Il soliloquio di Sempio e l’impronta sulla scena del crimine, le ultime novità su Garlasco a Quarto Grado

Stasera su Rete 4 Quarto Grado torna sul delitto di Garlasco: al centro parole intercettate di Andrea Sempio e i dubbi sulle impronte nella villetta di Chiara

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

Il delitto di Garlasco torna a far discutere e promette di essere uno dei temi più seguiti della serata televisiva. Stasera, venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 21.30 su Rete 4, torna Quarto Grado, il programma di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, pronto a riaccendere i riflettori sull’omicidio di Chiara Poggi.

Al centro della puntata ci saranno gli ultimi sviluppi delle indagini su Andrea Sempio, con particolare attenzione alle intercettazioni ambientali che lo hanno registrato mentre parlava da solo in automobile e alle nuove valutazioni sulle impronte individuate nella villetta.

Garlasco, le intercettazioni di Andrea Sempio mentre parla da solo in auto

Sono passati più di diciannove anni da quel 13 agosto 2007, quando Chiara Poggi venne trovata senza vita nella sua abitazione di Garlasco, ma il caso continua a riservare sviluppi. Quello che sembrava un capitolo giudiziario definitivamente chiuso con la condanna di Alberto Stasi è tornato al centro dell’attenzione, tra nuove indagini, intercettazioni e accertamenti scientifici. E c’è soprattutto un nome che continua a far discutere: Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e oggi indagato per l’omicidio.

A riaccendere i riflettori sulla vicenda è proprio Quarto Grado che ha dato spazio alle dichiarazioni di Sempio: al centro del dibattito ci sono alcune conversazioni registrate mentre l’uomo si trovava da solo in automobile e le nuove valutazioni sulle impronte individuate nella villetta.

Uno degli elementi che maggiormente incuriosiscono riguarda le intercettazioni ambientali effettuate nell’aprile 2025, quando Andrea Sempio era già coinvolto nelle nuove indagini: secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe stato registrato mentre parlava da solo nella propria automobile, facendo riferimento a Chiara Poggi, a un presunto approccio sentimentale respinto e a un video intimo che avrebbe coinvolto la giovane e Alberto Stasi.

Parole che gli investigatori hanno esaminato nell’ambito della ricostruzione di un possibile movente. Ma Andrea Sempio respinge categoricamente l’interpretazione accusatoria. Intervistato da Quarto Grado, ha negato di aver mai visto i presunti filmati intimi e di aver provato un interesse sentimentale nei confronti di Chiara. “Non sono io, non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi”, ha dichiarato.

Il mistero dell’impronta 33 e della scarpa con la suola a pallini

Ma c’è un altro dettaglio che continua a occupare un posto centrale nell’inchiesta: l’impronta numero 33, individuata sulla parete della scala che conduce al luogo in cui venne trovato il corpo di Chiara. Si tratta di una traccia palmare, distinta dall’impronta lasciata da una scarpa con la caratteristica suola a pallini, anch’essa oggetto di nuovi accertamenti.

Secondo la Procura di Pavia, le analisi effettuate sull’impronta 33 costituiscono un elemento a carico di Sempio. Inoltre, gli approfondimenti sulle calzature avrebbero evidenziato una possibile compatibilità tra le dimensioni di una scarpa Frau numero 42 e quelle del piede dell’indagato.

Una conclusione alla quale ha contribuito anche la consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, secondo cui le variazioni di peso possono modificare nel tempo larghezza e volume del piede. La compatibilità, tuttavia, non equivale a un’identificazione certa, e la difesa contesta le interpretazioni dell’accusa.

Intanto davanti alle telecamere, Andrea Sempio ha affrontato anche la questione delle tracce individuate nella villetta: “C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine”, ha dichiarato, facendo riferimento all’impronta 33.

L’uomo ha inoltre contestato le valutazioni relative alle calzature, sostenendo di aver sempre portato il numero 44: “Se tu avessi trovato a casa di Andrea Sempio una scarpa riconducibile a quella, magari sporca del sangue di Chiara, è un conto. Ma finché dici “è compatibile”, va bene. Non hai un elemento vero che collega quello”.

Parole con le quali l’indagato ribadisce la propria innocenza e mette in discussione il valore probatorio degli elementi raccolti, ma la Procura, invece, ritiene che i nuovi accertamenti meritino una valutazione complessiva nell’ambito del procedimento.

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