Nero, profumato, con quel chicco che resta sodo sotto i denti: il riso venere è un ingrediente che dovremmo considerare di più, perché capita ancora di trovarlo nella dispensa e non sapere bene come portarlo in tavola. Quanto va cotto? Si sciacqua o no? E soprattutto, con cosa lo abbiniamo per non sprecarlo?
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Cos’è il riso venere e le caratteristiche: il “riso proibito”
Il riso venere è un riso integrale dal chicco allungato e dal colore nero intenso, quasi corvino. Il colore dipende dagli antociani, gli stessi pigmenti che ritroviamo nei mirtilli, nelle more, nelle melanzane e nel cavolo viola, ovvero sostanze dal grande potere antiossidante, ed è anche per questo che viene considerato un piccolo concentrato di benessere. Rispetto al riso bianco contiene più fibre, meno zuccheri, e ci regala una buona dose di vitamine e sali minerali.
Veniva chiamato “riso proibito” perché in passato era riservato esclusivamente agli imperatori: un bene di lusso, prezioso al punto che si diceva regalasse lunga vita a chi lo mangiava. La varietà che oggi chiamiamo venere, però, è italianissima: è nata negli anni Novanta a Vercelli, dall’incrocio tra un riso della Pianura Padana e una varietà nera asiatica. Ancora oggi si coltiva soprattutto in Piemonte, ma anche in Sardegna. Insomma, un riso dal cuore orientale e dall’anima padana.
Come cuocere il riso venere e quanto tempo serve
Essendo un riso integrale, ha bisogno di tempi di cottura più lunghi rispetto al riso bianco. Non dobbiamo avere fretta, ma possiamo scegliere tra diversi metodi a seconda del tempo che abbiamo davanti.
Il sistema più semplice resta quello classico: mettiamo il riso a bollire in acqua e calcoliamo all’incirca quaranta minuti. Sembrano tanti, ma il chicco regge benissimo e non rischia di sfaldarsi. Se invece siamo di corsa, possiamo affidarci alla pentola a pressione, che per fortuna viene in nostro aiuto accorciando i tempi di preparazione: in una ventina di minuti siamo pronti.
Una raccomandazione che vale per qualunque metodo scegliamo: evitiamo di sciacquare il riso venere prima della cottura, perché in questo caso rischiamo di disperdere parte delle sue preziose proprietà e anche un po’ di quel colore che lo rende così particolare.
Come condire il riso venere
Una volta che lo abbiamo cotto a dovere, si presta a tantissime preparazioni: possiamo portarlo in tavola come piatto unico, come contorno e tanto altro. Ha una caratteristica preziosa: anche dopo la cottura mantiene una piacevole croccantezza, e questo lo rende perfetto per le insalate di riso, soprattutto d’estate, quando le prepariamo in anticipo e le serviamo fredde.
Proviamolo con gamberoni, tonno, pomodorini e qualche fetta di avocado, oppure con salmone affumicato e gamberetti. E non dimentichiamo le poke bowl fatte in casa, sempre più amate.
Le verdure sono forse l’abbinamento più scontato: avocado, zucchine grigliate, asparagi e piselli, d’inverno la zucca arrostita. Da provare anche con i pomodorini confit e qualche cubetto di feta, un classico che non delude mai. Se cerchiamo qualcosa di più mediterraneo, puntiamo su olive taggiasche, capperi e pomodori secchi. E per chi vuole un piatto unico che sazi davvero, ceci, cannellini o edamame rendono il riso venere un pasto anche da portare in ufficio.