Oscar 2026, il trionfo di Paul Thomas Anderson: tutti i vincitori

"Una battaglia dopo l'altra" conquista 6 statuette e Autumn Durald Arkapaw è la prima donna a vincere nella sezione Miglior Fotografia: ecco chi ha vinto (e chi ha perso) agli Oscar 2026

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

La notte degli Oscar 2026 ha avuto un protagonista assoluto: Paul Thomas Anderson. Il suo film Una battaglia dopo l’altra ha conquistato Hollywood dominando la 98esima edizione degli Academy Awards e portando a casa alcune delle statuette più ambite della serata (ben 6). Un successo annunciato ma non per questo meno spettacolare, che ha chiuso una stagione cinematografica intensa e piena di sfide. Frankenstein di Guillermo del Toro si aggiudica i premi tecnici e Jessie Buckley porta a casa una statuetta che pesa per la sua intensa interpretazione in Hamnet.

Ma gli Oscar hanno riservato anche qualche sorpresa, a partire da Timothée Chalamet e Leonardo DiCaprio rimasti a bocca asciutta e una sezione che fa la storia: a vincere per la migliore fotografia è per la prima volta una donna. E non è nemmeno bianca. Scopriamo tutti gli altri vincitori di questa edizione.

Oscar 2026, è la notte di Paul Thomas Anderson

Alla fine il verdetto è arrivato chiaro: il grande vincitore degli Oscar 2026 è Una battaglia dopo l’altra. Il film diretto da Paul Thomas Anderson ha conquistato sei statuette, tra cui quelle più prestigiose come miglior film e miglior regia. Una vittoria annunciata? Sì, ma ci lascia felici lo stesso.

Il progetto del regista americano – il più influente della sua generazione – che racconta un’America attraversata da tensioni sociali e politiche, è stato uno dei titoli più discussi dell’anno. Durante la cerimonia Anderson ha condiviso un pensiero molto personale, ma anche molto condivisibile: “Ho scritto questo film per i miei figli per chiedere scusa per il disastro che abbiamo lasciato nel mondo che stiamo consegnando loro. Ma anche con l’incoraggiamento che saranno la generazione che, si spera, ci riporterà un po’ di buon senso e di decenza”.

La pellicola ha vinto anche per la sceneggiatura non originale, il montaggio e il miglior attore non protagonista grazie alla performance intensa di Sean Penn.

Gli altri vincitori, da Michael B. Jordan a Jessie Buckley

Anche altri titoli hanno lasciato il segno in questa notte degli Oscar appena passata. Su tutti Sinners – I peccatori di Ryan Coogler che ha portato a casa quattro statuette, tra cui quella per il miglior attore protagonista assegnata a Michael B. Jordan. Niente da fare, quindi, per Timothée Chalamet che rimane a secco (colpa delle sue ultime dichiarazioni?), ma anche per Leonardo DiCaprio.

Sul fronte femminile la migliore attrice è Jessie Buckley – per Hamnet, di Chloé Zhao – e non poteva essere altrimenti. La sua performance intensa aveva già conquistato critica e pubblico durante tutta la stagione dei premi. Tra le interpreti premiate c’è poi Amy Madigan, miglior attrice non protagonista per Weapons. Con Autumn Durald Arkapaw si è fatta la storia: è lei la prima donna a vincere l’Oscar per la migliore fotografia (per Sinners – I peccatori) e anche la prima di colore a essere nominata in questa categoria.

Applausi anche per KPop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione e per la canzone Golden, mentre tra gli altri riconoscimenti spiccano Sentimental Value come miglior film internazionale (peccato per La voce di Hind Rajab, la cui vittoria avrebbe lanciato un segnale davvero importante) e Avatar – Fuoco e cenere per gli effetti visivi.

Nelle categorie tecniche brilla anche Frankenstein di Guillermo Del Toro, che ha conquistato tre premi importanti: scenografia, costumi e trucco. Un risultato che conferma quanto il lavoro visivo e artigianale dietro al film abbia colpito l’Academy.

Tutte le statuette assegnate

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