Cannabis e non solo, quanto e come le droghe mettono in pericolo il cuore

Le sostanze stupefacenti, compresa la cannabis, rappresentano un effettivo rischio cardiovascolare: i dati dello studio e come intervenire

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Le sostanze stupefacenti? Meglio considerarle veri e propri fattori di rischio cardiovascolare. Perché fanno salire la pressione, aumentano il rischio di aritmie e infarto, mettono in pericolo l’aorta.

A mettere in guardia sono gli esperti presenti al Congresso Nazionale dell’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) tenutosi a Rimini. Addirittura, il messaggio che emerge è che in alcuni casi di potrebbe addirittura parlare di malattie cardiovascolari da “sostanza d’abuso” a segnalare come e quanto occorre fare attenzione.

Quanto e come si rischia

Le principali sostanze stupefacenti, cannabis compresa (ovviamente non si parla di uso terapeutico) sono associate a un ampio spettro di patologie cardiovascolari, tra cui alterazioni della pressione arteriosa, ictus, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, dissezione aortica e aritmie anche fatali.

La stessa cannabis ritenuta erroneamente innocua aumenta di 6 volte il rischio di infarto del miocardio, di aritmie e fino al 40% il rischio di ictus.

Lo ricorda Domenico Gabrielli, Presidente della Fondazione per il Tuo Cuore e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale San Camillo di Roma: “l’impatto dell’uso di sostanze sulle patologie cardiovascolari rappresenta un problema clinico reale, sottostimato e ancora insufficientemente riconosciuto e indagato. Le sostanze d’abuso non rappresentano soltanto un comportamento a rischio, ma possono incidere direttamente sulla comparsa e sull’evoluzione delle malattie cardiovascolari, modificandone caratteristiche cliniche e prognosi.”

Il rischio non riguarda solo i consumatori abituali o persone con patologie, anche un uso occasionale può essere sufficiente a scatenare eventi acuti, perfino in giovani apparentemente sani. Alcol e tabacco incrementano il rischio di complicanze acute”.

Cosa succede e cosa amplifica l’effetto

“Il danno cardiovascolare da sostanze – continua Gabrielli –  può manifestarsi in forma acuta o cronica e può essere sintomatico o svilupparsi nel tempo in maniera subclinica.

Tra i segnali da non sottovalutare vi sono dolore toracico, palpitazioni, mancanza di respiro e perdita di coscienza. In presenza di questi sintomi è fondamentale, pensare a salvaguardare la propria salute e chiedere prontamente aiuto medico, dichiarando se si sono assunte sostanze perché la gestione terapeutica può essere differente”.

La prognosi delle malattie cardiovascolari da droga dipende strettamente dalla cessazione dell’uso di sostanze con la possibilità di una guarigione completa se non si sono instaurati danni permanenti. Da qui l’importanza di una diagnosi precoce di eziologia tossicologico voluttuaria e l’invio dei pazienti a programmi di riabilitazione personalizzata.

La reale incidenza delle malattie cardiovascolari da sostanze è sottostimata; tuttavia, il trend è in aumento in relazione alla crescente diffusione dell’uso di droghe e  alla disponibilità di sostanze sempre più potenti.

“Non vanno infine sottovalutati – conclude Gabrielli – i rischi cardiaci associati all’abuso e al misuso di alcol ed Energy Drink. La prevenzione resta l’arma più efficace. “

Prevenzione fin da giovani

In questo contesto si inserisce il progetto “Cuore e droghe, un cuore per amico”, promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore dei cardiologi ANMCO. Come spiega Francesco Ciccirillo – cardiologo nella Asl Lecce, promotore del concetto di “malattie cardiache da sostanze d’abuso” e coordinatore nazionale del progetto: “l’iniziativa mira a portare nelle scuole interventi educativi, informativi e formativi finalizzati alla prevenzione dei rischi cardiovascolari e in generale per la salute connessi al consumo di sigarette, alcol e sostanze psicoattive.

L’educazione e la diffusione del concetto di “malattie cardiache da droga” sono strumenti fondamentali per aumentare la consapevolezza dei rischi cardiovascolari, contrastare la disinformazione, riconoscere precocemente i segnali di allarme, favorire l’accesso tempestivo alle cure e promuovere comportamenti salutari fin dall’adolescenza, contribuendo non solo alla riduzione del danno cardiovascolare ma anche l’impatto sociale dell’uso di sostanze”.

Il progetto che rientra nel protocollo d’intesa recentemente firmato con il ministero dell’istruzione e del merito ha un obiettivo chiaro: prevenire il danno prima che si manifesti, aiutando i giovani a compiere scelte consapevoli.

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.

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