Mette-Marit di Norvegia, il figlio Sverre Magnus costretto a lasciare l’Italia

Il Principe Sverre Magnus lascia Milano e torna in Norvegia: cresce il suo ruolo nella monarchia a causa della malattia della madre Mette-Marit

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

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Negli ultimi mesi il Principe Sverre Magnus è apparso sempre più spesso accanto ai membri senior della monarchia norvegese. Una presenza che ha inevitabilmente attirato l’attenzione dei media scandinavi, soprattutto dopo le indiscrezioni secondo cui il diciannovenne avrebbe lasciato Milano per fare ritorno nel suo Paese.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Dagbladet, il figlio di Mette-Marit e Haakon avrebbe deciso di interrompere almeno temporaneamente la sua esperienza italiana. Solo un anno fa il secondogenito della coppia si era trasferito nel capoluogo lombardo per dedicarsi alla fotografia e alla produzione audiovisiva, fondando la società Sverre Magnus Productions.

L’obiettivo, spiegavano allora fonti vicine alla corte, era approfondire competenze creative e imprenditoriali lontano dai riflettori della monarchia. Milano rappresentava per il giovane Principe una sorta di laboratorio personale, un’occasione per sperimentare una vita più indipendente rispetto agli obblighi della famiglia reale.

Ora però il ritorno in patria alimenta inevitabilmente diversi interrogativi. Dietro questa scelta potrebbe esserci infatti la delicata situazione sanitaria della madre, le cui condizioni continuano a preoccupare.

La malattia di Mette-Marit e il peso crescente sugli equilibri della monarchia

La salute della Principessa ereditaria Mette-Marit è diventata sempre più fragile negli ultimi anni. La moglie dell’erede al trono soffre infatti di fibrosi polmonare cronica, una malattia che progressivamente limita la capacità respiratoria e che ha ridotto sensibilmente la sua presenza negli impegni ufficiali.

Lo scorso dicembre la corte reale aveva diffuso un comunicato particolarmente delicato, spiegando che la 52enne si stava preparando all’eventualità di un trapianto di polmoni. Nelle recenti apparizioni pubbliche, Mette-Marit si è presentata con una cannula nasale utilizzata per ricevere ossigeno supplementare. Un’immagine che ha colpito profondamente l’opinione pubblica.

Nonostante la fragilità fisica, Mette-Marit continua comunque a mostrarsi sorridente e determinata. Ma il peso degli impegni istituzionali ricade sempre più spesso sul marito Haakon e su Re Harald V, ormai ottantanovenne, e sulla Regina Sonja, anche lei anziana e alle prese con gli acciacchi del tempo.

In questo scenario, la presenza di Sverre Magnus assume inevitabilmente un valore simbolico e pratico. Nelle ultime settimane il Principe ha partecipato sia ad appuntamenti pubblici insieme alla famiglia sia a eventi affrontati da solo, mostrando una crescente sicurezza nel ruolo istituzionale.

A detta di diversi osservatori reali, la monarchia norvegese avrebbe bisogno di ampliare il numero dei membri attivi proprio per garantire continuità e visibilità alla Corona.

Ingrid Alexandra lontana, Sverre Magnus sempre più centrale

A differenza del fratello minore, la Principessa Ingrid Alexandra non può attualmente offrire un supporto costante. La ventiduenne vive infatti a Sydney, dove sta proseguendo gli studi universitari, e negli ultimi mesi è rimasta lontana dalla Norvegia pure durante eventi particolarmente significativi.

Per la prima volta, ad esempio, Ingrid Alexandra non ha partecipato alle celebrazioni del 17 maggio, la Festa Nazionale norvegese, scegliendo di restare in Australia. Un’assenza che ha inevitabilmente aumentato l’attenzione sul ruolo di Sverre Magnus.

Anche la Principessa Astrid, sorella 94enne di Re Harald, che per anni ha continuato a sostenere la monarchia nonostante l’età avanzata, si trova ora ricoverata in ospedale per problemi cardiaci.

In questo quadro complesso, Sverre Magnus sembra diventare progressivamente una figura sempre più importante all’interno degli equilibri della famiglia reale. Resta però da capire se il suo ritorno dalla vita milanese rappresenti soltanto una pausa temporanea o l’inizio di un coinvolgimento più stabile nei doveri della monarchia norvegese.

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