Diete e fake news, tutte le “bufale” svelate dall’Istituto superiore di sanità

Esistono ancora troppe “false credenze” che però espongono a rischi per la salute e influenza la spesa. Ecco quali sono

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Quante volte si è sentito dire che non si deve mai mangiare la frutta a fine pasto o che il glutine andrebbe eliminato dalla dieta, anche se non si è celiaci, per poter perdere peso più rapidamente? Si tratta di “credenze”, che spesso vengono alimentate dal passaparola, ma che possono portare anche a effetti negativi sulla salute, oltre a influenzare le scelte al supermercato. L’Istituto Superiore della Sanità ha deciso di fare chiarezza, proponendo un sondaggio al quale chiunque può accedere.

Perché fare chiarezza sulle “bufale”

A chiarire lo scopo dell’iniziativa dell’Istituto Superiore della Sanità è stato lo stesso ISS, spiegando: “L’obiettivo non è solo testare le conoscenze, ma anche stimolare un approccio più critico verso ciò che si legge online. Il questionario è pensato per una rapida compilazione e invitiamo tutti i partecipanti a rispondere anche alla domanda aperta, indicando un argomento che desidererebbero approfondire”, ha esortato Laura Rossi, direttrice del Reparto alimentazione, nutrizione e salute ISS.

Come funziona il sondaggio

Si tratta, dunque, di un sondaggio alle cui domande si può rispondere fino al 3 giugno. Le risposte saranno poi oggetto di un confronto in occasione del convegno “Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell’era dell’infodemia, organizzato presso la sede dell’ISS il 5 giugno, ma che è possibile anche seguire online. Con questa iniziativa l’Istituto Superiore di Sanità punta a creare maggiore consapevolezza nei cittadini, in modo che chiunque possa riconoscere le cosiddette ‘bufale’ e possa quindi anche tutelare la propria salute, con scelte consapevoli a tavola.

Le domande sulle fake news

Il questionario si intitola “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”. Le domande sono, per esempio, “Non si deve mangiare frutta dopo i pasti“, o “Il glutine è dannoso solo per chi è celiaco”. In tutto si tratta di 5 quesiti, elaborati dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute, che prende spunto da alcune delle notizie false più diffuse. Eccole nel dettaglio:

È stata anche inserita una sesta domanda, che chiede un coinvolgimento attivo dell’utente:

Il portale dell’ISS permette, naturalmente, di conoscere anche le risposte esatte, verificandole direttamente dal form.

Le risposte esatte

Ecco, dunque, che si chiarisce che “il glutine è dannoso per le persone con celiachia, una malattia autoimmune, e per chi ha una sensibilità al glutine non celiaca. Per la popolazione generale sana, il glutine non rappresenta un rischio per la salute”. Riguardo alla frutta dopo i pasti, invece, “Non esiste alcuna evidenza scientifica che vieti di mangiare frutta dopo i pasti. La frutta può essere consumata in qualsiasi momento della giornata, anche a fine pasto, senza effetti negativi sulla digestione nelle persone sane”.
Quanto alla differenza tra zucchero di canna e zucchero normale, si sottolinea come “Lo zucchero di canna e lo zucchero bianco sono nutrizionalmente molto simili: entrambi sono costituiti principalmente da saccarosio e forniscono le stesse calorie. Le piccole quantità di minerali presenti nello zucchero di canna sono trascurabili dal punto di vista nutrizionale”.
Altro tema delicato è quello che riguarda il ruolo dei carboidrati nella dieta: “Eliminare completamente i carboidrati non è un approccio sano né sostenibile nel lungo periodo. I carboidrati sono una fonte fondamentale di energia e li troviamo in alimenti importanti come i cereali e i legumi. La perdita di peso efficace e duratura si basa su un equilibrio complessivo della dieta, non sull’eliminazione di un intero gruppo alimentare”.
Infine, attenzione a non farsi ingannare dall’idea di comprare e mangiare prodotti light con l’illusione che da soli possano permettere di perdere peso: “I prodotti ‘light’ o ‘senza zucchero’ non fanno dimagrire automaticamente. Possono avere meno calorie rispetto alle versioni standard, ma il dimagrimento dipende dal bilancio energetico complessivo della dieta e dallo stile di vita”, chiarisce l’ISS.

Troppe “bufale” alimentari in circolazione

L’iniziativa di ISS si inserisce in un contesto in cui crescono le “bufale” alimentari. Secondo uno studio del Censis, in Italia ben 15 milioni di persone, pari a circa un sesto della popolazione, cercano informazione sulla salute online: si tratta di indicazioni che spesso sono “spacciate” per mediche, ma che di fatto non lo sono oppure provengono da fonti poco attendibili. È sempre il Censis, infatti, a spiegare che quasi 9 milioni di persone ha ottenuto dati o consigli sanitari errati.

Le altre bufale smascherate dall’ISS

Anche in passato l’ISS aveva smascherato alcune “false credenze” sull’alimentazione. In particolare, si tratta di 10 “fake news”:

1 – La frutta non contiene zuccheri ma fruttosio, quindi anche se hai il diabete la puoi mangiare in quantità

2 – Le qualità di grano antiche hanno meno glutine e sono più salutari

3 – La cipolla assorbe i microbi

4 – Le patate sono da mangiare subito, appena cotte, altrimenti diventano tossiche

5 – Il Kamut è un antico cereale, diventato un marchio commerciale

6 – L’acqua non va bevuta durante i pasti

7 – Perdere 7 chili in una settimana: una dieta rapida, efficace e sicura

8 – In Italia non ci sono controlli sugli alimenti

9 – Assumere integratori multivitaminici fa bene e può sostituire la frutta

10 – Meglio lo zucchero di canna rispetto allo zucchero bianco

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