Meghan Markle, il padre ricoverato. Ora le indagini rischiano di fermarsi

Thomas Markle è stato ricoverato in una struttura per la demenza dopo le gravi accuse. Il suo stato di salute rischia così di complicare le indagini dell'FBI

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

Nuovo capitolo nella controversa vicenda che coinvolge Thomas Markle, padre di Meghan Markle. Com’è noto, l’uomo è finito al centro di pesanti accuse legate al presunto possesso di materiale pedopornografico. L’ex direttore della fotografia, 82 anni, è stato ricoverato in Florida, in una struttura specializzata nell’assistenza a persone con problemi di demenza. Un trasferimento inatteso che potrebbe complicare le indagini da parte dell’FBI.

Il padre di Meghan Markle ricoverato in una struttura per la demenza

Come riporta il Sun, Thomas Markle è entrato in un centro specializzato nella cura dei disturbi cognitivi in Florida. Proprio pochi giorni dopo che suo figlio ha presentato una denuncia nei suoi confronti per il presunto possesso di materiale pedopornografico.

La notizia ha immediatamente sollevato interrogativi sulle condizioni di salute del padre di Meghan Markle, che negli ultimi anni ha vissuto nelle Filippine.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulla diagnosi né sulla gravità degli eventuali disturbi cognitivi. Il ricovero in una struttura dedicata all’assistenza di persone con problemi di memoria non consente da solo di stabilire quale sia il quadro clinico dell’ottantaduenne.

A quanto pare, però, il ricovero di Thomas potrebbe rendere più complessa un’eventuale attività investigativa dell’FBI, soprattutto qualora gli inquirenti intendessero interrogarlo sulle accuse formulate nei suoi confronti.

Un avvocato interpellato dal quotidiano britannico ha spiegato quali ostacoli potrebbero presentarsi nel caso in cui le condizioni cognitive dell’uomo risultassero compromesse.

“Non si può semplicemente entrare in un centro per persone con problemi di demenza e condurre un interrogatorio. Qualsiasi avvocato che si rispetti potrebbe far dichiarare invalido quell’interrogatorio, e l’FBI lo sa”, ha dichiarato il legale.

L’esperto ha poi aggiunto: “Sarebbe necessario un parere medico indipendente che confermi l’idoneità della persona a essere interrogata e l’autorizzazione di un giudice sulla sua capacità di testimoniare”.

Per ora solo ipotesi, ovviamente. Inoltre al momento le accuse riportate dalla stampa non costituiscono una prova di colpevolezza e non sono disponibili elementi sufficienti per stabilire se siano stati formalizzati capi d’imputazione nei confronti del suocero del Principe Harry.

Il futuro di Thomas Markle e il legame con Meghan

Un altro elemento che potrebbe complicare la vicenda riguarda i rapporti tra Stati Uniti e Filippine. Thomas Markle ha vissuto negli ultimi anni nel Paese asiatico e le sue attuali condizioni di salute potrebbero rendere più difficile un’eventuale estradizione.

Anche in questo caso, però, si tratta di un’ipotesi legata a possibili sviluppi giudiziari e non di una procedura di estradizione di cui sia stata confermata l’apertura.

Sul piano personale, invece, la vicenda riporta inevitabilmente l’attenzione sul rapporto tra Meghan Markle e suo padre, da tempo segnato da una profonda distanza. I due non hanno più contatti dal 2018, anno in cui l’ex attrice ha sposato il figlio di Re Carlo.

Quell’anno la Duchessa è stata informata delle accuse al padre ed era pronta a spifferare tutto alla stampa prima di venire fermata da una guardia reale. Ha per questo deciso di allontanarsi, proteggendo il marito e i figli Archie e Lilibet, che non hanno mai conosciuto il nonno materno.

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