La Volta Buona, pagelle del 9 giugno: Vladimir Luxuria polemica (7), Manuela Villa battagliera (9)

Nella puntata di "La Volta Buona", Caterina Balivo ospita Manuela Villa, Simone Di Pasquale e Vladimir Luxuria

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Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

Nuovo appuntamento con La Volta Buona. Nel salotto di Caterina Balivo, nella puntata del 9 giugno, spazio a temi di attualità e costume, con un occhio particolare a matrimoni e infedeltà. In studio, per discutere di fiori d’arancio ci sono Vladimir Luxuria, Liala Antonino e Manuela Villa.

Simone Di Pasquale e l’IBAN sull’invito di nozze: voto 7

Simone Di Pasquale e la sua futura moglie Maria hanno raccontato alcuni dettagli della loro organizzazione di nozze. Nonostante il parere contrario dell’esperta di bon ton Elisa Motterle, la coppia ha spiegato candidamente di aver scritto sull’invito di nozze il proprio IBAN: “Ce lo hanno chiesto proprio gli ospiti, hanno spiegato che li avremmo messi in difficoltà. Resta comunque una cosa comoda” hanno raccontato i due sposini. “Comodità ed eleganza non vanno mai d’accordo. Pensiamo ai tacchi”, ribatte l’insegnante di galateo. Un dilemma nel quale è sicuramente difficile prender posizione. Noi, nel dubbio, diamo un bel 7 in pagella agli sposi per l’onestà.

La gioia di Cucuzza, il papà della sposa: voto 8

Qualche giorno fa, Michele Cucuzza ha accompagnato sua figlia all’altare: una grande emozione per il giornalista, che ha condiviso la sua gioia con Caterina Balivo. “È stato fantastico. Matilde e il suo compagno, Tommaso erano così felici e hanno comunicato a noi presenti la loro gioia. Abbiamo celebrato il sì a Santa Marinella, in una location molto suggestiva”, ha spiegato Cucuzza. E la commozione del conduttore, anche a distanza di una settimana, continua a trasparire con forza. Cuore di papà.

Vladimir Luxuria contro le spiagge senza bambini: voto 7

Vladimir Luxuria non ci sta, e boccia seccamente la scelta di uno stabilimento balneare di non ammettere bambini. “È tremendo, così facendo giustifichiamo l’idea di vietare l’ingresso a una fascia di persone. Di questo passo qualcuno potrebbe trovare legittimo non fare entrare gli anziani e persone di un’altra nazionalità. Ma la spiaggia è di tutti”, spiega.

Caterina Balivo, invece, non sembra essere della stessa opinione: “Ma se io voglio stare al mare a rilassarmi con le mie amiche e i bambini disturbano, pago una struttura privata. Non ci trovo nulla di male”. Parole che non convincono l’ex parlamentare: “Si tratta di una discriminazione anagrafica“, ribatte. “Ma perché non posso scegliere? Se io pago per rilassarmi, scelgo anche dove andare”, conclude Balivo.

Impossibile trovare un punto d’incontro tra le due “agguerrite” sostenitrici di tesi contrapposte, ma un sano battibecco nel primo pomeriggio di Rai1, fa sicuramente bene all’audience. Soprattutto in un periodo in cui il palinsesto comincia a perdere mordente.

La splendida famiglia di Liala Antonino: voto 8

Per oltre vent’anni, Licia Colò e Alessandro Antonino hanno fatto sognare l’Italia con la loro storia d’amore. Anche dopo la separazione, i due continuano ad avere uno splendido rapporto, come ha spiegato la figlia Liala: “Sento molte persone che dicono ‘ho sofferto quando i miei genitori si sono lasciati’. Io invece credo che non sia giusto restare insieme creando poi un clima spiacevole a casa. I miei hanno avuto la maturità di lasciar andare e chiudere quando era giusto. Io ero piccola, ma capivo. Loro si sono separati ma hanno mantenuto un grande rispetto. A volte lavoriamo tutti e tre insieme”.

I ricordi d’infanzia di Liala, quindi, sono assolutamente sereni: “Non ho mai percepito l’assenza di mia madre, anche se mio padre era fisicamente più presente. Lei lavorava molto, ma nei momenti più importanti c’era. Quando ero in ospedale per peritonite lei era lì che dormiva accanto a me per terra in ospedale”. Eppure, nel rapporto con sua madre Licia non sono mancati momenti delicati.

Mi prendevano in giro perché ero figlia di una donna famosa. Mi dicevano che tutto quello che avevo lo avrei ottenuto solo per il mio cognome importante. Entrai anche in competizione: mi dicevo di dover essere perfetta in tutto: a scuola, nello sport. L’ho superata quando avevo 13-14 anni e ho trovato una mia dimensione. Per anni cercavo di entrare nei gruppi, ma ho capito che sono una persona a cui piace molto la tranquillità”, ha concluso Liala. Di sicuro mamma Licia sarà molto orgogliosa di lei.

Manuela Villa e le battaglie dei figli naturali: voto 9

Non sempre, tuttavia, i genitori famosi sono riusciti a garantire amore e serenità ai figli. Lo sa bene Manuela Villa, che ha conosciuto la vera identità di suo padre Claudio solo quando era quasi un’adolescente: “Il marito di mamma mi ha cresciuto sin da piccola e l’ho sempre chiamato ‘papà’. Quando sono venuta a sapere che mio padre era Claudio Villa ho dovuto ricreare tutto. Dentro di me però c’è sempre stata una distinzione netta: ‘papà’ è che mi ha cresciuta, mentre ‘padre’ è chi mi ha fatta. In ‘papà’ c’è la quotidianità, la vita di tutti i giorni”.

A prescindere dalla sua esperienza personale, Manuela ha voluto dare voce a quanti si sono trovati nella sua stessa situazione: “La parola ‘illeggittima’ è sbagliata, e la legge sostiene che i figli siano tutti uguali, sia quelli nati in un matrimonio che fuori dal matrimonio. Si chiamano figli ‘naturali’, perché è così che si viene al mondo”.

La cantante, oggi, è comunque consapevole delle difficoltà affrontate all’epoca dal suo celebre padre: “Una volta il codice giuridico non ti permetteva di avere figli da relazioni extra-coniugali, figurati per un artista conosciuto nel mondo che rappresentava le mamme, il perbenismo. Io ho capito la situazione di mio padre. Ecco perché ho perdonato tutti: non c’è nulla da discutere”. Un grande applauso per lei.

L’incredibile storia di Kilian Nielsen: voto 7.5

Anche Kilian Nielsen ha scoperto all’età di 8 anni che il suo vero padre non era Raoul Meyer, secondo marito di Brigitte Nielsen, bensì il modello Mark Gastineau: “Quello stesso anno ho scoperto che il mio nome non era nemmeno Kilian ma Markus, proprio come mio padre biologico. Mia madre me lo aveva nascosto, ma trovai un documento con il nome di battesimo”, ha spiegato.

Il rapporto con Brigitte, al momento, resta ancora molto difficile: “Sto cercando di riavvicinarmi ma non ho ancora avuto messaggi da parte sua. L’ho rincorsa tutta la vita: ho 36 anni, a un certo punto la famiglia voglio crearla io. L’amore di un figlio è eterno”. Provaci ancora Chilian.

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