Piscina, quali filtri sono disponibili e come sceglierli per mantenere l’acqua pulita

Non esiste un solo tipo di filtro per piscina, ma ciascuno ha le proprie caratteristiche: ecco come sceglierlo e cosa sapere

Pubblicato:

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Avere una piscina in casa è una soddisfazione, ma anche una piccola impresa di manutenzione. L’acqua va tenuta limpida, pulita, sempre pronta per un tuffo. A guidare questo lavoro c’è il filtro, un componente che non dovremmo mai sottovalutare: vediamo come funziona, quali tipologie esistono e come orientarsi nella scelta.

Cosa sono i filtri per piscina e a cosa servono

Il filtro è necessario per tenere l’acqua pulita, ed è il componente che più di ogni altro incide sulla pulizia della piscina. I prodotti chimici aiutano, come il cloro, i sanitizzanti, i correttori di pH, ma da soli non bastano. Senza un buon sistema di filtraggio, qualsiasi trattamento chimico rischia di essere costoso e poco efficace.

Ma come funziona nello specifico? L’acqua viene movimentata da una pompa che la fa girare in continuo, costringendola ad attraversare un materiale che trattiene tutto quello che non dovrebbe esserci. Polvere, foglioline, residui di crema solare, capelli, microorganismi. Nelle piscine il movimento dell’acqua va ricreato artificialmente, quello che in natura, in mare, accade grazie alle correnti.

L’acqua viene aspirata dalla superficie, fatta passare attraverso una prima zona di raccolta per i detriti più visibili, poi spinta nel filtro vero e proprio dove, una volta ripulita, torna in vasca e ricomincia il giro. Tutto questo per ore e ore, ogni giorno. In alcuni impianti più complessi, dopo il filtro intervengono anche altri dispositivi (sterilizzatori a UV, elettrolizzatori al sale, ozonizzatori), che completano la disinfezione.

Teniamo presente che una piscina trascurata anche solo per pochi giorni può richiedere settimane per tornare in condizioni ottimali. Per questo non si parla mai di “fare la manutenzione una volta ogni tanto”, ma di una routine costante grazie al filtro.

Tipologie di filtri per piscina

Non mancano le soluzioni da valutare, e ognuna ha i suoi punti di forza: ci sono delle piccole differenze da conoscere per ogni tipologia di filtro per piscina.

Filtro a sabbia

È quello che si trova nella maggior parte delle case con piscina, sia per il costo abbordabile sia per la praticità nella gestione quotidiana. Si presenta come un contenitore cilindrico al cui interno c’è uno strato di materiale granulare, come la sabbia silicea, ma esistono anche versioni con sabbia di vetro o zeolite, sempre più diffuse perché filtrano meglio e durano di più. L’acqua passa attraverso questo letto e lascia le impurità nella sabbia. Per capire quando intervenire basta tenere d’occhio il manometro: se la pressione cresce sensibilmente rispetto alla normalità, è il momento del controlavaggio, l’operazione che pulisce il filtro stesso.

Filtro a calza

Questa è decisamente una soluzione essenziale, magari da destinare alle piscine piccole o usate saltuariamente. Il costo non è per nulla esoso, ma dobbiamo tenere presente che si usura spesso, e che la sua capacità di trattenere lo sporco è limitata.

Filtro a diatomee

Il filtro a diatomee è quello più fine: usa un materiale naturale molto poroso e riesce a trattenere particelle minuscole, con un risultato visivo eccellente. Tra l’altro filtra fino a tre micron, un livello di pulizia che gli altri sistemi non raggiungono. La differenza si vede a occhio: acqua brillante, trasparenza assoluta. Certo, c’è un piccolo svantaggio, se così possiamo dire: i costi sono più alti, sia di acquisto sia di gestione, motivo per cui si trova meno spesso nelle installazioni domestiche standard.

Filtro monoblocco

Passiamo adesso a un vero e proprio sistema integrato: sì, perché il filtro monoblocco è particolarmente apprezzato perché integra sia la pompa sia il filtro, ed è spesso utile per chi ha una piscina rimovibile. Tra i suoi vantaggi c’è la praticità, ma anche la compattezza.

Filtro a cartuccia

Più piccolo, più leggero, più semplice da installare: questo dispositivo cilindrico contiene al suo interno una cartuccia in cellulosa o materiale sintetico, così da trattenere particelle anche più fini rispetto alla sabbia. Va benissimo per piscine fuori terra, spa da giardino e tutte le situazioni dove i volumi d’acqua sono contenuti. C’è però un punto da considerare bene: la cartuccia va pulita molto spesso e cambiata con regolarità, settimana più settimana meno. Per una vasca grande diventa un impegno notevole, mentre su piccoli volumi è una soluzione intelligente.

Casette di filtraggio

Una soluzione che probabilmente possiamo vagliare quando desideriamo nascondere la parte tecnica e ridurre gli spazi visibili attorno alla vasca: non dobbiamo più acquistare altro, considerando che ci sono modelli con filtro, valvole e pompa, e che è già pronto all’uso. Sì, viene venduto già montato e calibrato, ed è disponibile in diverse versioni, quindi interrata, semi-interrata o rialzata.

Come scegliere il filtro per la piscina

E qui arriva la domanda più importante: tra tutte queste opzioni, qual è quella giusta per noi? Ci servono alcune considerazioni pratiche per capirlo, come le dimensioni della piscina. Una vaschetta fuori terra da pochi metri cubi ha esigenze completamente diverse da una piscina interrata medio-grande, ed è inutile sovradimensionare per una vasca piccola così come è un disastro andare al risparmio su una grande. Il principio è semplice: il sistema deve riuscire a filtrare tutta l’acqua della piscina in poche ore, altrimenti non ce la farà mai a tenerla limpida.

Dobbiamo anche approfondire la portata della pompa. Un buon filtro abbinato a una pompa sottodimensionata non riesce a fare il suo lavoro, perché il sistema funziona solo se i due pezzi sono proporzionati tra loro e al volume da trattare. I metri cubi all’ora dichiarati sull’etichetta vanno sempre confrontati con la capienza della nostra vasca.

Può tornare utile prevedere l’uso, più o meno intenso, che faremo della piscina e quanto tempo abbiamo voglia di dedicarle. Lo stesso vale per la manutenzione. Resta infine il budget da stabilire, che però non è mai solo quello iniziale. Sui filtri meglio seguire la regola del buonsenso: se spendiamo qualcosa in più subito, possiamo stare tranquille per anni.

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