L’olio da tavola è un aiuto efficace contro stress l’invecchiamento cerebrale

Uno studio ha mostrato gli effetti benefici dell'idrossitirosolo contenuto nell'olio EVO. Ecco a cosa serve

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Che l’olio extravergine faccia bene alla salute è innegabile: numerosi studi ne hanno sottolineato le proprietà nutritive e anti-age. Si tratta, infatti, di un alimento ricco di polifenoli, cioè dei potenti antiossidanti di origine vegetale, di cui l’EVO è ricco. Una nuova ricerca, però, ha mostrato come tra i composti preziosi dell’olio extravergine di oliva ci sia l‘idrossitirosolo, che sembra possa intervenire sulla regolazione dell’ansia e della risposta allo stress. Questo significa che un corretto consumo potrebbe portare benefici al cervello e al benessere psico-fisico.

Il nuovo studio che ha scoperto l’idrossitirosolo

Il nuovo studio è stato condotto da Giorgio D’Andrea nell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle Ricerche (IBBC-CNR) ed è stato pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Neurochemistry. Dalle analisi del ricercatore, effettuate presso il laboratorio di Laura Micheli all’IBBC-CNR e in collaborazione con l’università della Tuscia e l’Università LUMSA, è emerso un effetto positivo dell’olio EVO in termini di neuroinfiammazioni, riducendo tra le altre cose anche la sensibilità alla paura.

Cos’è l’idrossitirosolo

L’idrossitirosolo è un composto chimico vegetale presente nell’olio di oliva sotto forma del suo estere con l’acido elenolico (oleuropeina). “Ha forti proprietà antiossidanti. Insieme con l’oleocantale è responsabile del gusto leggermente amaro e piccante dell’olio extra vergine di oliva e con l’oleocantale e l’oleuropeina è ritenuto responsabile delle proprietà benefiche della dieta mediterranea. Insieme queste sostanze costituiscono i cosiddetti ‘polifenoli da olivo’”, come spiega l’Humanitas.

Una scoperta chiave per una popolazione che invecchia

La ricerca, però, ha una valenza anche maggiore, specie in un paese che è tra i maggiori produttori di olio di oliva in Europa e nel mondo. Non solo: i benefici in termini di salute psicologia e fisica assumono una valenza ancora maggiore alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione, in particolare in Italia, ma non solo.

“Ringrazio Monini per il sostegno che mi ha garantito quando ho avviato la mia ricerca; il metodo scientifico richiede anni per raggiungere risultati e il supporto delle risorse messe a disposizione da realtà private è un aiuto fondamentale per lavorare con maggior serenità”, ha dichiarato l’autore della ricerca, oggetto di finanziamento da parte di Monini, assegnato per merito attraverso l’annuale bando pubblico di Fondazione Umberto Veronesi ETS.

Tutte le proprietà dell’olio EVO

L’olio extravergine d’oliva, dunque, potrebbe contribuire a rallentare l’invecchiamento del cervello, grazie all’idrossitirosolo, ma non solo. Di questo alimento sono note anche altre proprietà, come quelle date da altri polifenoli, ossia quella classe di micronutrienti naturali sintetizzati esclusivamente “dalle piante come meccanismo di difesa contro agenti esterni come parassiti, radiazioni UV e condizioni ambientali avverse. Dal punto di vista chimico, si tratta di composti caratterizzati da più gruppi fenolici – da cui il nome”, come spiega L’Istituto Sant’Agostino.

Come ricorda ancora l’istituto, si conoscono oltre 8000 tipi diversi di polifenoli, che si suddividono in quattro grandi categorie: i flavonoidi, che sono i più numerosi e comprendono quercetina, catechine, antociani e flavonoli; si trovano in frutta, verdura, tè e vino rosso. Ci sono poi gli acidi fenolici, presenti in in caffè, cereali integrali e spezie. Agli stilbeni, tra i quali si trova il resveratrolo di cui è ricca l’uva, si aggiungono anche i lignani, le cui fonti principali sono semi di lino, cereali integrali e alcune verdure, e infine anche tirosolo ed oleuropeina, di cui l’olio EVO la principale risorsa.

L’azione antiossidante dell’olio EVO

“I polifenoli svolgono un’azione antiossidante molto potente: aiutano a neutralizzare i danni causati dai radicali liberi, molecole instabili che danneggiano le cellule e sono coinvolte nell’invecchiamento e nello sviluppo di numerose malattie croniche. Ma non solo – ricorda l’Istituto Sant’Agostino – Numerosi studi osservazionali e clinici hanno evidenziato che un’elevata assunzione di polifenoli, in particolare flavonoidi e stilbeni, è associata a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari”.

L’azione dei polifenoli, compresi quelli dell’olio EVO, contribuisce a ridurre riducendo la pressione arteriosa; contrastare l’ossidazione data dall’LDL, il cosidetto colesterolo “cattivo”; favorire la circolazione sanguigna. Svolgono anche un’azione antifinfiammatoria, inibendo la produzione di citochine pro-infiammatorie, riducendo l’infiammazione sistemica. Lo studio appena realizzato da D’Andrea sembra dunque confermare l’effetto benefico dell’idrossitirosolo in termini di neuroprotezione.

Il riconoscimento dell’Efsa

Non è un caso, dunque, che l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha approvato l’uso dell’idrossitirosolo/polifenoli da olivo “come sostanze in grado proteggere i lipidi presenti nel sangue dagli effetti nocivi dello stress ossidativo. L’Efsa precisa che questa indicazione può essere autorizzata solo per gli oli di oliva che contengono almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati (ad esempio oleuropeina e tirosolo) ogni 20 g di olio di oliva. L’Efsa sottolinea inoltre che l’effetto benefico antiossidante si ottiene con l’assunzione giornaliera di 20 g di olio di oliva”, ricorda l’Humanitas.

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