Eurovision Song Contest 2027, c’è già chi decide di non partecipare

L'Eurovision Song Contest 2027 deve ancora entrare nel vivo, ma arrivano già le prime rinunce. I Paesi Bassi non parteciperanno alla gara

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Il Festival di Sanremo 2027 non è ancora iniziato, ma per molti lo sguardo è già rivolto all’Eurovision Song Contest 2027. Del resto, quest’anno la kermesse guidata da Stefano De Martino cambia le carte in tavola, con una serata interamente dedicata alla scelta dell’artista che rappresenterà l’Italia alla manifestazione europea.

E se nel nostro Paese i preparativi sono già entrati nel vivo, altrove c’è chi ha deciso di fare un passo indietro. I Paesi Bassi, infatti, hanno ufficializzato la rinuncia alla prossima edizione.

“Eurovision Song Contest 2027”, i Paesi Bassi rinunciano

La notizia è arrivata il 27 ottobre, quando l’emittente pubblica olandese NPO ha annunciato che i Paesi Bassi non prenderanno parte all’Eurovision Song Contest 2027. Una decisione che arriva dopo settimane di discussioni e che ribalta quanto era stato ipotizzato in precedenza, quando sembrava possibile un loro ritorno in gara.

A pesare sull’esito della decisione è soprattutto la questione della partecipazione di Israele. L’emittente AVROTROS aveva già annunciato che non avrebbe preso parte al concorso per il secondo anno consecutivo, proprio in segno di protesta.

NPO ha invece cercato una strada alternativa per garantire la presenza olandese, senza però trovare un riscontro. Anche circa 400 dipendenti dell’organizzazione avevano firmato una lettera per chiedere di rivedere la decisione di partecipare.

Nessun artista sul palco dell’Eurovision, quindi, per i Paesi Bassi. La presidente del consiglio di amministrazione di NPO, Jet de Ranitz, ha spiegato che non è stato possibile trovare un’emittente disposta a sostenere la candidatura di un artista olandese. “Al momento è troppo presto per partecipare all’Eurovision Song Contest nel 2027″, ha dichiarato, motivando la scelta con la delicatezza dei temi che circondano la competizione.

Il direttore di Eurovision, Martin Green, ha espresso rammarico per la rinuncia, pur dicendosi comprensivo nei confronti della decisione. L’evento, comunque, continuerà a essere trasmesso nei Paesi Bassi. Il Paese non sarà rappresentato sul palco, ma il pubblico potrà seguire la manifestazione.

I Paesi Bassi non sono però gli unici ad aver scelto di non partecipare all’edizione 2027. Anche l’Irlanda ha già annunciato il proprio ritiro, mentre la Cechia ha rinunciato per ragioni legate ai tagli di bilancio. In Spagna, inoltre, il dibattito sulla partecipazione è ancora aperto.

Eurovision, un boicottaggio iniziato già nel 2026 

La rinuncia dei Paesi Bassi si inserisce in una vicenda che accompagna l’Eurovision da tempo. Già nel 2026, infatti, la presenza di Israele aveva spinto cinque Paesi a ritirarsi dalla competizione: oltre ai Paesi Bassi, anche Spagna, Irlanda, Islanda e Slovenia.

La decisione dell’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) di confermare la partecipazione israeliana, nonostante le richieste di esclusione avanzate da diverse emittenti, aveva provocato reazioni molto forti. Al centro delle proteste c’erano il conflitto a Gaza, la crisi umanitaria e le contestazioni sulla trasparenza del sistema di voto.

Le emittenti coinvolte avevano motivato la scelta con ragioni diverse, ma unite dalla contrarietà alla presenza di Israele. La televisione pubblica irlandese RTÉ aveva definito la partecipazione “inaccettabile” alla luce della perdita di vite umane a Gaza, mentre quella slovena aveva richiamato i propri valori di pace, uguaglianza e rispetto. La Spagna, dal canto suo, aveva criticato il processo decisionale dell’EBU, annunciando anche che non avrebbe trasmesso la manifestazione.

Ora, a pochi mesi dalla prossima edizione, il dibattito è tutt’altro che chiuso. L’Eurovision Song Contest 2027 si terrà a Burgas, in Bulgaria, a maggio, ma le rinunce già annunciate dimostrano quanto sia difficile tenere separata la musica dalle questioni politiche e sociali.

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