Gino Cecchettin dopo Sanremo riprende Carlo Conti e Sal Da Vinci: “Serve attenzione”

Gino Cecchettin dopo l'ospitata al Festival: "Anche a Sanremo andrebbe fatta attenzione al linguaggio". Le parole su Carlo Conti e Sal Da Vinci

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Antonella Latilla

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“L’attenzione al linguaggio andrebbe fatta sempre e comunque, anche quando si parla d’amore”. Con queste parole Gino Cecchettin è intervenuto a margine della presentazione del Quaderno n. 12 del Rapporto Giovani, all’Università Cattolica di Milano, tornando su un tema che negli ultimi giorni ha acceso il dibattito pubblico: i testi delle canzoni dell’ultimo Festival di Sanremo, vinto da Sal Da Vinci. E non è mancata una strigliata a Carlo Conti, al centro delle polemiche per via di una battuta sui jeans di una ballerina che si è esibita sul palco dell’Ariston.

Gino Cecchettin commenta le canzoni di Sanremo 2026

Per sempre sì ma anche altre canzoni di Sanremo 2026 sono finite al centro della discussione perché veicolerebbero, a detta di alcuni, un’idea di amore possessivo. 

Senza esprimere giudizi diretti sui singoli artisti, il presidente della Fondazione Giulia Cecchettin ha invitato a una riflessione più ampia: “C’è bisogno di una maggiore consapevolezza culturale anche nella musica pop”.

Per Gino Cecchettin, il nodo non riguarda la libertà creativa, bensì il contesto in cui certe parole si inseriscono. “Per parlare di amore, che è la cosa più difficile, bisognerebbe capire cos’è il vero amore”, ha aggiunto, sottolineando come la definizione stessa di sentimento sia spesso condizionata da fattori culturali e stereotipi sedimentati nel tempo.

Secondo il padre di Giulia Cecchettin, proprio questi stereotipi possono generare interpretazioni “anacronistiche e folcloristiche”, legate a un’idea di amore inteso come possesso. Un concetto che, seppur talvolta declinato in chiave leggera o ballabile, continua a riaffiorare nell’immaginario collettivo.

Gino Cecchettin e la battuta di Carlo Conti sui jeans

Cecchettin ha poi detto la sua su un episodio specifico che continua a far discutere anche dopo la fine del Festival: una battuta pronunciata dal conduttore Carlo Conti, giudicata sessista dalla ballerina Francesca Tanas, componente del corpo di ballo di Samurai Jay.

Una battuta tra l’altro condivisa poco prima dell’intervento a Sanremo di Cecchettin, invitato all’Ariston per lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne.

“Sono gli stereotipi che hanno portato Carlo Conti a fare quella battuta”, ha osservato l’uomo, invitando a guardare oltre il singolo episodio.

“Continuiamo a considerare la gelosia come un elemento fondamentale di una relazione d’amore, quando invece l’amore dovrebbe bastare a se stesso“, ha proseguito. Una frase che sposta il baricentro della discussione dalla polemica personale a una questione culturale più radicata.

“Nessun processo personale, ma una riflessione collettiva”, ha ribadito. Ma, pur riconoscendo la sensibilità del tema, Cecchettin ha invitato a non trasformare l’episodio in “un processo personale”. L’obiettivo, ha spiegato, non è individuare colpevoli, bensì interrogarsi sugli stereotipi ancora presenti nella società e nel linguaggio quotidiano.

Il suo intervento si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione portato avanti dalla Fondazione che presiede, con l’intento di promuovere un cambiamento culturale che parta proprio dalle parole. Perché, anche quando si canta l’amore su un palco popolare come quello di Sanremo, il linguaggio non è mai neutro: contribuisce a formare visioni, relazioni e modelli di riferimento.

E, come ricorda Cecchettin, è proprio da lì che può – e soprattutto si deve – iniziare una rivalutazione collettiva.

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