Si può rimanere incinte da vergini? Il caso da Barbara d’Urso e la spiegazione dell’esperta

Come si può rimanere incinte da vergini? La storia raccontata da Barbara D’Urso apre a una domanda sorprendente

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Redazione

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Barbara D’Urso rilancia una storia che accende curiosità e stupore: restare incinta senza aver avuto rapporti sessuali è possibile, ma come?

Barbara D’Urso è tornata a raccontare storie incredibili. Lo ha fatto su YouTube, con il nuovo podcast Storie incredibili, riproponendo quella ormai ben nota formula fatta di racconti personali emozionanti e domande in grado di incuriosire il pubblico. E la prima ospite, Rosa Ottaiano, ha raccontato una storia che sembra uscita direttamente da una delle vecchie interviste televisive della conduttrice, svelando di essere rimasta incinta da vergine.

Il concepimento, rivela Rosa, è avvenuto quando lei era adolescente dopo un rapporto che, secondo la sua ricostruzione, non era stato completo. La vicenda risale agli anni Sessanta e comprende anche il successivo matrimonio con il ragazzo e una gravidanza arrivata tra incredulità e difficoltà familiari. Ma com’è possibile restare incinta da vergine? La spiegazione, dal punto di vista medico, c’è.

Si può rimanere incinte senza penetrazione?

Perché inizi una gravidanza non è indispensabile che ci sia stato un rapporto sessuale completo. È necessario, invece, che gli spermatozoi arrivino nella vagina.

Questo può accadere anche in situazioni che una persona potrebbe non definire un vero e proprio rapporto sessuale. Se lo sperma finisce sulla vulva o molto vicino all’ingresso vaginale, gli spermatozoi possono riuscire a entrare nella vagina. Una possibilità molto meno frequente riguarda anche il contatto con sperma ancora umido sulle dita, seguito dal contatto con i genitali. Il rischio è basso, ma non è pari a zero.

Nel caso raccontato da Rosa, quindi, il termine “non completo” non permette di stabilire con precisione cosa sia accaduto dal punto di vista biologico. Ma una gravidanza senza penetrazione completa è possibile.

Cosa significa essere “vergine”?

In questo caso, la questione diventa anche culturale. La verginità si mostra come definizione sociale e personale, non come parametro attraverso il quale la medicina possa stabilire se una donna può o non può restare incinta. Per la gravidanza conta una cosa molto più concreta: se gli spermatozoi hanno avuto accesso alla vagina.

Per questo anche oggi può capitare che una persona sottovaluti il rischio legato a un contatto sessuale perché non lo considera un “rapporto vero”.

Uno shock psicologico

C’è poi un aspetto meno evidente, ma forse ancora più interessante, ovvero quello psicologico. Per una ragazza molto giovane, soprattutto in un periodo storico in cui gravidanza e reputazione sociale erano temi molto più difficili da affrontare apertamente, una gravidanza apparentemente inspiegabile poteva trasformarsi in un vero trauma. Alla sorpresa si potevano aggiungere vergogna, paura del giudizio, senso di colpa e il timore di non essere creduta.

La sessuologia ci insegna però che il corpo non segue sempre le categorie morali o sociali con cui proviamo a interpretarlo. Anche oggi, del resto, molte persone arrivano a chiedersi se sia possibile una gravidanza dopo un contatto sessuale che non considerano un “vero rapporto”.

Alla luce di tutto questo, dunque, la storia di Rosa Ottaiano può certamente apparire straordinaria, ma la cosa più importante è che ci mette davanti al fatto che sessualità, anatomia e fertilità sono molto più complesse delle definizioni con cui, per generazioni, abbiamo cercato di semplificarle.

 

Fonti bibliografiche

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