Guardando C’è ancora domani si ha la sensazione che la protagonista Delia si muova sempre nello stesso fazzoletto di Roma. In realtà, dietro quella geografia così compatta c’è un lavoro molto più articolato: Paola Cortellesi e la sua squadra hanno unito strade vere, edifici storici, quartieri lontani tra loro e ambienti costruiti appositamente per il film. Il risultato è una Capitale credibile, verace e popolana, coerente e perfettamente inserita nell’Italia del dopoguerra.
Da Testaccio a Monti, da Trastevere agli studi di Cinecittà, ecco allora dove è stato girato uno dei film italiani di maggior successo degli ultimi anni.
“C’è ancora domani”, la casa di Delia è divisa tra Roma e Cinecittà
In questo viaggio nelle location di C’è ancora domani partiamo proprio l’abitazione della famiglia Santucci. Il cortile in cui si svolgono molte scene è reale e si trova a Testaccio, in via Giovanni Battista Bodoni 98. Balconi, finestre e vita condominiale fanno di questo spazio uno dei luoghi più riconoscibili del film e contribuiscono a definire fin dalle prime sequenze il mondo quotidiano di Delia.
Basta però entrare in casa perché il set cambi completamente. L’appartamento seminterrato in cui la protagonista interpretata da Paola Cortellesi vive con il marito Ivano (Valerio Mastandrea), e il resto della famiglia non appartiene infatti allo stesso edificio. Le stanze sono state realizzate negli studi di Cinecittà, dove la scenografa Paola Comencini ha potuto costruire ogni ambiente pensando alle esigenze della regia e ai movimenti della macchina da presa.
Il lavoro sulla scenografia dialoga anche con la tradizione del cinema italiano del dopoguerra. Tra i riferimenti richiamati dagli ambienti del film c’è infatti Bellissima di Luchino Visconti, un altro racconto toccante fortemente legato alla dimensione più popolare di Roma.
Testaccio, il cuore palpitante del film di Paola Cortellesi
È soprattutto Testaccio il cuore e fulcro delle vicende narrate nel film e della vita di Delia. Qui C’è ancora domani trova strade, piazze e attività capaci di raccontare la quotidianità della protagonista senza trasformare Roma in una semplice cartolina d’annata. La zona del mercato è legata principalmente a Marisa, l’amica e confidente interpretata da Emanuela Fanelli, mentre in via di Monte Testaccio è stata ambientata l’officina di Nino, il vecchio amore di Delia che ha il volto di Vinicio Marchioni.
Il quartiere accompagna anche uno degli incontri più particolari del film. Per le sequenze tra Delia e il soldato americano William, interpretato da Yonv Joseph, le riprese si spostano verso via Flavio Gioia e il Lungotevere Testaccio. Bastano scenografie, costumi e la fotografia in bianco e nero per allontanare la Roma contemporanea e riportare quelle strade nel clima del secondo dopoguerra.
Ma non tutto ciò che sembra Testaccio lo è davvero. Quando Delia e Marisa si appartano per fumare una sigaretta, ad esempio, il film fa credere che le due donne siano ancora nei dintorni del quartiere. La troupe, invece, si era spostata a Monti, in via degli Ibernesi. Il cambio di zona passa però praticamente inosservato: il montaggio raccorda i diversi scorci e restituisce l’impressione di una città molto più raccolta di quanto sia nella realtà.
Da Trastevere ai Parioli, le altre location
La mappa attraversa diversi punti della Capitale. Sempre nel quartiere Monti sono stati realizzati anche alcuni esterni collegati alla famiglia benestante per cui lavora Delia, mentre altre sequenze del film hanno portato la produzione fino ai Parioli e a Torpignattara, quest’ultimo scelto per il negozio di ombrelli.
Trastevere compare invece quando il racconto torna al passato di Delia e Ivano: la chiesa di Santa Maria in Cappella presta infatti i propri spazi al matrimonio dei due personaggi. Per la scuola che diventa fondamentale nella parte finale della storia, la produzione ha invece utilizzato gli ambienti dell’ex ospedale Carlo Forlanini, a Monteverde.
La Roma di Paola Cortellesi nasce così dall’incastro di luoghi che nella realtà non sono affatto vicini. Ed è questa maestria dietro C’è ancora domani che incuriosisce e intrappola l’occhio dello spettatore: un cortile di Testaccio può aprirsi su una casa costruita a Cinecittà e, nel giro di poche inquadrature, una strada di Monti può sembrare dietro l’angolo. Sullo schermo, però, tutto appartiene allo stesso mondo.