. Chi sa che non giungano risposte a tono.