La Volta Buona, pagelle del 10 marzo: la Marini non perdona Frassica (5), Biggio travolge tutti (8)

A La Volta Buona, Biggio travolge tutti con la sua simpatia, mentre Valeria Marini non perdona Nino Frassica.

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Valentina Vanzini

Content Editor e Lifestyle Specialist

Cacciatrice di storie, esperta di lifestyle e curiosa per natura. Scrivo con e per le donne. Autrice del bestseller Mia suocera è un mostro.

La Volta Buona non si smentisce e anche nella puntata del 10 marzo regala spunti interessanti di gossip, argomenti di discussione e tante notizie. A tenere banco è, ancora una volta, la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo 2026, ma si parla anche del futuro artistico di Stefano De Martino e dello scontro fra Nino Frassica e Valeria Marini dopo la battuta del comico sul palco dell’Ariston.

Valeria Marini (ancora) contro Nino Frassica. Voto: 5

Non sembra destinata a finire la polemica nata proprio a La Volta Buona con protagonisti Valeria Marini e Nino Frassica. Qualche giorno fa, nel corso della trasmissione, la showgirl era scoppiata a piangere, affermando di essere rimasta offesa da una battuta fatta dal comico durante la sua partecipazione a Sanremo 2026.

Valeria aveva confessato di essere ferita dalle parole di Frassica e aveva chiesto le sue scuse pubbliche. Scuse che, poco dopo, erano arrivate, ma condite con ironia, prima sui profili social del comico e attore, poi nel corso di una puntata di Che tempo che fa di Fabio Fazio.

“Chiedo scusa a Valeria, ho deciso di scusarmi pubblicamente perché le avevo promesso di andare a vedere il suo ultimo film, ‘La Gioia’. Quindi chiedo scusa a Valeria… Golino”, aveva detto Frassica durante il suo intervento in tv.

Parole commentate da Valeria Marini ad Adnkronos. “Ha fatto le scuse a Valeria… Golino? Non ha fatto ridere nessuno – le parole della showgirl -. Io sono notoriamente una molto ironica, per cui se avesse fatto ridere sarei stata la prima a farlo, invece trovo che il suo atteggiamento sia una mancanza di rispetto nei miei confronti. Frassica mi conosce da quando ero ragazzina, abbiamo fatto insieme uno dei miei primi programmi, per cui non capisco il motivo di questo accanimento. È inutile che mi scriva in privato: ‘Ti voglio bene’. Pensa se mi voleva male!”. Poi la richiesta: “A questo punto le scuse me le deve fare pubblicamente, ma faccia a faccia, magari nel corso di un programma televisivo, così magari ci ridiamo sopra insieme”.

Nello studio de La Volta Buona i comici presenti si sono schierati dalla parte di Nino Frassica. “Bisogna saperci ridere su”, ha commentato Nino Formicola, mentre Caterina Balivo ha cercato di mettersi nei panni di Valeria Marini. “Lei è molto ironica, bisogna anche capire il momento che sta vivendo una persona. Magari era più fragile”.

Il ricordo di Zuzzurro. Voto: 7

Ospite in studio anche Pamela Aicardi, vedova di Zuzzurro, seduta accanto a Nino Formicola, collega e amico fraterno del comico scomparso nel 2013 a soli 67 anni. La donna ha svelato alcuni dettagli sulla loro relazione, raccontando l’amore per Andrea Brambilla e un legame che nemmeno la morte è riuscita a spezzare.

“Io lavoravo con loro e lui mi faceva la corte – ha svelato a Caterina Balivo -. Poi siamo usciti dopo Natale, e alla fine… siamo andati a cena in un locale, lui arrivò senza telefono. A un certo punto squilla il mio: era il segretario. Gli passo il telefono e la serata finisce lì. Io me ne sono andata”.

Dopo un inizio difficile però fra i due sarebbe poi nato un grande amore, segnato anche dall’arrivo di Riccardo, nato quando l’attore aveva 52 anni. “Lo scambiavano per il nonno, gli dava molto fastidio – ha raccontato la vedova di Zuzzurro che, al momento del suo incontro col comico, aveva già un altro figlio -. Tendevo a tenere separati lui e mio figlio, che aveva solo 4 anni all’epoca. Vorrei passare il resto della vita con te e vorrei conoscerlo”.

La morte di Zuzzurro a causa di un carcinoma polmonare fulminante, è stato un grande dolore non solo per Nino Formicola, ma anche per Pamela che per diverso tempo ha scelto di chiudere con il mondo dello spettacolo. “Quando Andrea è venuto a mancare ho deciso che non volevo più entrare in uno studio televisivo, a teatro, avevo una repulsione”. A farle poi cambiare idea un amico, direttore di un noto teatro di Milano pronto a proporle un progetto interessante. “Una volta rientrata non sono più uscita”, ha concluso.

La risposta del legale di Sal Da Vinci alle critiche. Voto: 6

Spazio anche a Sal Da Vinci e alle polemiche legate alla sua vittoria a Sanremo 2026 con Per sempre sì. Da Aldo Cazzullo a Eros, in tanti hanno commentato il brano e le critiche non sono mancate. Sulla questione è intervenuto l’avvocato e amico del cantante che non ha escluso possibili azioni legali.

“C’è una distinzione importante che dobbiamo fare: una cosa è la critica musicale, anche aspra; altra cosa è l’insulto, la denigrazione personale, la discriminazione culturale – ha svelato a Il Mattino -. Quella non si può tollerare. Mi riferisco a dichiarazioni che non attaccano la canzone, ma attaccano Sal in quanto napoletano, in quanto espressione di una cultura popolare che qualcuno considera inferiore”.

A pesare sono state soprattutto alcune critiche piuttosto dure nei confronti della canzone: “Ho letto, con i miei occhi, frasi che equiparano la canzone napoletana a qualcosa di dannoso, persino pestilenziale. Questo non è giudizio critico: è discriminazione. È un’offesa alla canzone napoletana, riconosciuta e valorizzata in tutto il mondo, patrimonio immateriale dell’umanità nel senso più ampio del termine. È un’offesa a Napoli. È un’offesa a milioni di persone che si riconoscono in quella tradizione culturale”.

Fabrizio Biggio travolgente. Voto: 8

Da la Pennicanza a La Volta Buona il passo è breve, così Fabrizio Biggio, storica spalla di Fiorello, ha travolto tutti in studio. Il comico e attore si è raccontato senza filtri, parlando del suo rapporto con lo showman, ma anche della nuova avventura nella fiction Le libere donne con Lino Guanciale. Fra battute e ricordi, Biggio ha svelato di essere tornato in tv proprio grazie a Fiorello che l’avrebbe chiamato in un periodo difficile.

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