Meghan Markle, il tour Sussex in Australia è un mezzo disastro: esplode la polemica

Il tour in Australia di Meghan Markle con Harry finisce al centro della polemica. Il viaggio dei Sussex non è stato gradito praticamente da nessuno

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Martina Dessì

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Dimenticate i tappeti rossi stesi dalla Corona e il protocollo rigido di Buckingham Palace. Quando Harry e Meghan Markle hanno messo piede a Melbourne per la prima tappa del loro tour australiano, l’aria che si respirava non era esattamente quella di una visita di Stato, ma quella di un’operazione di marketing ad alto budget con un retrogusto amarissimo di polemica. Manca evidentemente il sigillo di Re Carlo, ma abbonda il malcontento dei contribuenti.

Meghan Markle in Australia

I Duchi di Sussex sono atterrati in business class con un volo di linea Qantas, lasciando Archie e Lilibet al sicuro nella loro villa di Montecito. Una scelta prudente, forse, per evitare ai piccoli il peso di un viaggio che si sta trasformando in un campo minato diplomatico. La prima tappa all’ospedale pediatrico di Melbourne sembrava uscita dal manuale perfetto della “Royal Family 2.0”: Meghan Markle radiosa in un abito nero senza maniche, Harry impeccabile nel suo completo scuro, sorrisi dispensati nei reparti di oncologia e mani sporche di terra durante una sessione di giardino-terapia. Eppure, dietro i flash dei fotografi, il mormorio della folla nascondeva una domanda ricorrente: chi paga per tutto questo?

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Harry e Meghan Markle in Australia

Il problema è che l’Australia non ha la memoria corta. Nel 2018, la coppia visitò il Paese rappresentando la Regina Elisabetta II; allora, ogni dollaro speso per la loro incolumità appariva un investimento nei legami del Commonwealth. Oggi, a sei anni dalla Megxit, la tolleranza è ai minimi storici. Nonostante i portavoce dei Sussex continuino a ribadire che il viaggio sia “finanziato privatamente”, il problema della sicurezza pubblica rimane un nervo scoperto. Sebbene i voli e gli hotel siano a carico loro (o di generosi sponsor), il dispiegamento di agenti locali per proteggere due privati cittadini milionari ha fatto infuriare la politica locale.

Infuria la polemica sul “tour Reale”

Le dichiarazioni che arrivano dalle istituzioni dello Stato di Victoria sono lame affilate. Jess Wilson, leader dell’opposizione, è stata chiarissima: “La polizia di Victoria è lì per garantire sicurezza ai cittadini. Qualsiasi ipotesi che gli agenti possano essere distolti dal loro servizio per proteggere la visita di Harry e Meghan è assolutamente inaccettabile”. Le fa eco il deputato David Limbrick, che con un pragmatismo tutto australiano ha sottolineato come i contribuenti non debbano farsi carico della protezione di due persone che hanno scelto volontariamente di rinunciare ai doveri (e ai benefici) della Corona.

Mentre Meghan visitava in solitaria un centro per senzatetto, servendo pasti e posando per selfie che ricordavano molto da vicino le uscite di Lady Diana, la stampa locale affilava i denti. Se il pubblico presente agli eventi appariva festante, i titoli dei giornali raccontavano un’altra storia. Il Sydney Morning Herald è stato particolarmente caustico, scrivendo: “Noi li abbiamo accolti bene, loro ci vogliono usare come un bancomat”. Una dichiarazione che riassume perfettamente il sentimento di chi vede in questo “pseudo royal tour” un tentativo di mantenere rilevanza globale a spese altrui.

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I selfie di Meghan Markle in Australia

Harry ha ringraziato gli australiani per l’accoglienza, ma il calore umano delle piazze rischia di essere spento dal gelo dei conti pubblici. Tra una foto ricordo al National Veterans Arts Museum e un sorriso di circostanza, la sensazione è che i Sussex stiano camminando su un filo molto sottile. L’Australia è una terra orgogliosa e diretta: accoglie volentieri gli amici, ma detesta chi prova a chiederle il conto della cena senza averla invitata ufficialmente.

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