Che titolo di studio ha Erri De Luca

Lo scrittore, finito al centro del dibattito per le ultime dichiarazioni sul conflitto israelo-palestinese, ha un percorso di studi particolare. Dove ha studiato Erri De Luca

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Martina Dessì

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Il dibattito pubblico e mediatizzato costringe spesso le figure della cultura a esporsi sui temi più complessi della geopolitica contemporanea, come dimostrano le recenti discussioni attorno a Erri De Luca e al conflitto in Medio Oriente. Nel maggio del 2026, la partecipazione dello scrittore all’International Writers Festival di Gerusalemme ha suscitato diverse critiche da parte di attivisti e commentatori, i quali hanno sollevato interrogativi sulla coerenza dell’autore rispetto alle sue posizioni storiche.

Alla luce di queste contestazioni, lo scrittore è tornato a precisare il proprio pensiero sulla questione palestinese attraverso i propri canali social: ha chiarito di sostenere la soluzione a due Stati e ha specificato di non considerare la situazione a Gaza come un “genocidio”, prendendo le distanze dalle relative definizioni e scusandosi per le incomprensioni generate dall’uso del termine “sionismo”, da lui inteso nel senso originario di riconoscimento dello Stato di Israele. Una complessa rete di prese di posizione e chiarimenti che traccia la traiettoria di un intellettuale che ha sempre legato la parola scritta all’azione diretta, costruendo la propria autorevolezza al di fuori dei percorsi accademici tradizionali.

Che studi ha fatto Erri De Luca

Quando si analizza la biografia di una delle penne più note della nostra letteratura, il suo percorso scolastico ufficiale rischia infatti di spiazzare chi è abituato ai classici passaggi della formazione intellettuale. Il percorso di studi formale di Erri De Luca – il cui nome di battesimo è la versione italianizzata di Harry, in omaggio allo zio – si radica interamente nella sua Napoli natale, dove viene alla luce nel 1950. Nella città partenopea frequenta le scuole pubbliche: l’istituto De Amicis per le elementari, la Fiorelli per le medie, fino al conseguimento del diploma di maturità classica presso lo storico Liceo Umberto I.

Questo titolo di scuola secondaria superiore rappresenta, a tutti gli effetti, il massimo grado di istruzione ufficiale da lui conseguito. Subito dopo il diploma, a diciott’anni, De Luca sceglie di non iscriversi all’università per onorare l’impegno politico attivo nella sinistra extraparlamentare. Una militanza sul campo durata dodici anni e conclusasi simbolicamente nell’autunno del 1980 a Torino, con la partecipazione alle lotte operaie contro i licenziamenti di massa alla FIAT Mirafiori.

Per i successivi vent’anni, tra il 1976 e il 1996, De Luca si mantiene svolgendo esclusivamente mestieri manuali, principalmente come operaio e muratore nei cantieri edili. È proprio in questa dimensione di isolamento dai circuiti accademici che si sviluppa il suo profilo di autodidatta. Senza aver mai frequentato una facoltà universitaria, apprende in totale autonomia l’inglese, il francese, lo swahili e il russo. Spinto da una necessità di ricerca filologica e spirituale, studia inoltre l’yiddish e l’ebraico antico, giungendo a tradurre con rigido metodo letterale intere porzioni dell’Antico Testamento, un lavoro che ha suscitato l’interesse di esperti e teologi.

Il debutto letterario

Il suo esordio letterario avviene nel 1989, all’età di trentanove anni, con la pubblicazione del romanzo Non ora, non qui. Da allora, la sua produzione ha superato i confini nazionali, con opere tradotte in oltre trenta lingue, estendendosi al teatro, alla poesia e al cinema, firmando tra l’altro la sceneggiatura de La voix humaine per Sophia Loren e ricevendo riconoscimenti internazionali come al Tribeca Film Festival.

Se la scuola pubblica gli ha fornito gli strumenti linguistici di base, è stata la militanza nei territori di crisi a consolidare la sua statura di testimone del tempo. Negli anni Ottanta opera come volontario in Tanzania per la realizzazione di reti idriche; nei primi anni Novanta, durante la guerra nell’ex Jugoslavia, è autista di convogli umanitari, e nel 1999 si reca da solo a Belgrado sotto i bombardamenti della NATO. Da quelle esperienze nascono legami con figure della resistenza culturale, come i poeti Izet Sarajlic e Ante Zemljar.

Oggi, mentre coordina progetti socioculturali attraverso la Fondazione Erri De Luca, vive nella campagna romana dedicandosi alla cura della terra e praticando l’alpinismo sulle Dolomiti.

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