Mustang, Kasia Smutniak svela le prime immagini in ricordo di Taricone: “Un’emozione difficile”

Kasia Smutniak condivide le prime immagini di "Mustang", il docufilm nato dal viaggio con Pietro Taricone: un ricordo di 23 anni fa che torna sullo schermo

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Alcuni ricordi possono cambiare col tempo ma sono impossibili da cancellare. Alcune immagini, invece, a distanza di annisembrano avere ancora la stessa luce.

È quello che accade con Mustang, il docufilm di Kasia Smutniak nato da un viaggio fatto nel 2003 insieme a Pietro Taricone e diventato, più di vent’anni dopo, un racconto di vita, memoria e promesse mantenute. Ora Kasia ha scelto di condividere con il pubblico i primi frammenti di quella storia, lasciando riaffiorare dalla pellicola anche il volto di Pietro.

Kasia Smutniak e Pietro Taricone, le prime immagini di “Mustang”

Kasia Smutniak ha lavorato a lungo a Mustang, un progetto profondamente personale che parte dalle riprese girate nel 2003, quando lei e Pietro Taricone erano giovanissimi e avevano davanti un viaggio tutto da scoprire. Ora ha deciso di regalare al pubblico alcuni primi frammenti del docufilm, sette in tutto, che saranno pubblicati uno al giorno.

Nel primo video ci sono proprio loro, Kasia e Pietro, immersi nella natura. Sono sorridenti, pieni di energia e con quella voglia di scoperta che accompagna le partenze più avventurose.

Il vento, il paesaggio, la fatica della camminata: tutto restituisce la sensazione di un viaggio vissuto senza sapere ancora quanto quelle immagini sarebbero diventate preziose.

A rendere ancora più forte il frammento è la voce di Pietro, che arriva dal passato con una naturalezza quasi disarmante: “Ci aspettano 25 chilometri di camminata e non c’è niente”. Una frase pronunciata mentre il viaggio è ancora davanti a loro e il futuro sembra tutto da scrivere.

Sotto al video, Kasia ha raccontato il significato di questo momento con parole molto personali. “Mustang è una storia lunga 23 anni”, ha scritto, spiegando di volerla lasciare scoprire “piano piano”. E davanti alla possibilità di condividere finalmente quel lavoro, ha ammesso di essere “felice e piuttosto emozionata”.

“Pensare che anni di lavoro, di viaggi e soprattutto di vita siano diventati un film, è un’emozione difficile da raccontare”, ha scritto ancora. Una frase che racchiude bene il senso di un progetto nel quale il cinema si intreccia inevitabilmente con la vita privata, con i luoghi attraversati e con le persone incontrate lungo il cammino.

“Mustang”, il racconto di Kasia Smutniak

Il docufilm nasce dal viaggio che Kasia Smutniak e Pietro Taricone fecero nel 2003 nella regione del Mustang, in Nepal. All’epoca partirono con gli zaini in spalla e una piccola telecamera, ritrovandosi in un luogo remoto, dove ancora non esisteva neppure una strada.

Molti anni dopo, quelle vecchie riprese sono tornate a vivere anche grazie a Sophie Taricone. La figlia di Kasia e Pietro ha ritrovato il materiale del primo viaggio e, attraverso quelle immagini, il film accompagna lo spettatore dentro una storia che attraversa più di vent’anni.

A guidare il racconto è anche la voce di Sophie, che attraversa il passato dei suoi genitori e il presente della sua famiglia.

Per Kasia è anche un nuovo capitolo dietro la macchina da presa dopo Mur, il documentario che aveva ricevuto il Nastro d’Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale. Mustang, scritto da Smutniak insieme a Marella Bombini, è prodotto da Fandango in associazione con Luce Cinecittà e Pietro Taricone Onlus, con il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana.

Il film viene presentato in concorso nella sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma 2026. E mentre l’appuntamento si avvicina, Kasia ha scelto di aprire quella storia un frammento alla volta, lasciando che siano le immagini a parlare. Prima ancora del film, tornano così quei ragazzi immersi nel vento del Mustang, con una piccola telecamera in mano e un lungo cammino davanti.

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