Le donne di domani: dalle scacchiere allo sport, i modelli che stanno cambiando il futuro delle bambine

La storia della baby campionessa di scacchi è solo l'ultimo esempio di una rivoluzione silenziosa: sempre più ragazze dimostrano che talento, studio e determinazione possono aprire qualsiasi strada. E per le bambine di oggi questo cambia tutto.

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Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Undici anni. Un’età in cui, spesso, si alternano compiti, allenamenti, amicizie e qualche prima grande incomprensione con mamma e papà. Eppure c’è chi, alla stessa età, riesce già a sedersi davanti a una scacchiera e a sorprendere il mondo con il proprio talento: Bodhana Sivanandan, il nuovo talento degli scacchi.

Una bambina che, durante il duro periodo del Covid, ha iniziato ad approcciarsi ad un gioco ancora oggi collegato al genere maschile, nonostante il sempre maggiore accesso delle ragazze, e che oggi, a 11 anni,  è diventata la più giovane grande Maestra del mondo!

Durante i mondiali, in Uzbekistan, ha dovuto utilizzare una sedia rialzata, perché non arrivava alla scacchiera. Questo particolare fa sorridere eppure è il simbolo della forza delle bambine di oggi!

La notizia della giovanissima campionessa di scacchi ha fatto il giro del web per la storia e per l’età della bambina anche perché contribuisce ad abbattere uno stereotipo. Uno stereotipo che non si limita al gioco degli scacchi ma al successo delle ragazze nello sport, più in generale.

Per ogni nuovo successo femminile celebrato sui media ci sono bambine e ragazze comuni che  vedono affermarsi modelli importanti, forti, in un mondo che, fino a ieri, offriva solo storie di uomini e ragazzi da ammirare ed emulare.

Certo, lo sappiamo che ci sono campionesse olimpiche, scienziate, ingegnere, matematiche, astronaute, programmatrici, divulgatrici o imprenditrici che fanno storia ma le bambine hanno bisogno che questa storia sia raccontata per poterla ripetere. E, soprattutto, per poter scegliere.

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Simona Quadarella: le Azzurre del nuoto e la determinazione delle donne di domani

Non solo sportive: oggi il talento femminile ha mille volti

Per anni le bambine hanno avuto pochi esempi nei quali riconoscersi, e chi dice il contrario sa di mentire. Tanta è radica la mentalità che relega alle donne compiti di cura, prima di ogni altra cosa, che durante le celebrazioni di grandi donne di successo, non manca il soprannome o la domanda che le riporta dalla professione alla maternità, alla casa. Lentamente, le cose possono cambiare, e lo fanno, se ricordiamo anche alle bambine che il mondo è pronto ad accogliere i loro tanti talenti.

Lo abbiamo visto agli europei di Parigi, dell’estate 2026, il gran numero di medaglie che hanno raccolto le nostre atlete. Lo vediamo nel volley, quanto è grande il talento sconfinato delle nostre Azzurre. E questo è importante per le bambine di oggi. Le nostre figlie non devono confinarsi al bordo dei campetti o della palestra, durante l’ora di ginnastica, per lasciare lo spazio agli allenamenti dei compagni, come abbiamo fatto noi mamme, decenni fa. Le bambine devono sapere che possono divertirsi, giocare e sognare di farcela anche nello sport. Questo non toglie nulla ai grandi campioni o ai sogni dei bambini ma deve aggiungersi al loro.

Non esiste più un solo modo di essere una donna e donna di successo: ogni bambina deve potersi identificare con una scacchista, una nuotatrice, una pallavolista, ma anche come una chimica, un’astronauta. E non come eccezioni ma come reali possibilità, alla pari con i bambini.

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Gli scacchi: le bambine che ne fanno la storia

Clio Alessi: il successo di una, il sogno di tante

Anche in Italia abbiamo avuto una giovanissima campionessa di scacchi. Clio Alessi, ad undici anni, è diventata nota per aver conquistato titoli italiani ed europei. Durante alcune interviste, Alessi, ha parlato dell’importanza di pensare, ragionare, giocare, non di vincere. Il successo non è vissuto come immediato obiettivo ma come conseguenza di un percorso fatto di dedizione, passione, allenamento.

Il suo messaggio ed i suoi titoli aiutano le bambine ad avvicinarsi ad un gioco che, magari, fino a ieri non conoscevano, scoprendo una passione ed un’inclinazione che sarebbero rimaste nascoste, perché nessuno aveva proposto ad una bambina di imparare le regole degli scacchi!

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Paola Egonu: un modello per le bambine che amano lo sport

Paola Egonu: la determinazione delle ragazze

Se Clio Alessi rappresenta il potere della mente, Paola Egonu racconta quello della determinazione.

La sua storia è ormai nota: figlia di genitori nigeriani, cresciuta in Veneto, è diventata una delle pallavoliste più forti del mondo dopo anni di sacrifici e di allenamenti. Ma ciò che la rende un modello non sono soltanto i punti segnati, ma il modo in cui ha affrontato pressioni, critiche e aspettative, continuando a giocare senza rinunciare alla propria identità.

Agli Europei 2026 è stata ancora una volta protagonista della Nazionale italiana, trascinando le Azzurre fino alla finale contro la Turchia con 28 punti nell’ultimo incontro. In diverse interviste, Egonu ha invitato le ragazze a non lasciarsi definire dagli altri, ricordando che il percorso verso i propri obiettivi richiede tempo, lavoro e fiducia in sé stesse.

Per una bambina significa capire che il successo non arriva perché si è perfette ma dopo anni di determinazione, affrontando difficoltà che possono portare a dubitare del proprio talento.

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Il volley femminile fa sognare le bambine

Il successo delle Azzurre: chi lo ha detto che le donne non fanno squadra!

In un mondo che spesso ci ha raccontato come in perenne conflitto fra noi, tessendo con minuzia di particolari la nostra perenne invidia reciproca, è normale che le bambine crescano pensando che fare squadra fra loro sarà impossibile. Cresciute con le favole nelle quali i nostri ruoli erano relegati alla matrigna cattiva o alla signora anziana che avrebbe ucciso per tornare giovane, per noi donne di oggi, è stato difficile lottare contro i tanti pregiudizi sulla solidarietà e collaborazione. Ci è stato raccontato che essere competitive è sbagliato; che essere aggressive (sui propri obiettivi) è un abominio; che se qualcosa non ci piace in un’altra donna, è perché siamo invidiose. Insomma, ci è stato insegnato a vivere in un modo opposto a quello dei maschietti, per i quali, invece, tutto vale.

Attraverso lo sport, e le storie di successo delle Azzurre, le bambine, imparano che essere aggressive non è sbagliato, essere competitive non è sbagliato, farcela insieme alle altre è possibile.

Le protagoniste del Volley dell’Europeo 2026 hanno dimostrato ancora una volta come determinazione, preparazione e spirito di squadra possano diventare un esempio per migliaia di bambine. Paola Egonu, Anna Danesi Alessia Orro, Myriam Sylla, Sarah Fahr e le giovani che stanno entrando stabilmente nel gruppo azzurro, sono portatrici di un messaggio positivo. Per una bambina che osserva una partita, quella rete può diventare molto più di un campo da gioco: può diventare il luogo in cui imparare il coraggio. Come lo è sempre stato per i bambini.

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Samantha Cristoforetti: una possibilità concreta per le bambine che sognano lo spazio

Samantha Cristoforetti: quando una bambina sogna le stelle

E per quanto tempo abbiamo sentito, “Che vuoi fare da grande? L’astronauta”? E quante volte erano le bambine a poterlo dire? Fino a ieri, nessuna. Perché se non esistono donne astronauta, nessuna bambina pensa di potersi permettere questo sogno! I modelli sono importanti per i bambini. Ovviamente non tutti ce la fanno, ma è indispensabile che tutti possano sognare e crescere pensando di avere le stesse opportunità.

Samantha Cristoforetti è diventata il simbolo di tutte le bambine che non avevano il coraggio di dire “Anche io voglio lavorare nello spazio!”. Prima astronauta italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea, ingegnere, pilota militare e comandante della Stazione Spaziale Internazionale,  Cristoforetti è stata una grande dimostrazione che una serie di materie, spesso di appannaggio quasi esclusivamente maschile, possano essere alla portata di chiunque, al di là del genere. Basta avere passione ed ovviamente inclinazione e talento. Nel suo libro Diario di un’apprendista astronauta, Cristoforetti ha affermato che non bisogna scegliere una strada perché maschile o femminile, ma scegliere in base alla passione.

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Coraggio e determinazione femminile nello sport: nuovi modelli per le bambine

Dalla scacchiera ai laboratori: il futuro è (anche) delle bambine

Lo sport, però, è soltanto una parte della rivoluzione. Sempre più ragazze scelgono percorsi scientifici, tecnologici e matematici, anche se la strada verso la piena parità è ancora lunga.

Secondo l’UNESCO, le donne rappresentano ancora circa un terzo dei ricercatori nel mondo, mentre nelle discipline STEM restano sottorappresentate. Anche in Italia il numero delle laureate nelle materie tecnico-scientifiche cresce anno dopo anno, ma persistono differenze importanti in alcune professioni.

Per questo diventano fondamentali figure come Samantha Cristoforetti o Fabiola Gianotti, oppure le tante divulgatrici scientifiche che ogni giorno raccontano matematica, fisica e tecnologia sui social e nelle scuole.

Vedere una donna che guida il CERN, vola nello spazio o progetta missioni interplanetarie cambia il modo in cui una bambina immagina il proprio futuro. Ed il futuro è (anche) delle bambine perché dare la possibilità ad una bambina di oggi, di essere una donna di successo domani, non vuol dire voler escludere i bambini, ma dare opportunità a chiunque dimostri determinazione e talento.

Bisognerebbe fermarsi a pensare perché ci siamo soffermati sulla matrigna di Hansel e Gretel e non sul papà privo di carattere che abbandona i figli nel bosco, ma questa è un’altra storia e non è per tutte. Per tutte è fare il tifo per le ragazze che ce la fanno e per le bambine dai grandi sogni.

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