Anche oggi giornata di caldo torrido, e cosa c’è di meglio che passare il tempo con un talk? Ci sono pomeriggi televisivi che oscillano tra due estremi senza nemmeno nasconderlo: da una parte il nonsenso puro, dall’altra discorsi sorprendentemente seri su corpo, amori e e cattiveria social. La puntata di La Volta Buona del 24 giugno 2026 è esattamente questo, estiva e a tratti surreale, come un racconto di Calvino.
Nel salotto di Caterina Balivo si festeggiano gli 88 anni di Edoardo Vianello, si parla di chili, di insulti online e di amori con grande differenza d’età, fino al sipario con i protagonisti di Ballando con le Stelle, programma che se non viene nominato durante la Volta Buona, rischierebbe di saltare. Rossella Erra e Nikita ballano in piscina dentro un parco acquatico ci riporta però nell’altra rete, a Mai Dire Gol nei primi duemila. Un frullato estivo: un po’ talk, un po’ festa di paese, un po’ villaggio vacanze con ambizioni filosofiche. E noi, ovviamente, le pagelle non potevamo non mettercele.
Indice
Edoardo Vianello, 88 anni e una battuta perfetta (9)
Il padre dei tormentoni estivi, Edoardo Vianello compie 88 anni e in studio arriva la festa, torta compresa, perché ormai in tv senza torta non si celebra nemmeno il cambio dell’ora legale. Caterina Balivo gli chiede che desiderio voglia esprimere e lui risponde che vorrebbe arrivare almeno a 89. Poi aggiunge che ha aspettato 88 anni per arrivare a oggi. Ed è lì che Vianello fa Vianello: una battuta minima, come siamo più o meno abituati. Intramontabile, ma senza fare la statua di sale. E poi ha cantato Abbronzatissima, ora saremmo costretti ad avere il jingle in testa per tutta la seria.
Rossella Erra e Nikita in piscina (10 al delirio, 4 alla coordinazione)
Il momento più folle arriva con Rossella Erra e Nikita, vincitore di Ballando con le Stelle, collegati da un parco acquatico. I due ballano tra bachata e merengue, come uno sketch finito per errore nel daytime di Rai 1. Rossella Erra, con la cuffia di fiori anni Sessanta, è già da sola un patrimonio visivo da proteggere con una teca. Poi parte il ballo e la coordinazione diventa un’opinione personale. Caterina Balivo resta quasi senza parole e trova la definizione esatta: è tutto ipnotico, non sono per niente coordinati ma va bene.
Non è danza, è magnetismo da incidente balneare. Il capolavoro arriva quando, mentre il professor Calabrese parla seriamente di dieta, la regia torna a inquadrare i due in acqua: da una parte il rigore scientifico, dall’altra una coreografia che sembra approvata da un comitato di fenicotteri sotto stress. Surreale al punto da diventare bellissimo.
Caterina Balivo davanti al caos acquatico (Voto 7,5)
Di fronte al balletto in piscina, Caterina Balivo sembra spiazzata, e come darle torto. Il merito è che prima di tutto è abituata, e poi non perde mai il controllo della puntata e, soprattutto, non prova a nobilitare il caos. Questo le va riconosciuto. Davanti al nonsenso televisivo o lo combatti e perdi, o lo cavalchi con dignità. E per una volta il nonsenso non affonda, ma galleggia.
Gianluca Capozzi e Maria, l’amore con 24 anni di differenza (Voto 7)
La puntata è dedicata anche a quegli amori che non tramontano mai, nel senso di topic da commentare. È il caso delle relazioni dove uno dei due è molto più grande dell’altro, e viceversa. In studio ci sono il cantautore Gianluca Capozzi e la moglie Maria, 24 anni di differenza. Gianluca Capozzi racconta che l’esposizione social non porta i guadagni che molti immaginano, anzi: la partenza è stata pesante, tra insulti e insinuazioni su presunti interessi economici. Il momento più vero arriva quando Capozzi smette di difendere la coppia e ragiona da padre: ammette che, se un giorno sua figlia frequentasse un uomo molto più grande, qualche domanda se la farebbe anche lui.
Anna Rita, la sposa insultata sui social (Voto 8)
Una delle storie più forti della puntata. Sposata da due settimane, Anna Rita è diventata virale dopo il video del matrimonio ed è stata attaccata per il suo peso. Altro momento surreale, ma non in senso positivo. Lei, però, ha ripreso il mantra della sacerdotessa Anna Tatangelo quando disse “Se la persona è niente l’insulto è zero”. Anche Anna Rita dice che quegli insulti, per lei, erano il nulla, perché oggi è felice e si è goduta fino in fondo la sua giornata. Poi il punto più serio: quelle stesse parole, rivolte a una persona fragile, potrebbero fare molto male. Racconta di essere arrivata a 140 chili e di averne persi 25 con la dieta mediterranea.
Viviana Cangiano tra dieta, musica e Sfogliatella squattrinata (Voto 7)
Viviana Cangiano, attrice e cantante di 38 anni, porta una storia personale: pesa 134 chili, è a dieta da un mese, tra palestra e tapis roulant. Dice di non viverlo come un problema estetico, ma di essersi rimessa in movimento. C’è anche il lato spettacolo: lancia un appello a Stefano De Martino per andare a Sanremo, e in studio le dicono che il brano ricorda Serena Brancale. Oggettivamente una canzone molto più orecchiabile di tante altre. Poi ha un progetto “fitness” che si chiama Sfogliatella squattrinata, nome che resta addosso più di tante operazioni promozionali pensate a tavolino. La tv, a tratti, rischia di trasformare il corpo in tema da esibire, ma lei però tiene il punto.
Giorgio Calabrese e Giovanni Ciacci, la parte seria (Voto 7)
In una puntata che sul peso rischia spesso di correre troppo, il professor Giorgio Calabrese è la parte scientifica della puntata. Dice una cosa semplice e necessaria: perdere 5 chili in un mese è quasi impossibile, il riferimento realistico è circa un chilo a settimana. Sposta il discorso dalla promessa facile alla salute, parla di controlli e analisi ormonali. Meno spettacolare del ballo in piscina, ovviamente, ma indispensabile. A dargli man forte arriva Giovanni Ciacci, che racconta di aver perso 70 chili in un anno e mezzo. La testimonianza funziona, sui dettagli sanitari, però, servirebbe sempre qualche spiegazione in più.
Justine Mattera e gli americani (Voto 5)
Chiamata a spiegare perché gli inglesu non sempre vanno d’accordo con gli americani, Justine Mattera risponde che loro hanno meno regole. Una spiegazione rapida, forse troppo superficiale.
Il punto poteva essere interessante, perché parlare di differenze culturali tra inglesi e americani avrebbe anche offerto qualche spunto vero: il modo di comunicare, la gestione dei conflitti, il rapporto con la libertà individuale, il senso della privacy, la formalità, l’ironia. E invece tutto finisce nella formula “hanno meno regole”, che suona un po’ come quando si prova a spiegare la geopolitica usando le calamite sul frigo.