Pippo Baudo, salta il documentario celebrativo: i motivi della Rai

La Rai avrebbe dovuto produrre un contenuto esclusivo su Pippo Baudo ma nessuno sa chi se ne debba occupare: la triste fine del documentario celebrativo

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Martina Dessì

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La televisione italiana ha avuto un volto, un passo elegante e una sola frase che è rimasta scolpita nella storia del costume: “L’ho inventato io”. Non era solo un vezzo, ma una verità assoluta. Se la tv non l’ha inventata direttamente Pippo Baudo, di certo il presentatore siciliano ne ha scritto, diretto e plasmato le pagine più importanti per oltre sessant’anni. Per questo motivo, l’attesa per il grande omaggio che il servizio pubblico stava preparando per il prossimo 7 giugno era altissima: una data simbolica, il giorno in cui il “Superpippo” nazionale – scomparso il 16 agosto 2025 – avrebbe compiuto 90 anni. Eppure, con un colpo di scena che lascia l’amaro in bocca ai telespettatori, la prima serata di Rai 1 dedicata al Re del piccolo schermo è saltata.

Pippo Baudo, un archivio immenso e la trappola del tempo

I motivi del rinvio, rivelati dall’agenzia di stampa Adnkronos, deriverebbe da qualcosa di tipico che riguarda le grandi leggende. Il docu-film, che inizialmente era stato attribuito alla direzione Rai Documentari, non sarà pronto in tempo a causa di imprevisti ritardi produttivi. La motivazione ufficiale fa riflettere: la mole di materiale d’archivio custodita nelle Teche Rai è talmente gigantesca che il lavoro di sintesi, montaggio e ricostruzione filologica si è rivelato molto più lungo e complesso del previsto. Percbé raccontare Pippo Baudo è, dopotutto, riassumere la storia d’Italia dal boom economico a oggi, passando per ben tredici edizioni del Festival di Sanremo, canzonissime e sabati sera indimenticabili.

Un’opera titanica, certo, ma dal punto di vista giornalistico e critico non si può non ravvisare una certa mancanza di lungimiranza nella gestione delle tempistiche, considerando il valore universale del personaggio e la prevedibilità della ricorrenza dei 90 anni.

Il calcio al posto del mito: una scelta che fa discutere

A far storcere il naso al pubblico è anche la programmazione alternativa scelta per la prima serata del 7 giugno. Al posto dei ricordi affettuosi di amici, colleghi e dirigenti televisivi, Rai1 trasmetterà una partita amichevole della Nazionale di calcio contro la Grecia. Un match che, sulla carta, ha davvero poco appeal: con gli Azzurri clamorosamente esclusi dal prossimo Mondiale, senza un commissario tecnico titolare e guidati per l’occasione dal mister ad interim Baldini, in campo scenderanno inevitabilmente le seconde linee.

Ci si chiede se non sarebbe stato più opportuno spostare l’evento sportivo su una rete tematica o su Rai2, salvaguardando lo spazio d’onore della Rete ammiraglia per celebrare degnamente l’uomo che ha costruito l’identità della stessa Rai.

Le contromisure di Viale Mazzini e lo spettro del passato

Per correre ai ripari ed evitare il totale digiuno celebrativo, i vertici di Viale Mazzini hanno rimodulato il palinsesto pomeridiano. Subito dopo l’ultima puntata stagionale di Domenica In condotta da Mara Venier, andrà in onda uno speciale interamente dedicato al meglio delle storiche edizioni del contenitore domenicale firmate da Baudo.

Un tributo doveroso, che comunque rischia di non spegnere del tutto le polemiche. Questa gestione “al rallentatore” rievoca infatti vecchi fantasmi: già in passato, per altri giganti indimenticabili della nostra televisione come Raffaella Carrà, erano stati annunciati grandi eventi celebrativi poi finiti nel limbo dei progetti incompiuti o ridimensionati. Il documentario su Pippo, assicura l’azienda, vedrà la luce in un’altra data da definire. Noi spettatori, cresciuti davanti a quel televisore che lui sapeva accendere come nessun altro, rimaniamo in fiduciosa attesa, sperando che il meritato tributo al più grande di tutti non si trasformi in un’occasione mancata.

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