“Compagnia a zero energia”, l’hobby che prende piede tra i nostri coetanei cinesi sotto stress

La bellezza delle relazioni senza sforzo

5 min di lettura

Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

E se il segreto per stare bene con gli altri fosse, semplicemente, non dover fare nulla? Niente conversazioni forzate, appuntamenti incastrati tra un impegno e l’altro.
In Cina sta prendendo piede la “Compagnia a zero energia”, una forma di socialità senza sforzo che racconta di una generazione stanca ma pur sempre interessata ai legami.

“Compagnia a zero energia”: cos’è e come funziona

Un nuovo modo di ridefinire il concetto stesso di relazione. La nostra generazione è desiderosa di avere compagnia, ma senza tutto ciò che implica: organizzazione, impegno e iniziativa.

In Cina è nata la “Compagnia a zero energia“: si tratta di un fenomeno in cui i nostri coetanei cinesi “adottano” oggetti inanimati per prendersene cura. Il caso più famoso è il mattone sul quale viene spruzzata sopra dell’acqua per farvi crescere il muschio. Alcuni gli danno persino un nome e postano sui social i cambiamenti.
Si ottiene la sensazione di avere un compagno senza responsabilità o reciprocità. Il mattone viene teneramente chiamato anche brick baby, poiché assume lo stesso valore di un amico, pur non richiedendo la stessa attenzione.
Vi ricordate quando, qualche anno fa, era esploso il trend dei Marimo? Una piccola sfera verde di alghe che vive in un contenitore pieno d’acqua e non ha bisogno di grandi cure. Il concetto è simile alla “Compagnia a zero energia”, ossia non dover dedicare troppo tempo alle relazioni, mantenendo però un certo interesse per una compagnia.

Meno responsabilità
, meno problemi. Perché ne abbiamo già troppi. La precarietà del mondo del lavoro e la forte pressione a essere sempre i migliori in ogni ambito ci spingono a cercare hobby poco impegnativi, per “spegnere la mente” e vivere, per qualche attimo, la sensazione che tutto si sia fatto più semplice.

Socialità passiva: perché i giovani cinesi amano stare insieme senza fare niente

Uno dei grandi paradossi con cui la nostra generazione si confronta quotidianamente: vogliamo avere relazioni autentiche, ma tutto sembra essere preconfezionato per essere esposto sui social o agli occhi di persone esterne.

Mantenere i legami appare, perciò, come un ulteriore sforzo emotivo. Rispetto alla cultura occidentale, nell’Asia orientale la socialità passiva è vista come normale. Il silenzio non è imbarazzante, anzi. Possono condividere tranquillamente lo stesso spazio fisico senza la necessità di parlare o fare attività. Quante volte, invece noi, per trascorrere del tempo con le nostre amiche, organizziamo aperitivi, uscite serali o cene? Contesti in cui parlare è obbligatorio.
La socialità passiva orientale è una solitudine condivisa: non serve intrattenere l’altro, poiché se “non si fa niente” significa che il legame è già consolidato. Oltre a ciò, è una forma di ribellione sociale dei giovani cinesi che rivendicano il loro diritto al riposo e alla passività, contro i ritmi di lavoro estenuanti.
Niente relazioni da social, nessun obbligo né impegno. La “Compagnia a zero energia” riflette una cultura orientale di giovani stanchi ma desiderosi di avere al proprio fianco un amico.

Perché la Gen Z cerca relazioni meno impegnative

La Zero-energy companionship riscrive le regole delle relazioni. Innaffiare un mattone e osservare il muschio crescere richiede il minimo sforzo e la massima resa: il mattone resta lì, se non lo innaffi, il muschio rimane dormiente, viceversa torna verde.
Il mattone non risponde, non giudica, non mette pressione. Cresce per conto suo e dà un senso di realizzazione che il contesto socio-economico non fornisce. È una piccola routine rassicurante, in cui i risultati sono visibili e il tempo investito non rischia di trasformarsi in un’altra fonte di stress.

Il mercato del lavoro in Cina è stagnante e precario, mentre i giovani cinesi sembrano sempre meno disposti ad aderire alle aspettative tradizionali, tra cui avere figli e lavorare per molte ore. La pressione sociale a cui la nostra generazione è sottoposta non permette di sentirsi mai pienamente soddisfatti: c’è sempre qualcuno che sembra migliore di noi.
Una persona intervistata per il fenomeno dal The Guardian afferma che “Crescere un mattone dà maggiori certezze delle relazioni”. Pensare a progetti a lungo termine è un lusso che non ci possiamo ancora concedere, perciò appare più semplice investire poche energie in una presenza costante, come un mattone.
Osservando il fenomeno da un’altra prospettiva, possiamo interpretare il mattone come simbolo di stabilità, qualcosa che a noi manca. Prendersene cura potrebbe essere una metafora di come vorremmo vivere davvero una condizione lavorativa funzionante.

Anche in Occidente tendiamo ad allontanare tutto ciò che richiede troppo sforzo emotivo perché siamo sature dal contesto in cui siamo inserite. Sarà un trend che prenderà piede anche da noi?

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Il mondo del lavoro mette a dura prova i giovani cinesi, che si rifugiano in hobby a bassa dispendio di energie.

Dalla Cina all’Occidente: la compagnia a zero energia arriverà anche da noi?

Le condizioni socio-economiche dei giovani cinesi non sono poi tanto distanti dalle nostre. Forse un po’ ci rispecchiamo anche noi nella pressione sociale costante, in un livello di perfezione che è sempre maggiore e in un mondo del lavoro che non promette nulla. È estenuante desiderare la propria indipendenza e poter finalmente costruire la propria vita, senza avere i mezzi per farlo. Trovare lavoro è diventata quasi un’esperienza mistica, e lo è ancora di più trovarlo con uno stipendio dignitoso.

Restano davvero poche energie da dedicare ai rapporti interpersonali: passiamo tutto il giorno a vivere in una condizione frustrante e insoddisfacente. Come facciamo ad avere la forza di organizzare uscite e coltivare delle amicizie che richiedono impegno?
La “Compagnia a zero energia” cinese può sembrare un fenomeno bizzarro, certo, ma è una risposta indiretta al malessere che la nostra generazione si ritrova a dover affrontare. Vengono riscritte le regole dei rapporti e di quanta energia serva per mantenerli: se siamo arrivati ad “adottare” un mattone, forse la situazione è più grande di come traspare. In passato abbiamo avuto i Marimo, piccole sfere verdi di cui ci piaceva tanto prenderci cura, che ora sia arrivato il turno dei mattoni?
Ed è dal nuovo fenomeno cinese che possiamo imparare che a volte è proprio questo il segreto: riscoprire il piacere di stare insieme senza dover dimostrare nulla, trasformando il silenzio e la lentezza in una nuova forma di benessere condiviso.

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