“Una malattia infame”, il lungo applauso a Verissimo per Matteo Materazzi, Toffanin in lacrime

“Mi piace vivere”: Matteo Materazzi racconta la SLA da Silvia Toffanin, tra il trial negli Stati Uniti, la forza della moglie Maura e l’affetto dei figli

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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È stata Silvia Toffanin, in lacrime, profondamente toccata dalla storia, a chiedere un lungo applauso per Matteo Materazzi, in studio a Verissimo con la moglie Maura. L’intervista è stata l’occasione per ripercorrere il percorso che ha portato alla diagnosi di una forma di SLA associata a una rara mutazione genetica, arrivata a settembre 2024. “Da marzo zoppicava e non si riusciva a capire da cosa dipendesse”, ha raccontato la moglie alla Toffanin. La diagnosi di SLA richiede una valutazione neurologica e diversi accertamenti, anche per escludere altre patologie.

Matteo Materazzi racconta la SLA a Verissimo

Quelle di Matteo Materazzi a Verissimo sono state parole profondamente lucide, di chi ha analizzato la propria situazione e si è voltato intorno. “Io sono una persona normale che vive una malattia come tante persone. Sono arrivato a 50 anni stando bene, mi sento fortunato. Ho costruito una famiglia, ho avuto due figli. Sto male quando vado negli ospedali e vedo le malattie dei bambini“. Al suo fianco, nella lotta quotidiana, c’è la moglie Maura, la “moglie di una vita”.

Sulla sua condizione, il fratello dell’ex calciatore Marco Materazzi si è aperto con onestà: “È una malattia infame, dico io, perché ogni giorno ti toglie qualcosa. Quando ti abitui allo status, peggiora. Oggi magari hai la voce, tra un mese non ce l’hai più. All’inizio zoppicavo, era un periodo particolare della mia vita. C’era la depressione, che io non ho mai ‘percepito'”.

Di recente è stato in America, dove si è sottoposto a una cura sperimentale. “Sono stato un mese e mezzo negli Stati Uniti, ho iniziato questa cura grazie a tante persone che mi hanno aiutato. Però io dico sempre che la cura non serve a me, ma ai nostri figli, essendo genetica. Oggi è mia, ma domani potrebbe essere dei miei figli”.

Come sta dopo il percorso? A rispondere è stata la moglie Maura: “Noi abbiamo visto un rallentamento. Ovviamente non vogliamo dare false speranze a qualcuno, perché è una cura personalizzata. Non è stato semplice, assolutamente, ci ho messo un anno, giorno e notte, per cercare di accedere al trial”.

La Toffanin ha preparato per lui un grande momento, incluso un video emozionante con un messaggio dei figli, Geremia e Gianfilippo. “Per me papà è la mia roccia: gli voglio un bene dell’anima, mi dà forza per andare avanti nelle mie cose ogni giorno. Mio papà è sempre stato il mio migliore amico”. E ancora: “Negli anni mi ha sempre aiutato”.

Il lungo applauso

L’emozione per l’intervista a Matteo Materazzi è stata forte per Silvia Toffanin, tanto da non nascondere le lacrime e la commozione di fronte alla sua forza: “Voi avete anche una bella storia d’amore”. Trent’anni insieme, con molti litigi, il “sale della vita”, una frattura, ma oggi sono più uniti che mai.

“Ho scoperto di avere una testa pensante, che mi porta ad aggiornarmi. Credo che questa malattia mi abbia insegnato molto”. La Toffanin ha replicato: “Si dice che le malattie cambiano le persone”.

Per Materazzi, è un messaggio per i suoi figli, ma anche per tutti noi: la vita è anche questo. “Devono capire i nostri figli che si può soffrire, ma sempre con il sorriso. Potevo morire di altre malattie, potevo morire per un infarto, invece il destino ha scelto di farmi vivere così, con la testa lucidissima. Nei limiti del possibile cerco di lavorare, mi do da fare: mi piace vivere”.

Poi uno dei momenti più emozionanti, quello della lettera della moglie Maura: “Ci ho messo molto a decidere se scrivere queste righe. (…) Alla fine ho capito che nonostante gli alti e bassi noi siamo noi, con i nostri pregi e i nostri difetti. Come tutte le coppie abbiamo avuto le nostre difficoltà, ma c’è una cosa che ci unisce e che ci accomuna: l’ironia. (…) Quello che la malattia ci ha tolto, dall’altra ci ha dato: siamo ancora più uniti, e forse per la prima volta guardiamo dalla stessa parte”.

Poi il saluto finale che ha emozionato la Toffanin: “Non è finita finché non è finita, e io so che non finirà mai“. Inevitabili le parole della Toffanin in chiusura, riferite a Materazzi: “Sei un esempio”. Infine il lungo applauso chiesto al pubblico in studio, più che doveroso.

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