Nell’ambito del percorso di informazione “Herpes Zoster e……” abbiamo affrontato il tema della patologia nei pazienti oncologici con Davide Dalu, Responsabile Struttura Oncologia ad indirizzo infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano e con Davide Petruzzelli, Presidente La Lampada di Aladino ETS.
L’Herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, è un’infezione virale che può colpire in modo più aggressivo chi affronta un tumore. Le terapie oncologiche e la malattia stessa possono indebolire il sistema immunitario, favorendo la riattivazione del virus.
Complicanze e impatto sulle cure
Tra le conseguenze più frequenti c’è la nevralgia post-erpetica, un dolore persistente che può compromettere significativamente la qualità della vita. Nei casi più complessi, l’infezione può interferire con il percorso terapeutico oncologico, causando ritardi o modifiche nei trattamenti. Nonostante ciò, la consapevolezza del rischio resta ancora limitata e le informazioni ricevute dai pazienti possono essere disomogenee.
Vaccinazione e prevenzione: un’opportunità da conoscere
La vaccinazione rappresenta oggi uno strumento efficace per ridurre il rischio di sviluppare il virus dell’herpes zoster e le sue complicanze. Secondo le indicazioni dell’AIOM, è importante valutare il momento più adatto per vaccinarsi, idealmente prima dell’inizio delle terapie immunosoppressive o in fasi di maggiore stabilità clinica, sempre in accordo con il proprio oncologo. Rafforzare informazione e sensibilizzazione è essenziale per aiutare i pazienti a proteggersi in modo consapevole lungo tutto il percorso di cura.
Sponsor dell’iniziativa è GSK