Le nostre “pillole di lettura” di agosto, il libro giusto al momento giusto

La nostra rubrica per condividere con voi i libri che ci sono piaciuti e ci hanno emozionato. Sperando che dalla nostra libreria arrivino nella vostra

Pubblicato:

Sara Gambero

Giornalista esperta di Spettacolo e Lifestyle

Una laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia del Cinema. Appassionata di libri, film e del mare, ha fatto in modo che il lavoro coincidesse con le sue passioni. Scrive da vent’anni di televisione, celebrities, costume e trend. Sempre con un occhio critico e l'altro divertito.

Dopo i consigli di maggiodi giugno, e  di luglio, altri quattro libri che ci hanno colpito, emozionato, divertito, fatto piangere, ridere o riflettere. Quattro consigli, quattro pillole di lettura e… libertà

Una pillola di lettura per… scoprire una eroina del passato

L’inverno della levatrice di Ariel Lawhon (Neri Pozza, traduzione di Massimo Ortelio)

Un romanzo che è stato il caso editoriale dell’anno Oltreoceano e che ha reso famosa in Italia un’autrice pluripremiata all’estero: Ariel Lawhon. Un giallo storico ispirato realmente alla vita e al diario della levatrice Martha Ballard, che nel Maine del XVIII secolo riuscì a sfidare il sistema legale americano. Martha è una femminista ante litteram, che con il suo lavoro deve scontrarsi tutti i giorni con i pregiudizi sessisti e sociali del suo tempo. E che facendo nascere anche i figli frutto di violenza (frequenti all’epoca) diventa testimone e portavoce di un sistema sociale sbagliato e ad un certo punto pedina fondamentale per scardinarlo, quando viene ritrovato il cadavere di un uomo, ufficialmente archiviato come incidente, ma che molti  – e molte –  avrebbero voluto morto. Il libro viene raccontato in prima persona, attraverso i diari di Martha, con una scrittura che affascina e che permette di entrare con gli occhi e il cuore in quel mondo, attraverso i pensieri e le emozioni della protagonista.

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L’inverno della levatrice
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L'inverno della levatrice
Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi

Una pillola di lettura per… chi ha imparato a proteggersi invece che a vivere

Ci basterà mangiare il vento di Gianluca Gotto (Mondadori)

C’è un momento preciso in questo romanzo in cui capisci che il vero nodo del protagonista non è il suo passato: un’infanzia segnata dalla violenza, la convinzione che amare significhi inesorabilmente soffrire. Il vero nodo, quello che non si scioglie, è che ha trovato un modo per stare bene che assomiglia pericolosamente a una prigione dorata. Singapore, pratica di tai chi all’alba, meditazione, il Dhammapada a memoria: una vita costruita con tale precisione da non lasciare spazio a nulla di imprevisto, nulla di doloroso o sconclusionato. Nulla di vivo. Poi arriva Giorgia, nell’ascensore di un hotel, caotica e impulsiva e impossibile da ignorare.

E in quella corazza fatta di disciplina e filosofia orientale si apre una crepa. Gianluca Gotto – autore cult, amatissimo da chi lo segue ma anche “osservato speciale” da certo pubblico un po’ allergico ai bestseller – firma il suo romanzo più maturo, quello in cui la domanda centrale è anche la più scomoda: e se gli strumenti che usiamo per guarire diventassero, a un certo punto, un nuovo modo per non vivere? Il titolo, “Ci basterà mangiare il vento”, è un’immagine poetica che ci resta impressa dalla prima all’ultima pagina. Non è un inno alla purezza: è un promemoria del fatto che la vita vale la pena di essere vissuta proprio perché finisce, proprio perché a volte può far male ma poi ti regala momenti di estrema felicità. Perché la vita è imprevedibile, proprio come Giorgia.

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Gianluca Gotto – torinese, classe 1990 – uno degli autori più amati (e letti) del momento
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Ci basterà mangiare il vento
Non è un inno alla purezza: è un promemoria del fatto che la vita - comunque vada - merita di essere vissuta

Una pillola di lettura per… rabbrividire anche ad agosto

Invisibili di Bernard Minier (Baldini e Castoldi)

Il maestro francese del thriller (sono suoi i libri con al centro il  celebre investigatore francese Martin Servaz) ha deciso di inaugurare con il romanzo Lucia un filone spagnolo, con una nuova eroina, l’ispettrice della guardia civili Lucia Guerrero. Nel nuovo libro Invisibili Lucia deve risolvere due indagini: una in Galizia, con un serial killer che prende di mira le donne relegate ai margini  della società (“le invisibili”), e un’altra a Madrid con un assassino che ha deciso di ammazzare i ricchi, trasformando i suoi crimini in un apparente manifesto di  rivendicazione sociale. In mezzo, Lucia deve fare i conti con i propri demoni e con uno stalker che l’ha presa di mira. Una scrittura chirurgica, una trama che  inchioda fino all’ultima pagina. Un thriller perfetto per rabbrividire – piacevolmente, viste le temperature- anche ad agosto!

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Bernard Minier
Invisibili: La seconda indagine di Lucia Guerrero
Due assassini. Due mondi agli antipodi. Nessun legame apparente. Un romanzo adrenalinico, in cui la tensione ci trascina verso un' incredibile rivelazione

Una pillola di lettura per… chi ha ancora qualcosa da perdonare a sua madre

Il linguaggio segreto delle carezze di Thrity Umrigar (Libreria Pienogiorno)

Remy è cresciuto in India con una madre distante e un’infanzia fatta di porte chiuse e scenate quotidiane. Remy è cresciuto con un padre premuroso, l’unico vero punto di luce. Così, da adulto, ha fatto l’unica cosa che sembrava sensata per cambiare il corso di una vita cominciata in salita: è partito per l’America, mettendo un oceano tra sé e le proprie radici. Poi la vita lo riporta a Bombay – stavolta per adottare un bambino, per diventare il genitore che non ha avuto – e lì ritrova Shirin, sua madre, in ospedale: in silenzio, come se avesse smesso di voler esistere.

E in un cassetto, quasi per caso, si imbatte in una vecchia fotografia che rimette in discussione tutto: certezze e ricordi, cicatrici e desideri inespressi e ancestrali. Thrity Umrigar – celebrata da Salman Rushdie, già autrice del bellissimo “Il canto dei cuori ribelli” – ha costruito una storia coraggiosa: non ci sono madri cattive né figli perfetti, solo storie complicate e persone che si sono ferite a vicenda, magari senza volerlo, senza capirsi fino in fondo. Un romanzo che parla di perdono, ma soprattutto di quel momento in cui la storia che ti hanno sempre raccontato sulla tua famiglia o che tu hai sempre creduto di conoscere va in crisi e decidi di scriverne un’altra. Tutta nuova.

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Il linguaggio segreto delle carezze
Un romanzo che parla di perdono di storie familiare da riscrivere daccapo

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