Mette-Marit è la nuova Regina di Norvegia, cosa succede ora al figlio agli arresti domiciliari

Mette-Marit è Regina e Haakon VIII è salito al trono: cosa cambia ora per Marius Borg Høiby, tra successione, titoli reali e il delicato caso giudiziario

4 min di lettura

Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

La morte di Re Harald V e l’ascesa al trono di Haakon VIII hanno ridisegnato gli equilibri della monarchia norvegese. L’ex Principe ereditario è diventato Re, Mette-Marit è ora Regina e la Principessa Ingrid Alexandra si trova al centro del futuro della Corona. Ma il passaggio di consegne riporta l’attenzione anche su Marius Borg Høiby, primogenito della nuova sovrana e figliastro del monarca.

La domanda è inevitabile: che cosa cambia per lui? Dal punto di vista familiare molto, almeno nei titoli di chi gli sta accanto. Sul piano istituzionale, invece, praticamente nulla. Marius non diventa Principe, non entra nella linea di successione e non acquisisce alcun incarico ufficiale. Resta, anche con la madre sul trono al fianco di Haakon, un cittadino privato.

Marius Borg Høiby, il figlio di Mette-Marit che non è Principe

Nato il 13 gennaio 1997 dalla relazione tra Mette-Marit e Morten Borg, Marius era ancora un bambino quando la madre iniziò la storia con Haakon. Dopo il matrimonio della coppia, celebrato nell’agosto del 2001, è cresciuto accanto ai due figli nati dall’unione: la Principessa Ingrid Alexandra e il Principe Sverre Magnus.

Una famiglia unita sul piano privato, ma con una distinzione fondamentale dal punto di vista monarchico. Ingrid Alexandra e Sverre Magnus sono figli del sovrano e appartengono alla linea di successione. Marius, invece, non è mai stato membro della Casa Reale e l’incoronazione del patrigno non modifica questa condizione.

Il fatto che sua madre sia diventata Regina non gli attribuisce automaticamente un titolo. Marius non è Principe, non gode di un trattamento reale e non rappresenta ufficialmente la Corona. Può comparire accanto alla famiglia in circostanze private, ma non possiede una propria agenda istituzionale.

Una separazione che la monarchia norvegese ha ribadito anche negli ultimi anni, soprattutto quando le vicende personali del primogenito di Mette-Marit hanno assunto una dimensione pubblica. Haakon aveva sottolineato come il figliastro dovesse essere considerato un cittadino norvegese autonomo, con gli stessi diritti e gli stessi doveri degli altri.

Perché Marius Borg resta fuori dalla linea di successione

L’ascesa di Haakon VIII rende ancora più evidente la differenza tra i tre figli di Mette-Marit. A raccogliere l’eredità dinastica del nuovo sovrano è infatti Ingrid Alexandra, diventata la figura centrale della nuova generazione della monarchia norvegese.

Marius non può entrare nella linea di successione semplicemente perché il patrigno è diventato Re. Il legame familiare con Haakon non equivale a una discendenza dinastica e il matrimonio di sua madre con il sovrano non gli conferisce diritti sulla Corona.

Il 29enne è il figlio maggiore della Regina, vive da sempre a stretto contatto con la famiglia reale ed è fratello per parte di madre di due membri della dinastia. Eppure resta completamente al di fuori del meccanismo costituzionale della monarchia.

Nemmeno il nuovo ruolo di Mette-Marit cambia le cose. Essere figlio della Regina non significa automaticamente essere un Principe, così come essere figliastro del sovrano non comporta l’ingresso nella Casa Reale. Il passaggio da Principe ereditario a Re modifica quindi la posizione di Haakon, ma non quella di Marius.

Il caso giudiziario che ha travolto Marius Borg

Il nuovo capitolo della monarchia norvegese si apre inoltre in un momento particolarmente delicato per Marius Borg Høiby, finito al centro di una complessa vicenda giudiziaria che ha inevitabilmente investito anche l’immagine pubblica della famiglia.

Lo scorso giugno il Tribunale distrettuale di Oslo ha condannato Marius Borg a quattro anni di carcere al termine di un processo durato sette settimane. Le accuse contestate sono particolarmente pesanti e comprendono due episodi di stupro ritenuti provati, violenze fisiche e psicologiche nei confronti di alcune ex compagne, traffico di droga, furti e violazione di misure restrittive. Attualmente è agli arresti domiciliari.

Proprio questa situazione ha reso ancora più netta la linea di separazione tra la dimensione privata e quella istituzionale. La Casa Reale ha sottolineato l’autonomia di Marius e Haakon ha evitato di sovrapporre il proprio ruolo pubblico alle vicende giudiziarie del figliastro, chiarendo che la monarchia avrebbe continuato a svolgere normalmente i propri compiti.

Con Haakon VIII sul trono questa distinzione acquista un peso ancora maggiore. Il Re resta il patrigno di Marius nella vita privata, ma è contemporaneamente il capo dello Stato. Le vicende del figlio di Mette-Marit, dunque, non diventano affari ufficiali della Corona e Marius non può rappresentare il sovrano né assumere automaticamente incarichi in suo nome.

Il paradosso della sua posizione rimane così intatto: Marius Borg Høiby è oggi il figlio della regina di Norvegia e il figliastro del re, ma continua a non essere un reale in senso istituzionale. Nessun nuovo titolo, nessun posto nella successione e nessun incarico ufficiale. Il trono cambia gli equilibri intorno a lui, ma non il suo status.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963