Achille Lauro a Sanremo 2026, l’omaggio alle vittime di Crans-Montana: per non dimenticare

L'Ariston in lacrime per l'omaggio di Achille Lauro a Sanremo 2026, per non dimenticare le vittime di Crans-Montana

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Ci hanno sperato tutti, in un omaggio da parte di Achille Lauro: la prima “conferma” era arrivata da una telefonata di Carlo Conti. Promotore di questa iniziativa è stato Roberto Alessi: impossibile dimenticare le immagini della mamma di Achille Barosi, grande fan di Lauro, che durante il funerale del figlio aveva intonato Perdutamente, tra le sue canzoni preferite. All’Ariston, puntuale, Lauro ha raccolto la voce dell’Italia intera, e l’Ariston si è trasformato in un luogo di memoria, perché il ricordo è ciò che abbiamo di più potente.

Achille Lauro a Sanremo 2026, il ricordo delle vittime di Crans-Montana

Durante la seconda serata di Sanremo 2026, Achille Lauro ha intonato Perdutamente: non era scontato che Carlo Conti, conduttore e direttore artistico, accogliesse il “grido” social che si è diffuso dopo le immagini toccanti di Erica Didone, mamma di Achille Barosi. L’inno, un vero e proprio ricordo che rimarrà nella storia del Festival, ha emozionato la platea dell’Ariston: tutti hanno cantato le strofe di Perdutamente, “E se bastasse una notte, sì, per farci sparire”, e ancora “Se si incendia lo spazio, amore, abbassa il tettino”.

Lauro ha cantato 16 marzo con Laura Pausini: inizialmente, il secondo brano scelto per questa serata era Incoscienti Giovani. Ma tutto è cambiato, come ha spiegato Conti, quando l’appello popolare è arrivato fino a lui: “L’omaggio sarà fatto in maniera naturale, parlerà la musica”, queste le parole durante la conferenza stampa. Ed è stato così, ha mantenuto la sua promessa: il momento in bianco e nero, di una potenza incredibile, accompagnato in sottofondo dalle parole del conduttore, che ha spiegato il cambio in scaletta.

“Inizialmente avrebbe dovuto cantare Incoscienti Giovani. Poi il primo gennaio è successa una tragedia incredibile a Crans-Montana, tanti giovani hanno perso la vita. Abbiamo visto le immagini di una mamma davanti alla bara del figlio con una canzone di Achille, Perdutamente. E allora abbiamo cambiato i nostri programmi, per quei ragazzi che non ci sono più, per quelli che stanno ancora lottando, perché certe tragedie del genere non accadano mai più“.

Al termine dell’esibizione, dopo l’applauso del pubblico, Lauro ha dato il suo abbraccio a tutti: “Ci tengo a dire una cosa importante: credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita, non è solo intrattenimento ma qualcosa di più viscerale, se questa cosa può aver confortato anche solo una persona, per noi era un dovere“.

La mobilitazione per l’omaggio a Sanremo 2026

La richiesta di avere Achille Lauro al Festival è nata da un moto spontaneo, da un appello popolare che è partito dai social. Carlo Conti ha accolto le parole di chi, a gran voce, ha chiesto la presenza di Lauro sul palco dell’Ariston. Con la ferma volontà di trasformare la musica in un abbraccio collettivo, sono state ricordate le vittime, i giovani che hanno lottato per la propria vita.

“Io continuo a cantarla, la canto con il sorriso, è bella, non è triste. Mi riconnette con Achille”, aveva detto la mamma di Achille Barosi a Domenica In. Questa è la potenza della musica, il segreto per cui la musica non si fermerà mai: è il filo conduttore tra il nostro passato, il presente e il futuro, ed è il filo rosso che ci legherà per sempre alle persone che non ci sono più fisicamente, ma che non se ne andranno mai davvero.

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