Giornata mondiale dell’orgasmo: il piacere femminile non è complicato, è raccontato male

Il 31 luglio si celebra il piacere, ma il divario orgasmico tra uomini e donne è ancora enorme. Le ragioni che ci raccontano, però, non sempre sono quelle giuste.

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Marta Pettolino Valfrè

Psicologa e docente

Psicologa e coach, si occupa di clinica e sessuologia. Insegna all’Università di Torino e scrive libri coniugando clinica e divulgazione scientifica.

Oggi, 31 luglio è la Giornata mondiale dell’orgasmo, una ricorrenza che nasce nel Regno Unito nel 2015 e ideata da un gruppo di esperti di salute sessuale e consulenti di coppia con l’obiettivo di normalizzare un argomento ancora avvolto da imbarazzo.

È in qualche modo figlia di un’iniziativa precedente, l’International Female Orgasm Day dell’8 agosto, nata nel 2007 in un piccolo comune brasiliano e idealmente debitrice di un’altra giornata: il Global Orgasm for Peace Day del 21 dicembre, lanciato nel 2006 da due attivisti americani convinti che un orgasmo sincronizzato su scala mondiale potesse, letteralmente, favorire la pace nel pianeta.

La scienza conferma che l’orgasmo non è solo piacere fine a se stesso: durante il climax il corpo rilascia ossitocina e dopamina, ormoni che trasmettono messaggi di soddisfazione, di benessere e di legame e abbassano lo stress, riducendo i livelli di cortisolo.

Peccato che questo beneficio non sia distribuito allo stesso modo tra uomini e donne. Lo avevamo già raccontato in un pezzo precedente, analizzando un’indagine condotta su oltre mille donne italiane: scarsa igiene, fretta nella penetrazione e attenzione quasi nulla alla stimolazione clitoridea sono solo alcuni dei motivi per cui il piacere femminile resta, troppo spesso, un optional.

Oggi vale la pena di chiedersi perché questo accada ancora, da dove nasca davvero questa disparità, e cosa dice la scienza più recente sul perché le donne eterosessuali abbiano, in media, meno orgasmi degli uomini e delle donne non etero.

Falsi miti e stereotipi che continuano a complicare le cose

Prima di entrare nel merito, vale la pena sgomberare il campo da qualche equivoco che ancora circola:

  1. L‘orgasmo simultaneo, spesso raccontato come la prova suprema di sintonia di coppia: la fisiologia del piacere segue tempi diversi da persona a persona, e inseguire la sincronia rischia solo di trasformare il sesso in una performance da cronometrare.
  2. L’orgasmo vaginale e clitorideo, come se uno fosse più “autentico” dell’altro. In realtà, una ricerca del 2025 ha mostrato che l’intensità dell’orgasmo può variare in base al tipo di stimolazione, ma non esiste alcuna gerarchia biologica tra le due esperienze.
  3. Fingere l’orgasmo. La ricerca mostra che chi lo fa spesso è mosso da ragioni relazionali: per proteggere l’autostima del partner, evitare un conflitto o concludere un rapporto che non sta dando piacere.
    Si tratta di una strategia che, però, rende più difficile quel feedback reciproco necessario per capire cosa funziona davvero. E non riguarda solo le donne: anche molti uomini dichiarano di aver finto almeno una volta, a conferma di quanto la pressione a performare il piacere sia un copione culturale condiviso, alimentato anche dall’immaginario pornografico.

Gap orgasmico: perché le donne hanno meno orgasmi degli uomini

Ed eccoci al cuore della questione. Il termine tecnico è orgasm gap e indica proprio la differenza nella frequenza con cui uomini e donne eterosessuali raggiungono l’orgasmo durante un rapporto.

Una recente rassegna sistematica pubblicata su Journal of Sex Research, che ha messo insieme trent’anni di studi sul tema, è categorica: questo divario non nasce da una differenza biologica tra i sessi, ma da dinamiche sociali.

Le donne raggiungono l’orgasmo con una frequenza nettamente più alta quando il rapporto include una stimolazione diretta della clitoride, eppure questa informazione, ampiamente nota, continua a non tradursi in un cambiamento reale dei comportamenti sessuali.

La clitoride continua per la maggior parte ad essere stimolata come apripista e non come parte importante anche durante un rapporto coitale.

A questo si aggiunge una visione ancora profondamente penetrocentrica della sessualità, secondo cui fare l’amore coincide con la penetrazione e tutto il resto viene considerato solo un contorno.

I numeri, quando si guardano da vicino, sono piuttosto netti. Una storica indagine statunitense, The Social Organization of Sexuality di Laumann et al., aveva rilevato che il 75% degli uomini raggiungeva sempre l’orgasmo con la propria partner stabile, contro il 29% delle donne.

Più ricerche a cavallo tra il 2019 e il 2022 hanno confermato questo gap: gli orgasmi raggiunti nell’ultimo rapporto sessuale si aggiravano introno all’87% per gli uomini e solo il 62% per le donne.

Uno studio diario pubblicato nel 2025 ha seguito per tre settimane oltre cinquecento rapporti sessuali di coppie eterosessuali, scoprendo che gli uomini avevano una probabilità quindici volte più alta delle donne di raggiungere l’orgasmo nello stesso episodio sessuale.

Perché succede? Una ricerca diventata un piccolo classico negli studi di genere, “Climax as Work”, pubblicata su Gender & Society, ha intervistato decine di coppie eterosessuali scoprendo un copione culturale condiviso: l’orgasmo maschile viene raccontato come qualcosa di naturale, quasi automatico, mentre quello femminile viene descritto come un obiettivo da raggiungere, un piccolo lavoro che richiede impegno, tempo e dedizione.

È quello che i ricercatori chiamano “gender labor”: un’organizzazione implicita dei ruoli che continua a mettere il piacere maschile al centro del rapporto e quello femminile ai margini, come un’aggiunta facoltativa piuttosto che un obiettivo paritario.

Non è un caso che il gap si riduca drasticamente nei rapporti tra donne, dove la stimolazione clitoridea è più centrale, e che aumenti invece nei contesti di minore familiarità tra i partner, dove i copioni sessuali standardizzati, quelli mutuati da porno e cultura popolare, pesano di più.

A confermarlo è anche un altro filone di ricerca: una metanalisi su quasi 45mila donne ha mostrato che chi ha relazioni con altre donne riferisce di raggiungere l’orgasmo quasi il doppio delle volte rispetto a chi ha relazioni eterosessuali.

Non è una questione di corpi diversi, ma di copioni sessuali diversi, e di un’attenzione alla clitoride che, fuori dal rapporto penetrativo tradizionale, smette di essere un’eccezione e diventa la regola.

A monte di tutto, resta un problema di base ancora poco affrontato nelle scuole italiane: gran parte delle persone arriva all’età adulta senza una reale educazione anatomica sul corpo femminile, e questo vuoto si traduce, puntualmente, in un vuoto anche a letto.

Masturbazione o sesso in coppia: cosa ci soddisfa di più?

Un dato interessante arriva da una delle ricerche più ampie, pubblicata nel 2026 su Archives of Sexual Behavior, che ha coinvolto quasi 28.000 utenti dell’app Flo, per la maggior parte eterosessuali.

Le donne raggiungono l’orgasmo più facilmente da sole che con un partner: quasi una su due lo conferma, contro appena una su cinque che lo raggiunge più spesso in coppia.

Le esperienze di coppia associate a una maggiore frequenza orgasmica sono con l’uso di sex toy, con la penetrazione accompagnata dalla stimolazione clitoridea e con la masturbazione reciproca.

Eppure, confrontando attività simili nei due contesti, il sesso in solitaria vince sistematicamente, probabilmente perché offre meno pressione da prestazione e un maggiore controllo sulla stimolazione.

Questo non significa che sia migliore, lo studio propone una lettura interessante: nonostante gli orgasmi siano più frequenti in solitaria, quelli raggiunti con un partner risultano più fortemente associati alla soddisfazione sessuale complessiva.

Gli autori avanzano alcune ipotesi.

  1. La prima riguarda lo stigma: molte donne riferiscono di sentire vergogna o senso di colpa durante l’autostimolazione, emozioni che non emergono nel sesso di coppia.
  2. La seconda riguarda la rarità: forse proprio perché meno frequenti, gli orgasmi nel sesso di coppia vengono vissuti come più intensi o significativi.
  3. La terza, e forse la più rilevante, riguarda la dimensione relazionale: le donne che orgasmano più spesso con un partner indicano che la connessione emotiva, la comunicazione e il piacere condiviso giocano un ruolo centrale nella loro esperienza.
    La varietà delle attività sessuali, in questo senso, non è un dettaglio tecnico ma un segnale di qualcosa di più profondo: fiducia, curiosità, apertura reciproca.
    Cose che, negli script eterosessuali ancora dominati dall’imperativo fallocentrico descritto dagli autori, restano spesso fuori dalla stanza da letto.

L’orgasmo non arriva per magia

Se c’è una leva concreta su cui agire, la ricerca la indica con chiarezza: la comunicazione. Uno studio dell’Università Sapienza di Roma, pubblicato su Healthcare, ha dimostrato che una migliore qualità della comunicazione sessuale all’interno della coppia è direttamente collegata a una maggiore soddisfazione condivisa.

Non si tratta solo di istruzioni tecniche da seguire, ma di un esercizio più facile e più spinoso allo stesso tempo: dire cosa piace, cosa non piace, cosa serve in quel momento specifico, senza dare per scontato che il partner debba indovinarlo da solo. È una competenza che si allena, esattamente come qualsiasi altra forma di comunicazione dentro una relazione.

Forse i due attivisti che nel 2006 sognavano di salvare il mondo con un orgasmo sincronizzato non avevano tutti i torti nel credere che il piacere condiviso potesse cambiare qualcosa.

Non il mondo intero, probabilmente, ma di sicuro la qualità di una relazione.

Ecco perché una giornata come questa, nata da un’idea che a molti può sembrare un po’ bizzarra, ha ancora senso oggi: non per celebrare l’orgasmo come un traguardo da raggiungere entro sera, ma per ricordarci che il piacere condiviso non si indovina. Si costruisce, parlando, ascoltando e imparando a dirsi ciò di cui si ha bisogno.

 

Fonti bibliografiche

Personal and perceived partner orgasm pursuit: A daily diary study about the gendered orgasm gap – 2025 – SageJournals

Sexual Satisfaction and Orgasm Experiences During Partnered and Solo Sex Among 27,931 Users of the Flo App – Springer Nature

Andrejek, N., Fetner, T., Heath, M., Climax as Work: Heteronormativity, Gender Labor, and the Gender Gap in Orgasms, Gender & Society, 2022 – PubMed

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