Come sta Juan Carlos, il Re emerito di Spagna: “Smettetela di uccidermi”

Juan Carlos I rompe il silenzio dopo le voci sulla sua salute: da Abu Dhabi rassicura tutti, ironico e diretto. "Sto bene, smettetela di darmi per finito"

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

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A 88 anni, Juan Carlos I non ha alcuna intenzione di farsi raccontare dagli altri. Dalla sua residenza di Abu Dhabi, dove vive da tempo lontano dalla scena pubblica spagnola, il Re emerito ha deciso di rompere il silenzio e rispondere con fermezza alle voci che ciclicamente tornano a circolare sulla sua salute. “Smettetela di cercare di uccidermi”, ha dichiarato con il suo consueto sarcasmo alla rivista Hola!. “Sto molto bene, mi prendo cura di me stesso e faccio esercizio fisico ogni giorno”.

Re Juan Carlos di Spagna in fin di vita?

Parole nette, quelle di Juan Carlos di Spagna, che mettono fine alle speculazioni esplose lo scorso gennaio, quando la sua assenza al funerale della cognata, la Principessa Irene di Grecia, ha acceso interrogativi e timori.

In quei giorni si è parlato di un peggioramento improvviso delle sue condizioni di salute, addirittura di un divieto medico a viaggiare.

Voci che, come spesso accade quando si parla di figure storiche e ingombranti, citate di recente anche negli Epstein files, si sono rapidamente amplificate. Ora è lo stesso Juan Carlos a smentirle, restituendo un’immagine di sé diversa: meno fragile, più consapevole, certamente determinata.

Il suocero di Letizia di Spagna non ha negato il passare del tempo. Alla sua età, ha spiegato, è naturale convivere con alcuni limiti fisici. Dopo interventi importanti – dal pacemaker al triplo bypass, fino alle operazioni ortopediche – il suo corpo richiede attenzioni costanti.

Si sottopone a controlli frequenti, segue una routine disciplinata e si muove con l’aiuto della sua scorta e di collaboratori fidati. Non è più l’uomo instancabile di un tempo, ma non è neppure l’ombra che alcuni racconti vorrebbero dipingere.

Il ritorno in Spagna di Juan Carlos

Anzi. Lo scorso novembre, Juan Carlos I è tornato a Sanxenxo, in Galizia, una delle sue destinazioni del cuore. Lì, come spesso accade, si è dedicato a una delle sue grandi passioni: la vela. Le regate restano per lui un rifugio, un modo per sentirsi ancora pienamente vivo. A ospitarlo, come di consueto, l’amico di lunga data Pedro Campos, nella cui casa il Re ha ricevuto anche la visita dell’Infanta Elena.

Quel viaggio ha coinciso con un altro momento simbolico: la presentazione del suo libro autobiografico. Un’uscita editoriale che ha riaperto il dibattito sulla sua figura, sul suo ruolo storico e sulle ombre che hanno segnato gli ultimi anni del suo regno e del suo esilio volontario.

L’ultima visita del Re Emerito in Spagna ha avuto luogo il 22 novembre, per un pranzo privato al Palazzo El Pardo, in seguito al conferimento dell’Ordine del Toson d’Oro alla Regina Sofia.

Quel giorno ha avuto un significato ancora più profondo per lui dato che ha potuto riunirsi ai suoi otto nipoti. Circondato dalla Principessa Leonor, dall’Infanta Sofia, da Victoria Federica, da Froilán e dai quattro figli dell’Infanta Cristina, il Re ha vissuto uno dei momenti familiari più speciali degli ultimi tempi.

Oggi Juan Carlos I osserva tutto da lontano, con lo sguardo di chi ha vissuto abbastanza da sapere che il silenzio, a volte, pesa più delle parole. Ma questa volta ha scelto di parlare. Per dire che è vivo, presente, e ancora padrone della propria narrazione. Anche alla soglia dei novant’anni.

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